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La Caremar e quella traversata da “quinto mondo”

La testimonianza di una coppia di turisti perugini che a Ischia hanno trascorso una settimana da sogno: peccato soltanto per il viaggio di ritorno, il racconto di un’autentica indecenza

La vacanza a Ischia? E’ stata fantastica ma a rovinarla ci hanno pensato purtroppo i trasporti marittimi, da sempre vera e propria croce della nostra isola e di conseguenza dell’offerta turistica. La lettera indirizzata al portale “La voce delle voci” da una coppia di turisti umbri è indice una volta di più delle condizioni davvero inumane in cui a volte si viaggia su aliscafi e traghetti e che non a caso in questa circostanza vengono definiti da quinto mondo. Vi lasciamo al testo integrale della testimonianza, non credendo che occorrano ulteriori commenti:

“Vivo con mia moglie a Perugia e sono venuto ad Ischia per una settimana. Abbiamo pensato di passare le nostre ferie in Italia vista la situazione e di visitare un posto che non avevamo mai visto. La nostra attesa è stata ben ripagata perché il posto è bellissimo, vario, mare e verde, tanto da vedere, nuotate bellissime, una natura che sembra sul serio incontaminata, la cucina da leccarsi le dita. Peccato che tutto è stato rovinato dai trasporti. Tutto bene all’andata, con un traghetto Medmar che è stato puntuale e si respirava bene. Un autentico calvario il ritorno che non auguro a nessuno. Indegno di un paese civile. Scrivo i dati così chiunque può verificare. Partenza con la Caremar alle 17 e 30 di venerdì 24 luglio dal porto di Casamicciola in direzione Pozzuoli e scalo a Procida. Partenza prevista, perché il traghetto è partito con 25 minuti di ritardo. Non si è capito perché, nessuno lo ha detto, mentre il megafono continuava a ripetere la litania della mascherina. Abbiamo solo sentito degli ordini da ridere che chiamavano Peppino a poppa e Gianni a prua. Una sceneggiata. Alla fine si parte mentre tutti stiamo morendo soffocati. Non c’è un filo di aria condizionata, tutti ad asciugarsi la fronte. Non si respira, boccheggiamo. Non si vede per tutto il tragitto un solo ufficiale o personale di bordo, per chiedere un’informazione. Niente. Un viaggio interminabile, si arriva sempre con 25 minuti di ritardo, nessuna scusa, niente di niente. Si parla tanto di sanificazione degli ambienti, molti hanno pensato che il ritardo era per quello. Ma non è possibile, perché c’erano mascherine per terra e fazzolettini usati sui sedili dei passeggeri. Una vergogna. In diversi ci siamo chiesti: ma come si fa a pretendere il pagamento di un biglietto per un trasporto così indecente? Ma è possibile che in un paese civile ci vogliono due ore per un percorso di tre chilometri in linea d’aria? Ma come siamo ridotti?. Possibile che una compagnia che mi pare pubblica come la Caremar non sia capace di garantire un servizio di minima decenza a fronte del pagamento di un biglietto che invece avviene? Come mai nessuno controlla e la Regione, le autorità, i responsabili se ne fregano?

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