CRONACAPRIMO PIANO

Il Questore “spegne” la musica, stop di 15 giorni per il Blanco

Firmato (e notificato ieri mattina) il decreto che sospende l’attività della nota discoteca ubicata sul lungomare di Casamicciola. Decisiva la violenta rissa scoppiata lo scorso 8 luglio, che registrò due feriti e sette minori denunciati, ma anche la nota dei carabinieri della Compagnia di Ischia che hanno riportato una serie di episodi verificatisi tra aprile 2022 e aprile 2023

Una notizia che era nell’aria, al punto tale che il nostro giornale l’aveva anticipata in tempi non sospetti. Il questore di Napoli, su proposta della Compagnia Carabinieri di Ischia – guidata dal cap. Tiziano Laganà – ha infatti disposto la sospensione delle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande nonché di intrattenimenti danzanti e spettacoli di arte varia nei confronti della discoteca Blanco, ubicata sul lungomare di Casamicciola in via Salvatore Girardi. Il procedimento era stato avviato dopo che nella notte dello scorso 8 luglio i militari erano intervenuti presso il locale a seguito della segnalazione di una violenta rissa scoppiata tra alcuni clienti della struttura, ischitani e napoletani, alcuni dei quali tra l’altro minori. Un fatto di una violenza davvero grave visto che alcuni dei contendenti avevano usato vetri di bottiglia come armi per poter anche ferire i loro rivali e non a caso in due erano stati costretti a fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. Da lì prese il via l’indagine dei carabinieri che grazie ad una serie di riscontri testimoniali ed all’acquisizione dei filmati di videosorveglianza della struttura riuscirono ad identificare 7 giovani, 6 dei quali minorenni, che furono denunciati all’autorità giudiziaria con l’accusa di rissa e lesioni personali aggravate per i fatti iniziati all’interno della discoteca e poi proseguiti all’esterno della stessa. Di fatto il provvedimento è finalizzato a scongiurare un concreto pericolo per l’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini. Prevedibile, a questo punto, un ricorso d’urgenza presso il Tar Campania da parte del legale rappresentante della discoteca Blanco,  anche per provare ad ottenere una sospensiva che consentirebbe all’attività di rimanere aperta nel periodo immediatamente a ridosso di quello ferragostano, per ovvi motivi molto “produttivo” dal punto di vista economico.

I PRECEDENTI: LA COLTELLATA AL VOCALIST DEL 24 APRILE 2022 

Nel provvedimento di chiusura disposto dal questore di Napoli sono riportati anche una serie di episodi di liti, aggressioni e disturbo della quiete pubblica e delle occupazioni o del riposo delle persone che si sono verificati nel periodo compreso tra aprile 2022 e aprile 2023. Ma si fa riferimento anche ad un controllo eseguito dei carabinieri a maggio 2023 quando i militari della Stazione di Casamicciola Terme accertarono la presenza di clienti in sovrannumero rispetto alla capienza massima prevista, denunciando così il titolare per apertura abusiva di luoghi di pubblico trattenimento o spettacolo. Si parte con il tentato omicidio del 24 aprile 2022 quando, si legge nel decreto del Questore, “il figlio di un noto pregiudicato del luogo accoltellò il deejay di quel locale per futili motivi. Nella circostanza, la Stazione CC di Casamicciola Terme sottopose a fermo di indiziato di delitto P.G., nato nel 2002, pregiudicato, perché in concorso con il padre, pregiudicato, nella circostanza denunciato in stato di libertà, all’interno della discoteca Blanco Club, dopo aver preteso un saluto al microfono dal vocalist imtimidendolo con diverse minacce, lo aggredivano colpendolo con una coltellata al fianco sinistro e con pugni al volto. Per i fatti sopra descritti, P.G. si trova tutt’oggi sottoposto agli arresti domiciliari.

IL DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA E LE ALTRE CONTESTAZIONI

Questo certo rimane l’episodio più eclatante tra quelli che investono la struttura casamicciolese ma non l’unico. L’11 novembre 2022, ad esempio, i carabinieri del Nucleo Radiomobile si portavano al Blanco per una lite in atto tra il titolare della discoteca ed una persona che abitava nei pressi che lamentava la musica ad alto volume. Ancora, il 23 gennaio 2023, analoga richiesta di intervento dell’Arma per disturbo della quiete pubblica arrivava da tale M.A. Si arriva così al 7 aprile scorso quando la signora P.C.L. sporgeva denuncia querela nei confronti dell’amministratore unico della discoteca per il reato previsto e punito dall’art. 659 del codice penale (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) per la musica ad alto volume che non consentiva il regolare riposo notturno dei cittadini residenti nelle adiacenze del locale. Più recentemente, i carabinieri effettuavano il controllo di cui abbiamo già accennato in data 7 magio, riscontrando la presenza nel locale di 171 avventori con la capienza massima che invece era di 150, con i conseguenti rischi in materia di sicurezza. Da qui l’inevitabile denuncia all’a.g. per Giuseppe Borsò. A riguardo si ricorda nel provvedimento che un’irregolarità analoga fu riscontrata anche il 13 agosto 2017 e nella circostanza si procedette al sequestro preventivo della discoteca. Il lungo elenco viene chiuso con la descrizione molto più dettagliata dei fatti accaduti lo scorso 8 luglio, che sono già stati raccontati più volte con dovizia di particolari.

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“MISURA CAUTELARE ADOTTATA IN MODO LOGICO E SENZA ERRORI”

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Il questore poi passa alle sue deduzioni evidenziando in primo luogo che “la violenta contesa tra ragazzi adolescenti, passati alle vie di fatto con l’uso di cocci di vetro utilizzati come armi improprie, con il proposito di ledersi reciprocamente, che ha visto l’intromissione anche di altre persone maggiorenni, intervenute per prendere le parti dei contendenti, costituisce di per sé, al di là della responsabilità penale ancora in corso di accertamento, un pericolo per l’incolumità pubblica e un sicuro turbamento per l’ordine pubblico” e poi rimarcando come “i corrissanti hanno agito in un medesimo contesto spazio-temporale, sebbene i soggetti coinvolti non siano stati implicati tutti contemporaneamente nella colluttazione e l’azione si sia sviluppata in varie fasi e si sia frazionata in due distinti episodi, essendosi i due eventi seguiti in rapida successione in modo da saldarsi in un’unica sequenza. Nel caso di specie, ciò che assume rilievo è che l’esercizio pubblico (nel suo insieme, considerato sia le aree interne che gli immediati spazi esterni) sia stato teatro degli scontri e del disordine e che quindi l’inizio dell’episodio di violenza ha avuto il suo antecedente causale nella circostanza di fatto verificatosi nella discoteca Blanco Club. Dunque, il questore di Napoli ravvisa che “le risultanze istruttorie, costituenti i presupposti di fatto, in aggiunta alle ragioni giuridiche contenute nell’art. 100 del TUPLS, giustificano l’adozione della misura cautelare adottata in modo logico e senza che siano ravvisabili palesi elementi di irragionevolezza o manifesti errori di fatto. Per cui, secondo un giudizio comparativo legislativamente tipizzato, i fatti descritti rivestono caratteri di gravità ed allarme per la collettività e prevalgono, cioè, a fronte degli interessi economici del privato, quelle finalità di prevenzione e di cautela in relazione alla possibilità di pericoloso che possono minacciare i beni tutelati dalla legislazione di pubblica sicurezza”. 

AGRICOLA NON HA DUBBI: “LOCALE A RISCHIO PER L’ORDINE PUBBLICO

Ancora il questore Maurizio Agricola sottolinea con forza nel suo decreto “che l’esercizio pubblico de quo, per quanto dedotto in precedenza, sia un locale a rischio per ciò che attiene l’ordine e la sicurezza pubblica in quanto frequentato in particolare in questo periodo da giovani adolescenti i quali sovente ivi si assembrano in massa, generando discussioni che sfociano in liti sino ad arrivare all’apice con vere e proprie risse. A tale riguardo, numerose sono state le segnalazioni in ordine agli assembramenti di avventori davanti al predetto locale che, a causa del ridotto spazio esterno, creano una consistente ressa che compromette la sicurezza della circolazione stradale, essendo il locale ubicato in via Salvatore Girardi, in prossimità di curva di un’arteria stradale principale e ad altra intensità veicolare, anche di notte. Altre segnalazioni, invece, sono state fatte dai cittadini residenti nelle adiacenze del medesimo esercizio, i quali spesso lamentano disturbi e schiamazzi che disturbano la quiete e il riposo”.

INSUFFICIENTI E NON ACCOGLIBILI LE MEMORIE DIFENSIVE

Quando è stata avanzata la richiesta di sospensione dell’attività, ovviamente i gestori del Blanco per il tramite del proprio legale hanno avanzato le rituali memorie difensive che però secondo il Questore di Napoli “non possono essere accolte nemmeno parzialmente perché comunque non elidono la pericolosità oggettiva dei fatti accaduti e che hanno visto indubbiamente la discoteca Blanco Club e le sue pertinenze come ‘arena’ per i litigi e risse, raccoglibile è la parte delle stesse memorie in cui si richiede di inibire la sola specifica attività di intrattenimento danzante, perché quest’ultima è un’attività principale mentre la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è attività accessoria. Non va tralasciato inoltre il fatto che gli ambienti del Blanco Club non posseggono le caratteristiche edilizie tali da consentire l’utilizzo frazionato del locale, ossia l’isolamento dell’area dedicata all’intrattenimento danzante in modo da poter garantire l’ordine e la incolumità pubblica”. Non solo, si fa riferimento anche ad una comunicazione dei vigili del fuoco datata 19 giugno 2023 nella quale si rappresenta che la discoteca non è in possesso di SCIA antincendio in corso di validità e che pertanto non è autorizzato l’esercizio per un affollamento superiore a 100 persone”.  

Poi le conclusioni con il dott. Agricola che evidenzia come “il provvedimento di sospensione dell’autorizzazione risponde a prevalenti esigenze di ordine pubblico in quanto è evidente che l’esercizio in questione costituisce pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini e che deve essere adottato il provvedimento di sospensione della licenza al fine di scongiurare il pericoloso di ulteriori episodi”. Da qui lo stop all’attività per il periodo di quindici giorni, a decorrere dalla giornata di ieri quando è avvenuta la notifica del provvedimento al titolare Giuseppe Borsò.

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