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CRONACA

Il depuratore di Casamicciola e tutto quello che non va

Pubblichiamo la seconda puntata della lunga ed articolata relazione che il professionista isolano ha trasmesso anche al Comune termale: nel mirino la struttura che si attende ormai da decenni

DELL’ING. GIUSEPPE CONTE

  • Il ribasso del 61,580% sul prezzo posto a base d’asta è senz’altro anomalo e non può essere giustificato, visto che è fuori mercato ed incide sul rapporto qualità/prezzo.
  • Il contratto di appalto è stato sottoscritto in data 14 aprile 2020, nove mesi dopo l’aggiudicazione definitiva avvenuta in data 23 Luglio 2019, in contrasto con quanto disposto dall’art. 32 comma 8 del D.Lgs 50/2016, che per la sottoscrizione del contratto impone tempi molto più ridotti.

A.

B.1 IMPORTO INTERVENTO: €.56.139.829,83

B.2 COSTO DI GESTIONE:

I costi annuali di Gestione dell’impianto sono pari ad €1.008.840,00 corrispondenti a 34,7€/AB.EQ., 3,5 volte superiori alla multa comunitaria di 10 €/AB.EQ.. Oneri da tariffare a carico dei cittadini di Casamicciola Terme e Lacco Ameno.

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A pag. 7 della Relazione Generale è specificato:

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“Come meglio esplicitato nei documenti economici, per la realizzazione di tutte le opere ricomprese nello scopo del lavoro occorrerebbe un finanziamento stimato in € 56.256.208,61, di cui € 45.110.000,00 per lavori, € 2.274.336,92 per servizi ed infine € 8.871.871,69 per le somme a disposizione della Stazione Appaltante.”+€.1.008.840,00 di costi annuali di Gestione dell’impianto. Continuando: “Il finanziamento pubblico di € 43.034.911,00 assegnato con la Delibera CIPE n. 60 del 2012 (ID 33518) non consente dunque di realizzare tutte le opere necessarie per la piena copertura in termini di collettamento e depurazione dei due comuni di Ischia. Per altro tale finanziamento, e il conseguente importo stimato dei lavori di € 31.373.260,00, non è sufficiente nemmeno al conseguimento delle condizioni di superamento della condanna che interessa l’Isola d’Ischia.”

CRITICITÀ

Il RTP TECNOSISTEM S.p.A. (mandataria) fa presente che il finanziamento pubblico concesso non consente di realizzare tutte le opere necessarie per la piena copertura in termini di collettamento e depurazione, nonché il conseguimento delle condizioni di superamento della condanna che interessa l’Isola d’Ischia, senza considerare gli enormi costi di gestione. C’è da notare che nel provvedimento n. 50 del 25.02.2021 di approvazione del progetto manca l’indicazione delle fonti di finanziamento a cui si dovrebbe far ricorso per realizzarlo, essendo insufficienti i fondi assegnati con la Delibera CIPE n. 60 del 2012

PERTANTO, IN BASE AI DATI ATTUALI, IL PROGETTO, NON RAGGIUNGENDO I RISULTATI PREFISSATI, NON PUO’ ESSERE DICHIARATO FATTIBILE.

PROBLEMATICHE RAPPRESENTATE NELLA RELAZIONE

Nella Relazione Generale sono sintetizzati le problematiche salienti che dimostrano come la zona prescelta per la realizzazione del depuratore non sia idonea, a meno che non vengano realizzate ulteriori opere prima o in contemporanea che per la loro attuazione necessiterebbero di altre attività progettuali. Per maggior chiarezza si trascrivano integralmente le considerazioni inerenti a tali problematiche inserite nella Relazione Generale di Progetto.

Il sito a partire dalle quote correlabili con il livello medio del mare è interessato da una importante falda termominerale contaminata lungo l’area costiera da fenomeni di mixing con le acque marine. Allo stato attuale non si hanno informazioni dirette circa le temperature e le caratteristiche chimiche della falda né informazioni circa la trasmissività dell’acquifero. Sulla base delle attuali conoscenze è ipotizzabile che le acque di falde potrebbero raggiungere temperature elevate, anche maggiori di 40° C. Ulteriore aspetto da evidenziare, è l’estrema difficoltà nell’applicazione di tecniche di depressione piezometrica della falda in fase di realizzazione dei lavori mediante esecuzione di pompaggio delle acque di falda.

Il settore subito a monte delle aree interessate dalle opere in progetto risultano cartografate in P4/R4 per frane. Nelle successive fasi progettuali potrebbe essere utile uno studio dettagliato teso a valutare l’eventuale ipotesi di invasione delle aree di cantiere da parte di frane che interessino la paleofalesia retrostante la strada statale. Si rimanda di seguito per maggiori approfondimenti.

Tutta l’area interessata dalle opere in progetto è cartografata dal vigente Piano per la Difesa delle Coste a pericolosità da inondazione (Tr = 100 anni) e/o erosione (riferita ad un periodo di evoluzione decennale). Si evidenzia che tale aspetto non era stato evidenziato nell’Allegato: Documento di indirizzo alla progettazione – Capitolo 7: quadro programmatico e vincoli, in quanto non veniva preso in considerazione il vigente Piano per la Difesa delle Coste.

I dati attualmente disponibili e analizzati non permettono una definizione dettagliata del modello geologico delle aree marine interessate della condotta di scarico a servizio del depuratore; nella fase progettuale esecutiva connessa alla cantierabilità dell’opera sarebbe opportuno verificare e migliorare tale conoscenza al fine dell’affidabilità dell’opera.

IL COSTONE A MONTE DELL’INTERVENTO

Il tratto litoraneo della strada provinciale, che dà accesso all’area di impianto, è interessato diffusamente da fenomeni di instabilità dei versanti, tanto da essere cartografate in P4/R4 per frane. Al fine di poter garantire la fruibilità dell’area nella fase di cantiere e scongiurare eventuali disservizi alla continuità di esercizio dell’impianto, a causa di eventuali fenomeni franosi verificabili sul versante soprastante la via litoranea con invasione della sede stradale, nelle fasi progettuali successive sarebbe opportuno prevedere delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico per la paleofalesia retrostante la strada statale. Tale accorgimento consentirebbe di ridurre gli eventuali rischi estrinseci del cantiere e dell’impianto. In tale indirizzo, per la mitigazione del rischio occorrerebbe realizzare opere di stabilizzazione del versante. …………………omissis L’efficacia dell’intervento di mitigazione/eliminazione del rischio dovrà infine esser certificata da uno studio di compatibilità idrogeologica e dovrà essere approvata dall’Autorità di Bacino delle Campania Centrale. La progettazione delle opere di mitigazione del rischio da frana, da concordare preventivamente con l’Autorità di Bacino della Campania Centrale, e la loro realizzazione potrebbe seguire un iter proprio in modo da ottenere una mitigazione del rischio prima di procedere alla redazione del progetto definitivo oppure, in alternativa, costituire parte complementare del progetto definitivo e realizzare le opere di mitigazione contestualmente a quelle dell’impianto di depurazione. In ogni caso, la progettazione dell’intervento proposto, non fa parte del presente affidamento.

  1. QUADRO VINCOLISTICO

L’area oggetto di intervento è soggetta a pericolosità con rischio tracimazione/inondazione come da Piano Difesa Coste non precedentemente evidenziato nel Documento di indirizzo alla progettazione. ……………………..omissis. Con riferimento all’area di intervento i risultati indicano che già per eventi con periodo di ritorno decennale si possono avere fenomeni di tracimazione sul parcheggio, risultando le aree di fatto pericolose per i pedoni ed insicure per la stessa funzione parcheggio. Più in dettaglio si ottengono per T=10 anni altezze d’onda = 4,10 m. > 3.80 m di altezza parcheggio esistente, aumentando le stesse con tempi di ritorno maggiori, oltre al connesso aumento delle portate d’acqua che investono le aree del litorale.

Al fine di provvedere la prosecuzione dell’iter procedurale, si ritiene utile segnalare la necessità di sviluppare la progettazione di un intervento di difesa al di fuori dello scopo del presente servizio e propedeutico al superamento dei vincoli amministrativi ed alla difesa dell’infrastruttura di progetto

Omissis………………………………………………………………………………… Si ritiene quindi che solo una progettazione integrativa di dettaglio dell’intervento di difesa possa in definitiva consentire la corretta prosecuzione dell’iter progettuale. Nella fase progettuale successiva quindi, per la rimozione del vincolo, si suggerisce di provvedere alla progettazione e realizzazione dell’opera di protezione, preventivamente all’approvazione del progetto al fine di consentire lo svincolo dell’area dal rischio inondazione. Non sarebbe da escludere, alternativamente, la possibilità di progettare e realizzare la stessa opera di protezione in maniera tale da creare, nel transitorio, una idonea superficie di cantiere con tanto di area di attracco e sbarco, per poi portarla in una configurazione di sola protezione preliminarmente alla conclusione del cantiere. In alternativa, con l’avallo dell’Autorità di Bacino della Campania Centrale, si potrebbe anche ipotizzare di progettare l’opera di protezione congiuntamente all’impianto, subordinando l’inizio dei lavori relativi al depuratore al collaudo della nuova opera di protezione che consentirebbe la riduzione/eliminazione del rischio. Tali indirizzi andranno verificati ed approfonditi nel prosieguo dell’iter progettuale al fine di garantire l’affidabilità dell’opera.”

Questo è quanto rappresentato dal RTP TECNOSISTEM S.p.A. (mandataria). Pertanto è lecito chiedersi:

il progetto è fattibile dal punto di vista Tecnico ed Economico?

il gruppo di progettazione ha sviluppato, nel rispetto del quadro esigenziale, tutte le indagini e gli studi necessari per la definizione degli aspetti di cui al comma 1 dell’art. 23 del D.lgs. n. 50/2016, nonché gli elaborati grafici per l’individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare e le relative stime economiche?

2 – CONTINUA (la prima parte è stata pubblicata l’8 giugno).

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