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Lacco, la “mossa” di Perrella per tenersi il porto fino a settembre

Il Tar non si è pronunciato sull’istanza di sospensiva perché la società ha chiesto di rinviare direttamente nel merito, la cui trattazione è stata fissata al 7 settembre. Dunque per ora resta insoluta la controversia su chi abbia diritto alla gestione del molo

Resta congelata la situazione del porto di Lacco Ameno? Probabile, ma tutt’altro che certo. È difficile dover sintetizzare i termini dell’esito materializzatosi ieri dopo l’udienza al Tar che doveva decidere sui due ricorsi da parte della società Marina di Capitello, facente capo all’amministratore unico dottor Giuseppe Perrella. Se quello relativo all’esclusione della società dalla gara indetta dal Comune per i servizi portuali ausiliari si può considerare ormai superato dal fatto che l’ente ha poi riammesso con riserva la Marina di Capitello a partecipare, ben diverso è il discorso sul ricorso “principale”, quello cioè con cui la società chiedeva l’annullamento di tutti gli atti del Comune e soprattutto il riconoscimento della proroga di gestione fino al 31 dicembre 2023, sulla base della pronuncia del Consiglio di Stato lo scorso autunno in materia di concessioni balneari.

Ieri infatti il Tar non si è pronunciato sull’istanza di sospensiva cautelare proposta dalla società e basata sulla giurisprudenza del Consiglio di Stato, perché i legali di fiducia della stessa società hanno chiesto al Tribunale di rinviare direttamente nel merito la trattazione dell’istanza. Di conseguenza, il collegio della Settima Sezione ha fissato al 7 settembre l’udienza di merito.

Dunque, qualcuno potrebbe interpretare questa fissazione d’udienza come un nuovo termine di “proroga” per la gestione dell’infrastruttura portuale turistica, ma la faccenda in realtà è molto più complessa.

Senza la pronuncia sulla sospensiva, la questione resta aperta, con gli atti del Comune che restano validi ed efficaci: dopo l’aggiudicazione dei servizi di supporto, cosa farà l’ente di Piazza Santa Restituta?

Infatti ieri non c’è stato alcun provvedimento da parte del Tar, nessuna ordinanza che stabilisca chi, dopo il 30 giugno, abbia diritto alla gestione diretta del porto di Lacco Ameno. Di fatto, dal punto di vista giuridico amministrativo, resta sospesa la questione. Anche gli atti del Comune, contestati dalla società, restano tutti validi ed efficaci, compresa l’indizione della gara per i servizi ausiliari.

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Visti i termini della situazione, è piuttosto improprio dire che una delle parti abbia prevalso. Anzi, in pratica la situazione resta quella di due giorni fa, con le due parti ancora impegnate a far valere le proprie posizioni: la società, come ha ribadito lo stesso amministratore anche in un intervento su queste colonne, è convinta di avere già diritto alla proroga balneare sulla base delle argomentazioni dei propri legali che si richiamano ai recenti provvedimenti normativi collegati con la decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, mentre il Comune ritiene definitivamente scaduta il 30 giugno la concessione basata sul project financing quinquennale e le successive proroghe-covid trimestrali.

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Adesso lo scenario è ancor più arduo da interpretare: intanto, è in via di conclusione la procedura di gara – alla quale, come si è visto, partecipa pure la società Marina di Capitello – per l’assegnazione dei servizi portuali di supporto indetta dal Comune. Pochi giorni, e l’aggiudicazione sarà cosa fatta. A quel punto, cosa farà l’ente di Piazza Santa Restituta? Attenderà anche stavolta la prossima udienza al Tar? O magari tenterà, proprio sulla base del fatto che non esiste un provvedimento giudiziario che espressamente chiarisca la questione di chi ha titolo ad occupare il porto, di riprendere possesso già a luglio della struttura? Naturalmente non si conosce l’intenzione dell’amministrazione, almeno per ora.

E la società, perché ha preferito il rinvio all’udienza di merito, di fatto rinunciando alla pronuncia sulla sospensiva cautelare? Anche in questo caso è piuttosto inutile avventurarsi in supposizioni. Quello che è certo è che la matassa, anziché dipanarsi, continua a intricarsi sempre più. E la prossima puntata di questa lunga controversia potrebbe quindi arrivare ben prima di settembre.

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