CRONACAPRIMO PIANO

Lacco, i lavori e l’archeologo che non c’è

Le opere di metanizzazione da eseguire in Piazza Santa Restituta e la necessità di chiudere un tratto di cantiere avrebbero indotto chi di competenza a far “sparire” temporaneamente il professionista incaricato di verificare il rinvenimento di reperti

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DI GIOSUE’ ROSACROCE

Proseguono a tutto spiano i lavori di metanizzazione nei due Comuni attualmente interessati da queste opere, ossia Casamicciola e Lacco Ameno. Opere che sono riprese in maniera serrata al termine della stagione estiva e che evidentemente provocano spesso disagi alla cittadinanza soprattutto per quanto riguarda la circolazione stradale (ed è noto che noi ischitani quando siamo limitati nell’utilizzo della vettura diventiamo nervosi, per usare un eufemismo) ma questa volta nel Comune del Fungo pare che l’inghippo che si sia verificato nei giorni scorsi sia stato di altra natura.

In pieno pomeriggio, mentre tecnici e operai lavoravano alacremente nella zona di Piazza Santa Restituta, proprio nel tratto di strada compreso tra il bar Le Petit Cafe e la sede del palazzo municipale, c’è stato un singolare faccia a faccia che stando ad alcuni testimoni oculari ha visto tra i protagonisti il sindaco lacchese Giacomo Pascale ed un autorevole rappresentante di una struttura alberghiera ubicata nell’area interessata dai lavori. Sembrerebbe che nel corso del confronto siano emerse alcune perplessità per le tempistiche con cui venivano eseguite le opere nel tratto di strada in questione dal momento che la struttura ricettiva ospita nel fine settimana un importante e prestigioso evento. Insomma, occorreva ed occorre accelerare queste operazioni per non giungere alla giornata di domani ancora con una sorta di cantiere aperto. E qui nasce l’inghippo, perché i soliti “maligni” raccontano che da Piazza Santa Restituta sia “sparita” una figura che fin qui aveva accuratamente vigilato sullo svolgimento dei lavori: ci riferiamo ad un archeologo che monitora gli scavi nell’eventualità che dagli stessi dovesse venir fuori qualche reperto archeologico (e la zona ne è ricca considerato che gli scavi di Santa Restituta sono davvero a pochi passi). Un sistema messo in atto per pigiare il piede sull’acceleratore e soprattutto evitarsi improvvisi “stop” che avrebbero potuto pregiudicare quella che a tutti gli effetti era una corsa contro il tempo. Verità o semplice leggenda popolare? Da più parti pare che il professionista incaricato non si sia visto, e in questi casi per le immancabili malelingue fare uno più uno è diventato fin troppo semplice.

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