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Lacco, Dante De Luise “snobbato”: cresce il malcontento

A inizio estate il presidente del consiglio comunale aveva chiesto ai vigili e all’utc un sopralluogo presso un'attività del litorale lacchese per verificare presunte irregolarità. Tuttavia, vista la lentezza delle operazioni, l'esponente di maggioranza ha confermato la rinuncia della delega al demanio

Dante De Luise rimette la delega al demanio. Il presidente del Consiglio comunale di Lacco Ameno ha reso nota una decisione maturata oltre un mese fa, quando la rimessione della delega era stata formalmente comunicata al sindaco Giacomo Pascale. La motivazione è racchiusa nelle poche righe protocollate a fine luglio: in sostanza, verso metà giugno l’esponente di maggioranza, che detiene anche diverse altre deleghe, dalle politiche sociali alla manutenzione, passando per i tributi, proprio in qualità di delegato al demanio aveva formalmente chiesto al comando di polizia municipale e all’ufficio tecnico comunale di eseguire un sopralluogo presso un esercizio commerciale sul litorale del corso, “al fine di accertare la presunta violazione della normativa in materia di delimitazione delle aree in concessione demaniale”.

Tuttavia, alla richiesta non è stato dato seguito da parte degli uffici sollecitati. Il presidente del consiglio ha dunque atteso i canonici trenta giorni per capire se ci sarebbe stata una relazione in seguito alla segnalazione: attesa vana, in seguito alla quale De Luise ha formalizzato l’intenzione di voler rimettere “la sola delega in materia di demanio con effetto immediato”. È lo stesso consigliere di maggioranza a spiegare le motivazioni della scelta: «Se non vengo messo nella condizione di esercitare in concreto le prerogative della delega, sono praticamente costretto a rimetterla». L’esponente dell’amministrazione in carica punta il dito, dunque, contro l’inerzia manifestatasi verso la richiesta di accertamenti dell’esercizio in questione, dove alcune norme relative alle recinzioni della concessione non sarebbero state rispettate. In sostanza, è stata fatta trascorrere tutta l’estate senza che le eventuali irregolarità fossero oggetto di verifiche ufficiali da parte degli organi preposti: «Solo alcuni giorni fa è stato eseguito un sopralluogo, ma ormai siamo a settembre e ancora non c’è una relazione sulla richiesta. La rimessione della delega è praticamente obbligata, perché si tratta di mantenere la propria coerenza: se non ho la possibilità di esercitare in pieno le facoltà assegnatemi, allora non voglio e non posso rischiare di comportarmi in maniera ingiustamente diversa verso i casi di irregolarità in tema di demanio».

Insomma, per De Luise non si può rischiare i classici due pesi e due misure. Le dichiarazioni del presidente del civico consesso arrivano quindi a distanza di circa quaranta giorni dalla formale rimessione della delega, il motivo lo spiega lui stesso: «Credevo e speravo che protocollando la rinuncia avrei spinto gli uffici ad accelerare. Ma di fatto fino a oggi non c’è nessuna ordinanza di ripristino dei luoghi. Sono convinto che la legge debba essere uguale per tutti, senza politicizzare i problemi. Ho ricevuto delle segnalazioni da vari cittadini e come delegato non potevo non fare nulla, ma dopo la segnalazione sto ancora aspettando la relazione». Dunque, De Luise conferma la rinuncia, anche se ci tiene a sottolineare che ciò non implica affatto l’abbandono della maggioranza: «Si tratta solo di voler essere chiari e coerenti», ribadisce. Ovviamente tale precisazione non frenerà coloro che vedono in questa rimessione una preoccupante crepa e un potenziale rischio per la compagine di Giacomo Pascale, che al momento si regge su una maggioranza ridotta a un’unità.

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