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CRONACA

La denuncia social: «Trasporti, Ischia isola da terzo mondo»

«Schiacciata dalle porte dell’Eav, e affranta dai mille disservizi, non tornerò più sull’isola che in tanti anni di turismo non ha imparato nulla». Così il racconto di una turista svizzera diventa virale. Con tutte le conseguenze del caso…

Negli ultimi giorni non si fa altro che parlare di trasporti pubblici e non certo in maniera lusinghiera. L’isola che sceglie di muoversi con i mezzi dell’Eav lo sa bene, i problemi non mancano e sono quelli di sempre. Il parco bus dell’Eav a Ischia è inadeguato. I mezzi sono vecchi, in preda ai guasti, alle frequenti avarie. E poco c’entra la giustificazione avanzata dall’azienda secondo cui un carico di benzina inquinata avrebbe acuito la situazione critica. I problemi c’erano anche prima e ci sono da anni, forse potremmo dire proprio da quando il servizio di trasporti pubblici a Ischia è passato dalla rimpianta Sepsa all’Eav. Sepsa era sinonimo di precisione. Per l’Eav non si può dire altrettanto. Lo dicono i residenti esasperati, gli studenti in preda ai ritardi, e i turisti che proprio non capiscono come un’isola turistica possa subire tali disservizi.

Le avarie si traducono in ritardi, i ritardi in decine di persone ad attendere decine di minuti alle fermate degli autobus, sprovviste di pensiline. L’arrivo del bus di turno, già pieno in partenza si tramuta in un arrembaggio e a bordo si rimane stipati come sardine. I bus pieni costringono gli autisti a saltare le fermate, impossibile spesso caricare altre persone. Un vero e proprio disastro che si ripete più e più volte e che con l’apertura dell’anno scolastico non ha fatto altro che peggiorare. Le lamentele non si contano. Ci sono turisti stranieri che proprio non concepiscono tali disservizi e si rattristano profondamente. Felice Angelo Napolitano ospita la testimonianza di una turista svizzera che è il compendio perfetto di quanto accade sull’isola e di quanto grave appaia la situazione agli occhi dei turisti. Sono Svizzera e amo Ischia da quando sono stata bambina nel lontano 1963. Il mio amore per Ischia mi ha anche portato a lavorare sull’isola per 3 anni. Con piacere ho cercato di trasmettere il mio amore per l’isola ai turisti stranieri. Vengo al minimo una volta all’anno a Ischia ma in questi giorni avevo l’impressione di trovarmi in un paese da terzo mondo. Oggi avrei vergogna di raccomandare Ischia a qualcuno proprio per il sistema dei mezzi pubblici. Noi siamo abituati a muoverci quando siamo in vacanza ma non è così! Pullman troppo piccoli per il tratto Ischia-Forio, viaggiare come sardine, mancanza di maniglie per tenersi, di un campanello e di un apparecchio funzionante per obliterare il biglietto. La porta posteriore non si riusciva a far aprire per la mancanza di un pulsante funzionante. Allora sono entraeta nella porta centrale. La porta però si è chiusa e mi ha schiacciato facendomi molto male. Ho pensato a cosa sarebbe potuto succedere se la mio posto ci fosse stato un bambino! In molti posti turistici in Svizzera il turista insieme alla prenotazione dell’albergo riceve anche un abbonamento per i mezzi pubblici. Ischia in tutti questi anni di turismo non ha imparato niente. Ci sono sempre più automobili sulle strade anche perchè, in mancanza di un servizio pubblico efficiente, l’isolano ha bisogno di minimo due macchine a famiglia. Sono molto amareggiata perché vivendo la mia terza età mi vedo costretta a non poter ritornare. Bisogna rendersi conto che il turista per sua natura si deve muovere su tutto il territorio di Ischia. Non può usare taxi per ogni suo movimento. Se questa mia scelta di non ritornare venissa condivisa, immaginate il danno per l’intera isola.

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