CULTURA & SOCIETA'

“Ischia in festa” con tropi brani cantati in inglese stenta a decollare

Domani torna il “Borgo in festa, si spera nei “personal” con la musica italiana

Tutti Venerdì e le domeniche sera fino a mezzanotte, al  “Borgo in Festa” ed alla “Ischia in Festa”  si suona e si canta in lingua inglese, dando l’impressione alo scarso  pubblico partecipante di trovarsi,  suo mal grado, d’incanto nelle Underground della Londra sotterranea e nella chiassosa  Metropolitana di New York. Un brutto ed irritante sentire per chi decide di trascorrere due particolari serata all’aperto per le strade centrali del paese,  almeno due volte a settimana, da giugno al prossimo settembre.

Una moda musicale  che non trova unanimi consensi, che va subito rivista e corretta.  Ad onore del vero va rilevato la “sorpresa”  canora  in positivo del giovane filosofo ischitano Raffaele Mirelli che pur cantando anch’egli in inglese si è distinto nella  perfetta pronuncia dei testi e noln solo. Premesso ciò, va subito detto che quest’anno nel Comune Capoluogo ai Venerdì del Borgo,  già al terzo anno di vita, che si svolgono  nella caratteristica e storica Ischia Ponte, si aggiungono le domeniche di ”Ischia in Festa”  in programma a Porto d’Ischia tra Piazza Antica Reggia e Piazzetta San Girolamo comprese la centralissima Via Roma con Piazza Croce e la restaurata via Francesco Buonocore e  tutto il Corso Vittoria Colonna incluso il tratto terminale della vicina Via Edgardo Cortese.

Un’area vasta e dispersiva dove la concentrazione degli elementi della rassegna fra pubblico, gruppi musicali e punti ristoro, distanti non di poco l’un dall’altro, perde la sua compattezza e senso di aggregazione. Sarebbe meglio se la estesa area in questione con le importanti strade coinvolte venisse divisa in due, versante alto e versante pianeggiante, per non dire basso, destinati, il primo al sabato ed il secondo alla domenica. Un giorno di “festa” in più che non dispiacerebbe a nessuno ed aumenterebbe  l’interesse dei turisti e degli ischitani a parteciparvi. Le grandi e belle iniziative se da un lato accontentano la maggioranza dei cittadini, ed in certi casi addirittura la esaltano, perchè non sono riscontrati difetti nella organizzazione, dall’altro lato invece c’è sempre quella minoranza di cittadini “malpancisti” allo  stato naturale e  pronti  a contestare tutto e tutti, pur di vedersi sempre e comunque dall’altra parte della barricata.  Per la prima edizione di Ischia in Festa, non sono di certo mancate le polemiche, tutte rivolte per lo più alle scelte musicali dei vari complessini dislocati nei molteplicii

punti strategici  della vasta area stradale impegnata, da Piazza Antica Reggia fino alla Piazzetta San Girolamo. Scelte musicali quasi a senso unico, non diversificate e servite in esclusiva ad un pubblico giovanile che si esalta di fronte a performans canore insulse e rumorose eseguite  da scatenati strumentisti , chi in solitudine e chi con un discreto pubblico disposto ad ascoltare.  Esempi di tal  genere si sono avuti in queste prime due domeniche di “Ischia in Festa “  e nei Venerdi del “Borgo in Festa” dove “generosi” gruppi musicali dalle loro postazioni hanno diffuso la loro musica di tendenza con brani cantati  tutti in lingua inglese. Ci è sembrato di assistere ad un festival all’aperto di musica anglo-americana a discapito della nostra bella musica italiana classica e moderna per giovani e per i non giovani. 

Il direttore artistico Tony Romano se saggia gli umori di chi è meno giovane che con piacere segue “Ischia in Festa” in quanto ne apprezza  l’iniziativa, si renderà conto che questa parte di pubblico più attempata presente alla serata in festa  ama ascoltare musiche e canzoni espresse anche nella patria  lingua, quella italiana.   Quindi, Non vorremmo che con la mancanza di  un pizzico di sale in , si rischia di perdere la minestra. E’ il vecchio saggio delle nostre nonne e nonni  che vale oggi come per sempre. Pertanto è qui il  difetto di cui abbiamo fatto cenno sopra. Per non essere fraintesi,  diciamo subito che è lungi da noi l’dea di voler sminuire l’importanza e la bellezza dei Venerdì del “Borgo in Festa” e dI  “ Ischia in Festa”  che consideriamo felice iniziativa bene organizzata che per giungere al top deve però  rivedere l’aspetto musicale con scelte più appropriate e per i diversi gusti diversificando appunto le tipologie di musica tipo jazz, swing, latino, rock, classica etc con brani cantati anche in lingua italiana, onde  evitare che si possa avere l’impressione che suonano tutti la stessa cosa.

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L’ osservazione è posta all’attenzione  degli organizzatori, affinchè  possano disciplinare questo settore invitando i Complessini ed i loro bravi componenti ad offrire musica e canzoni che per davvero  emozionano la gran massa di persone che vi accorre. La tipologia di musica invece che piace a noi, pur ammettendo la diversificazione, ed alla stragrande maggioranza di pubblico che affolla la vecchia Ischia Ponte e Porto d’Ischi, location con  richiamo di storia e di bella architettura antica, è quella classica del vasto panorama delle belle canzoni napoletane  del ‘700, ‘800 e primo 900 a cui aggiungeremmo un bel repertorio di musica e canzoni italiane degli anni ’60 e ’70 molto gradite oggi, dal pubblico giovane. Alcuni gruppi musicali tipo I Personal con la loro brava cantante  Rossella Arcamone e qualche altro, nei precedenti “Venerdì del Borgo in Festa” dello scorso anno, hanno seguito questa strada raccogliendo meritati applausi ed affollamento davanti alle loro postazioni. Altri invece come quelli di quest’anno hanno rumoreggiato con musica Rock e Jazz  e brani cantati in inglese, disarmonizzando un ambiente che meritava ben altra…sinfonia. La nostra non è una “dissacrazione” dell’impegnativo lavoro altrui, che lodiamo per la passione e professionalità con cui viene svolto. Vuole essere invece una onesta critica costruttiva a fin di bene per il cambiamento.

antoniolubrano1941@gmail.com

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