CRONACAPRIMO PIANO

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati a Ischia, parte la crociata per difendere il Tribunale

La prima storica seduta del C.o.a. sull’isola si è conclusa con l’unanime approvazione della delibera contenente le indicazioni dei provvedimenti legislativi e amministrativi necessari per la stabilizzazione della sede giudiziaria locale

La parola d’ordine è una: sinergia. L’obiettivo è impegnativo, ma non impossibile, e questo pur difficile momento storico sembra quello giusto per spingere sull’acceleratore con una proposta concreta e realizzabile, per ottenere la tanto agognata stabilizzazione della sede ischitana del Tribunale. È quanto emerso ieri mattina in una giornata che resterà comunque storica per la giustizia locale, durante l’assemblea del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli svoltasi per la prima volta nel rinnovato edificio dell’ex Pretura di Ischia, dove i rappresentanti dell’Assoforense isolana, eletti un mese fa nel nuovo consiglio direttivo, hanno accolto i colleghi giunti sull’isola a dare fattivo supporto alla lotta che da quasi due lustri vede impegnati i professionisti ischitani per vedersi riconosciuto a livello legislativo il diritto a mantenere il fondamentale presidio giudiziario.

Il presidente del Consiglio dell’Ordine di Napoli, avvocato Antonio Tafuri, ha aperto i lavori andando subito al cuore del problema, ricordando che nonostante i lavori di rinnovamento del palazzo di giustizia isolano, l’attività all’interno langue, rallentata e spesso bloccata dalle molteplici carenze di organico a ogni livello. Eppure, ha ricordato il presidente, gli avvocati non fanno solo i propri interessi, ma quelli dell’intera cittadinanza, quindi le inefficienze che gli avvocati subiscono nella loro quotidiana opera finiscono per pesare sui clienti e dunque sui cittadini, impossibilitati a comprendere i motivi di questo costante malfunzionamento della macchina giudiziaria. Tafuri ha quindi ribadito l’importanza di una concreta linea condivisa: «Da questa assise deve uscire una voce forte, unica», ha dichiarato il presidente del C.o.a., un documento in grado dunque di rappresentare le istanze della giustizia isolana e ottenere una soluzione al di là delle mere applicazioni temporanee di giudici e funzionari. Il “caso Ischia ” è un caso nazionale, costantemente in agenda di tutte le autorità che potrebbero e dovrebbero far qualcosa. Ecco dunque il grande significato di questa assemblea in trasferta.

È stata poi la volta del neo-presidente dell’Assorense isolana, l’avvocato Gianpaolo Buono, il quale ha avuto parole di riconoscenza per il Consiglio dell’Ordine di Napoli, che con l’assemblea di ieri e insieme alle altre istituzioni presenti, dagli amministratori ai Carabinieri, ha dato testimonianza tangibile della vicinanza al problema ischitano. Mantenere in vita un ufficio che non funziona non conviene a nessuno, ha detto l’avvocato Buono, che ha fatto appello all’unità di intenti e appunto a una concreta sinergia. L’ufficio giudiziario ischitano è ancor vivo nonostante le Cassandre che da quasi un decennio ne predicevano la morte. È necessario superare il periodico e comprensibile scoramento che talvolta colpisce i professionisti locali. Il problema, ha ribadito Gianpaolo Buono è culturale e politico. «Se perdiamo il tribunale, in futuro potremmo perdere l’ospedale, le scuole», dunque lo Stato dovrà prendere una posizione chiara e spiegare cosa vuole fare di territori come Ischia, densamente abitati, che erogano grandi gettiti fiscali e dunque hanno diritto a determinati servizi fondamentali. La stabilizzazione, secondo il presidente dell’Assoforense, è una questione che riguarda la cittadinanza.  Va elaborato un testo che riconosca il particolare status dell’isola con tutto quello che ne consegue. L’avvocato Buono ha quindi chiesto l’aiuto di sndaci ed esponenti politici, chiamati a stringersi intorno al nuovo direttivo, del quale il presidente ha detto di voler rappresentare una sorta di coordinatore, dando spazio ai giovani, definiti “eroi” a voler intraprendere questa attività su un territorio attualmente così disastrato. L’intervento si è chiuso ricordando la trasferta della scorsa settimana nella capitale presso il Consiglio nazionale forense, conclusosi con l’assegnazione di un consigliere che si occuperà delle istanze delle isole minori, e con un appello ad agire uniti.

A sua volta l’avvocato Francesco Cellammare, ex presidente e attuale segretario dell’Assoforense, ha ricordato come la giustizia sia il servizio fondamentale, quello da cui dipendono tutti gli altri, e che lo scoramento che a volte si insinua tra gli avvocati va compreso ma superato, ricordando ciò che è già avvenuto quando la sede stava per essere chiusa, e invece dopo una grande lotta si arrivò alla prima proroga: «Nel 2015 abbiamo vinto, vinceremo ancora», ha concluso Cellammare. Un altro apprezzato intervento è stato quello dell’avvocato Vito Manna, rappresentante dei giovani professionisti. Manna ha parlato di una situazione non più sopportabile, che porta allo svilimento della professione,  in quanto i giovani sono impossibilitati alla crescita professionale e all’inserimento, una impasse che talvolta fa considerare i neo-avvocati come professionisti di serie b. Anche il giovane avvocato ha spiegato quanto sia necessaria una consapevolezza comune sul fatto che la giustizia è un servizio pubblico essenziale.

Uno dei decani dell’avvocatura ischitana, l’avvocato Alberto Barbieri, ha posto l’attenzione con veemenza sull’insularità come ulteriore condizione penalizzante che si aggiunge all’attuale sfacelo delle istituzioni, che a sua volta provoca la sfiducia dei cittadini. Secondo Barbieri, va profusa ogni energia non solo per mantenere il tribunale, ma per far sì che esso sia realmente efficiente. «Al sud siamo gente rassegnata e il tribunale è ormai come un’auto che funziona due o tre cilindri», ha detto Barbieri, che ha simbolicamente invocato una statua per Annamaria Conte, visti gli autentici miracoli quotidianamente compiuti per mantenere in piedi il presidio giudiziario. «Basta col tamponare le emergenze – ha proseguito Barbieri – io mi auguro che Ischia non sia più una sezione distaccata, ma un vero Tribunale. Ogni categoria si impegni per raggiungere l’obiettivo e far sì che ogni cittadino possa ancora credere nella giustizia». Il riferimento dell’avvocato tocca un altro punto sensibile perché la sezione distaccata non ha un presidente di sezione,ma solo un coordinatore. Il presidente di sezione è un magistrato con esperienza che detta le direttive sull’orientamento della sezione. Le sezioni inoltre hanno una competenza solo per determinate materie. Nella sezione distaccata si tratta ogni questione e non sempre il giudice è preparato su alcune materie.

L’avvocato Armando Rossi, componente dell’Organismo congressuale forense, ha illustrato la richiesta di maggiori risorse ma ha anche sottolineato come il problema del Tribunale riguardi pureil Giudice di Pace, presso il cui ufficio non c’è un funzionario, e gli interpelli per le applicazioni temporanee vanno spesso deserti. «Il problema – ha detto Rossi – va affrontato in modo strutturale. C’è una carenza della giustizia di prossimità che va difesa prontamente, per evitare che si continui in questa deriva di accentramento.
Senza sinergia saremo tutti perdenti».

L’avvocato Francesco Caia, componente del Consiglio Nazionale Forense ha ricordato che in questo momento storico l’avvocatura deve continuare il percorso intrapreso,  ma configurandosi un obiettivo concreto a breve termine. «Dobbiamo puntare a rendere stabile ciò che già esiste e  che già è stato riconosciuto», ha spiegato Caia, invitando avvocatura e istituzioni a pianificare le prossime tappe del cammino, in modo  da arrivare a portare la proposta di legge al ministro Bonafede. La stabilizzazione, benché difficile, non è impossibile, e la determinazione di tutti è in grado di far superare le avversità attuale.

Al termine della seduta, il presidente Tafuri ha letto i vari punti della proposta di delibera del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati contenente le varie indicazioni per i provvedimenti legislativi e amministrativi auspicati, che è stata approvata all’unanimità. L’avvocato Gianpaolo Buono ha poi spiegato che nei prossimi giorni, dunque a strettissimo giro, verranno individuate e concordate le prossime tappe. Sembra dunque arrivato il momento decisivo per coronare un cammino già lungo e spesso accidentato.

Foto Franco Trani

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