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Il Seabin donato a Forio è già finito in naftalina

Le immagini documentano una oscena realtà: è spento, non è in funzione ed è pure coperto da una barca. Eppure l’attrezzo concesso da Massimo Bottiglieri avrebbe dovuto avere nobili finalità…

Che fine ha fatto il ‘Seabin’ donato al porto di Forio in occasione del Campionato Italiano di Traina d’Altura? Avremmo voluto raccontarvi come fosse in funzione nel porto foriano, della quantità di plastica raccolta e della sua funzione ambientale. Purtroppo non è così. Come vi mostriamo nelle immagini il Seabin è spento. Non è in funzione. E non solo. È anche coperto da una barca. Vergognoso. Meno di un mese fa, a fine giugno, Massimo Bottiglieri in occasione del Campionato Italiano di Traina d’Altura aveva donato al porto di Forio questa attrezzo. 

Il Seabin è un bidone raccogli-rifiuti di ultima generazione nato dall’intuizione di due surfisti australiani, Andrew Turton e Pete Ceglinsk. Si tratta di un dispositivo in grado di catturare fino a 1,5 kg di detriti galleggianti in un giorno e al quale non sfuggono le microplastiche fino a 2 millimetri di diametro, quelle che più minacciano gli ecosistemi marini. Una sorpresa graditissima e che aiuta l’ambiente. Subito messo in azione il  “Seabin” pompa fino a 25 mila litri d’acqua all’ora filtrandola con una pompa elettrica e trattenendo all’interno di un contenitore i rifiuti, era stato installato nel porto di Forio per migliorare il livello di pulizia dell’acqua all’interno del porto. “Un gesto non soltanto simbolico ma che punta realmente al rispetto dell’ambiente per il quale ringrazio la Wirpool che ce l’ha donato”, allora diceva con entusiasmo Massimo Bottiglieri.

Non è dato sapere perché il Seabin non è in funzione. Certamente la cosa non è passata inosservata agli amministratori del Comune di Forio né a quelli del porto. È una vergogna. Non solo perché si calpesta la volontà di chi ha donato un macchinario ma anche perché si ignora l’ambiente. Parlare di isola plastic free e non fare nulla di reale e concreto per il rispetto dell’ambiente non ha davvero senso. Ordinanze sindacali, manifestazioni, eventi vari ed eventuali controlli non hanno motivo di esistere se non si parte dal senso civico. Gli atleti dell’equipaggio della Ischia Fishing, capitanato da Massimo Bottiglieri e composto anche da Carmine Elia, Gabriele Varrella e Tony Panico, hanno dimostrato in modo concreto che il Campionato Italiano di Traina d’Altura non è stato solo un momento di sport. L’equipaggio ischitano si stava mobilitando per far arrivare sull’isola un ecocompattatore.

Un macchinario per la raccolta differenziata in grado di ridurre il volume di bottiglie di plastica, flaconi di detersivi e lattine di alluminio e favoriscono il riciclo. Un macchinario costoso che potrebbe arrivare sull’isola ed in particolare al porto di Forio grazie alla donazione da parte di uno degli atleti che hanno partecipato al Campionato d’altura.  Alla luce del mancato funzionamento del Seabin, il condizionale è d’obbligo. Non è detto che il compattatore arriverà al porto di Forio, almeno fin quando il Seabin non sarà in funzione. Nel mare ischitano oltre quello di Forio (spento al momento) ci sono altri due Seaben. I due robot depuratori sono stati donati dalla major di Hollywood al Comune di Ischia e di Serrara Fontana (installato nelle acque di Sant’Angelo) subito dopo il termine delle riprese ischitane del nuovo “Men in Black”. “Le aspirapolveri del mare” rappresentano un’opportunità: tutela e salvaguardia dell’ambiente vanno di pari passo con la promozione turistica e il Seabin è un’occasione di tutela ambientale e promozione turistica. Rimettetelo in funzione!

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2 Commenti

  1. Tutto ciò a dimostrazione di quanto NON amiamo la nostra isola!!! Non riesco a capire se c’è una volontà precisa di distruggerla, oppure è “semplicemente” superficialità, menefreghismo o cos’altro!!!

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