CRONACA

Lacco e Casamicciola nel mirino del focus di Openpolis

La fondazione indipendente ha analizzato le amministrazioni locali sciolte anticipatamente negli ultimi dieci anni e cita anche i casi di due Comuni isolani

Openpolis, una fondazione indipendente e senza scopo di lucro che promuove progetti per l’accesso alle informazioni pubbliche, la trasparenza e la partecipazione democratica, nel focus sulle amministrazioni locali sciolte anticipatamente pone un focus su due Comuni dell’isola di Ischia: Lacco Ameno e Casamicciola. Entrambi, infatti, negli ultimi dieci anni più volte hanno votato anticipatamente per il rinnovo del consiglio comunale. Nel report della fondazione viene sottolineato come Casamicciola abbia per ben due volte, sempre nell’arco degli ultimi dieci anni, votato in anticipo. Primato anche per Lacco Ameno dove lo scioglimento anticipato si è verificato per ben tre volte.  

Nel corso del triennio 2017-2019 sono stati sciolti, con dati cristallizzati al 25 novembre, 463 comuni – di cui 58 per infiltrazioni della criminalità organizzata. A questi si aggiungono 2 aziende sanitarie, anch’esse sciolte per infiltrazioni mafiose. 

1,7 commissariamenti per mafia al mese negli ultimi tre anni. Dato che sale a oltre 13 al mese contando anche gli scioglimenti per altri motivi. 

Parliamo quindi di un fenomeno consistente in termini numerici. E fondamentale per la qualità della democrazia, a livello locale e non. Perché è generalmente un evento traumatico che porta a nuove elezioni, oppure alla sostituzione del sindaco e del consiglio comunale elettivi con un commissario prefettizio. Le cause degli scioglimenti possono essere diverse: a parte i casi di decesso, decadenza o grave impedimento del sindaco, la ragione è spesso di natura politica, come le dimissioni del sindaco o della maggioranza dei consiglieri. Oppure è dovuta a problemi di cattiva gestione, come l’incapacità di approvare il bilancio nei tempi dovuti. O ancora, nell’ipotesi peggiore, all’infiltrazione della criminalità organizzata nei gangli dell’amministrazione. 

La fotografia attuale del fenomeno

Le amministrazioni attualmente sciolte in Italia sono 109. In massima parte si tratta di comuni (107 scioglimenti su 109); nei restanti 2 casi si tratta di aziende sanitarie. Circa il 37% degli scioglimenti attualmente in corso ha come motivo l’infiltrazione della criminalità organizzata (in base all’articolo 143 del testo unico degli enti locali).  Dal 2010 al 25 novembre 2019 sono avvenuti 1.794 commissariamenti di enti, una media di circa 180 all’anno. Di questi, 1.753 sono stati scioglimenti di comuni. Al netto dei pluricommissariamenti, i comuni sciolti almeno una volta in questo periodo sono stati 1.466: quasi un quinto del totale. 

Un fenomeno particolarmente ricorrente in Campania

Dal momento che la Campania è la regione italiana che ha avuto più scioglimenti dal 2010 è interessante ricostruirne la diffusione sul territorio. Dal 2010 in Campania sono stati sciolti 198 comuni. Colpisce la forte ricorrenza del fenomeno nei territori di Napoli e Caserta. Appartengono a queste province tutti i comuni sciolti 4 volte nell’arco dell’ultimo decennio. 

I comuni sciolti in Campania dal 2010

Dal 2010 a oggi, 240 comuni sono stati sciolti più di una volta. 153 di essi, cioè oltre il 60%, si trovano al sud: un dato assai preoccupante sulla capacità di questi enti locali di uscire dalla logica di una gestione straordinaria e di rientrare nella normalità democratica. 57 dei 240 comuni in questione sono in Campania, ovvero il 24% del totale dei plurisciolti. Il 10% dei comuni regionali. E tra questi ci sono anche Lacco Ameno e Casamicciola.  

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