CULTURA & SOCIETA'

La notte di San Lorenzo, il suo supplizio con pianto e la leggenda delle sue lacrime trasformate in lucenti stelle cadenti

Lorenzo fu decapitato come Papa Sisto II e tanti altri. Il corpo venne deposto poi a Roma in una tomba sulla via Tiburtina. Su di essa Costantino costruirà una basilica, l’attuale basilica di San Lorenzo Fuori le Mura. La notte di oggi 10 agosto dunque, è dedicata al martirio di san Lorenzo, e le «stelle cadenti» rappresentano le lacrime versate dal Santo durante il suo supplizio, lacrime che vagherebbero eternamente nei cieli, e scenderebbero sulla terra solo nel giorno-notte a Lui dedicato: 10 agosto

San Lorenzo non fa ha fatto dormire nella notte appena trascorsa ischitani e turisti amanti delle stelle, quelle cadenti. Il dubbio li aveva assillati. Infatti sulla data della notte di San Lorenzo c’è parecchia confusione, tanto che molti si sono posti la domanda: “quando è ?“. Per evitare errori iniziamo a chiarire che giorno è San Lorenzo. La data dedicata al Santo è quella di ieri 10 agosto. Ora il dubbio è se la notte di San Lorenzo è quella tra 9 e 10 agosto ovverosia ieri sera, o la notte tra il 10 e oggi 11 agosto. La risposta alla domanda quando è la notte di San Lorenzo è la seconda: in queste ore si verifica il famoso picco di stelle cadenti in agosto. La data è invariata, quindi anche la notte di San Lorenzo 2022 ricorre tra il 10 e l’11 agosto. La notte di San Lorenzo deve la sua notorietà al fenomeno delle stelle cadenti, ma cosa si cela dietro questo giorno? La notte di San Lorenzo è associata alla storia di questo martire San Lorenzo: le stelle cadenti che osserviamo rievocano infatti i carboni ardenti su cui il Santo morì per la fede. Non a caso le stelle cadenti che si sono viste (?) la notte passata sono chiamate “lacrime di San Lorenzo“. Quella di San Lorenzo è una data particolare: secondo la tradizione in questa notte viene raggiunto il picco di stelle cadenti. Questo evento astronomico coincide col passaggio meteoritico della Terra, dello sciame meteorico delle Perseidi; invece la tradizione popolare e la poesia considerano la «pioggia di stelle» in modo più romantico. Ma chi era san Lorenzo? E qual è il legame tra questo Santo e la pioggia di «stelle cadenti»? Eccola, la sua storia. Forse da ragazzo ha visto le grandiose feste per i mille anni della città di Roma, celebrate nel 237-38, regnando l’imperatore Filippo detto l’Arabo. Poco dopo le feste, Filippo viene detronizzato e ucciso da Decio, duro persecutore dei cristiani, che muore in guerra nel 251. L’impero è in crisi, minacciato dalla pressione dei popoli germanici e dall’aggressività persiana. Contro i persiani combatte anche l’imperatore Valeriano, salito al trono nel 253: sconfitto dall’esercito di Shapur I, morirà in prigionia nel 260. Ma già nel 257 ha ordinato una persecuzione anti-cristiana. Ed è qui che entra in ballo Lorenzo, della cui vita si sa pochissimo. E’ noto soprattutto per la sua morte, e anche lì con problemi. Le antiche fonti lo indicano come arcidiacono di papa Sisto II: assiste il Pontefice nella celebrazione dei riti, distribuisce l’Eucaristia e amministra le offerte fatte alla Chiesa. Viene dunque la persecuzione, e dapprima non sembra accanita come ai tempi di Decio. Vieta le adunanze di cristiani, blocca gli accessi alle catacombe, esige rispetto per i riti pagani. Ma non obbliga a rinnegare pubblicamente la fede cristiana. Nel 258, però, Valeriano ordina la messa a morte di Vescovi e preti. La stessa sorte tocca a papa Sisto II, ai primi di agosto del 258. Si racconta che Lorenzo lo incontra e gli parla, mentre va al supplizio. Poi il prefetto imperiale ferma lui, chiedendogli di consegnare «i tesori della Chiesa». Lorenzo chiede solo un po’ di tempo. Si affretta poi a distribuire ai poveri le offerte di cui è amministratore. Infine compare davanti al prefetto e gli mostra la turba dei malati, storpi ed emarginati che lo accompagna, dicendo: «Ecco, i tesori della Chiesa sono questi». Allora viene messo a morte. Valeriano non ordinò torture. Si può dire che Lorenzo sia stato decapitato come Sisto II e tanti altri. Il corpo viene deposto poi a Roma in una tomba sulla via Tiburtina. Su di essa Costantino costruirà una basilica, l’attuale basilica di San Lorenzo Fuori le Mura. La notte di ieri-oggi dunque, è dedicata al martirio di San Lorenzo, e le «stelle cadenti» rappresentano le lacrime versate dal Santo durante il suo supplizio, lacrime che vagherebbero eternamente nei cieli, e scenderebbero sulla terra solo in questo giorno; oppure, le «stelle cadenti» ricordano i carboni ardenti su cui il Santo, secondo la leggenda, fu martirizzato (su una graticola, il suo emblema). In ogni caso, la tradizione di questa notte appena passata , ha creato un’atmosfera ricca di speranza: si crede infatti che si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di san Lorenzo, e il rituale più diffuso prevede che a ogni stella cadente si pronunci l’avvenimento auspicato.

michelelubrano@yahoo.it

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