CRONACA

Ingorghi e caos, i bus trasformano le curve di Barano un inferno

Traffico senza sosta nei tornanti del comune collinare a causa dei mezzi di grandi dimensioni

Grandi e ingombranti, come dei pachidermi in uno stretto cunicolo. Elefanti meccanici che si incastrano di continuo nei stretti tornanti di Barano. Gli autobus Gran Turismo che scorrazzano per le strade di Ischia consentono a una miriade di turisti desiderosi di conoscere le bellezze incastonate sul territorio isolano di scoprirne l’essenza in una giornata, tutto bello, anzi bellissimo. Si strappano scampoli di bellezza in qualche ora, dal Castello Aragonese a Sant’Angelo, dalla chiesa del Soccorso al Fungo di Lacco Ameno, l’esplorazione avviene veloce, tra una granita e un caffè, al ritmo dei click degli smartphone e sotto il ticchettio pressante dell’orologio che segna una tabella di marcia rigidissima, che non ammette ritardi. Tutto studiato per vedere tanto, un po’ di fretta, ma abbastanza al lungo per un selfie o per un video, magari in controluce – che importa – conta arricchire il bottino di immagini dello smartphone, da portare a casa come ricordo di una vacanza da condividere agli amici. È il turismo dell’anno 2019, affollato ed esigente. Vedere tanto in tanti. Scoprire tutto a poco prezzo e nel più breve tempo possibile. Turismo figlio del multitasking, di Instagram e dei pacchetti vacanza.

Tutto studiato per offrire tanto, a costi contenuti per gruppi corposi di esploratori, ma a che prezzo? Basta fare un giro tra le curve che disegnano le strade che si sviluppano subito dopo il centro di Barano per rendersene conto. Lo scotto da pagare è tutto in termini di viabilità ridotta e congestionata, soprattutto ora che finalmente il meteo si è fatto più clemente e la placidità delle giornate attira alla scoperta di Ischia frotte di turisti. Così tanti che le soluzioni meno ingombranti non sono convenienti. Servono bus grandi con autisti esperti che hanno  sprezzo dell’ingorgo, con la sicurezza matematica di dover utilizzare più la retromarcia che l’acceleratore, affrontano la salita verso l’azzardato percorso fatto di congestioni assicurate. Autobus turistici, bus di linea, camion: strade alternative non ne hanno. Devono necessariamente muoversi su quell’unico tratto di strada che ogni mattina diventa un tetris inestricabile di autovetture. Quando si incastrano davvero a dovere per sciogliere la matassa possono servire anche diversi interminabili minuti che mettono a dura prova anche la pazienza più certosina che ci sia.

È così i turisti rimangono bloccati nel traffico, così come gli utenti degli autobus Eav. Il nervosismo degli isolani in auto che si ritrovano imbottigliati nel traffico e che vorrebbero raggiungere la propria meta pure cresce alle stelle, per non parlare di quello che tassisti che loro malgrado sono costretti a subire ingorghi causati da mezzi mastodontici. Nei lunghi minuti in cui il traffico rimane bloccato ne approfittano per spiegare allo sfortunato cliente di turno, che magari rischia di perdere il traghetto o l’aliscafo, i paradossi di un’isola con velleità di meta turistica, ma con i problemi di viabilità di una grande città.

Soluzioni? La più evidente è sotto gli occhi di tutti: impedire che mezzi troppo grandi si inerpichino in strade troppo strette che per di più, molto spesso, sono costrette anche a ulteriori restringimenti causati dalle autovetture che vengono lasciate parcheggiate sul ciglio della strada. Via libera quindi a mezzi più snelli nelle strade più strette, questa la soluzione per evitare preoccupanti ingorghi che otturano le artierie principali di Barano ormai ogni giorno.

 Ma può questa soluzione essere declinata con le esigenze del turismo di massa in cui Ischia e completamente avvolta? Molto difficile, ma una soluzione va trovata prima l’isola venga fagocitata da un traffico snervante che mal si concilia con l’idea stessa di ospitalità, relax e tranquillità.

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