CRONACA

Spaccio, armi clandestine e ricettazione: condanna “light” per Bouzid Hamza

Nonostante il pesante quadro accusatorio, il 33enne di origine algerina è stato condannato a tre anni e quattro mesi. Soddisfatta la difesa, sostenuta dall’avvocato Michele Calise, che punta in appello alla derubricazione dell’accusa principale

Potrebbe sembrare una condanna piuttosto pesante, quella inflitta dal Gip Anna Laura Alfano a Bouzid Hamza, ma viste le premesse in realtà le cose sarebbero potute andare molto peggio. Il 33enne di origine algerina era stato rinviato a giudizio in relazione a tre capi d’imputazione. Il primo per spaccio di sostanze stupefacenti ai sensi dell’articolo 73 del Testo unico sulla droga, «perché – come si legge nel decreto – in esecuzione di un medesimo disegno criminoso anche in tempi diversi illecitamente deteneva la seguente sostanza stupefacente: un involucro di sostanza del tipo cocaina per un peso netto complessivo di grammi 20,16 equivalenti al 58,82% di principio attivo cocaina pari a grammi 11,86 corrispondenti a 79,1 dosi medie singole; quattro pezzi di sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso netto complessivo di grammi 22,36 equivalenti al 16,1% di principio attivo Delta9htc pari a grammi 3,60 corrispondenti a 144 dosi medie singole».

Nel secondo capo d’imputazione si contestava il fatto che Bouzid Hamza «illegalmente deteneva e portava in luogo pubblico una pistola marca Beretta calibro 22 e relativo munizionamento (22 proiettili), arma clandestina perché con matricola abrasa». L’ultima accusa era quella di ricettazione, «perché, al fine di procurarsi un profitto, acquistava o, comunque, riceveva l’arma di cui al capo B di illecita provenienza a lui nota perché recante la matricola abrasa». I fatti risalgono agli inizi di ottobre scorso. La difesa dell’imputato, sostenuta dall’avvocato Michele Calise, chiese e ottenne la definizione del processo con rito abbreviato dinanzi allo stesso Gip Alfano presso la sezione 37 del Tribunale di Napoli. Sulla base dei verbali d’arresto, di perquisizione e sequestro, del verbale d’interrogatorio reso in udienza di convalida e dell’esito degli accertamenti chimico-tossicologici sulla sostanza rinvenuta e sulle armi, il pubblico ministero all’esito della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a quattro anni e quattro mesi di reclusione.

Proprio a fronte di tali premesse, come dicevamo in apertura, il verdetto del giudice non è negativo come poteva apparire. Il Gip ha infatti dichiarato Bouzid Hamza responsabile dei reati contestati, ma con la concessione delle attenuanti generiche e, visto il vincolo della continuazione e la diminuzione di pena prevista dalla scelta del rito abbreviato, ha condannato il 33enne a una pena di tre anni e quattro mesi di reclusione, con una multa di 14mila euro. Hamza è stato anche interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni.

L’avvocato Michele Calise si è mostrato moderatamente soddisfatto: il noto penalista proporrà certamente appello per cercare di ottenere la derubricazione nella fattispecie di lieve entità di spaccio, come previsto dal comma 5 dell’articolo 73 dpr 309/1990. Soddisfazione motivata anche dalla circostanza di aver ottenuto le circostanze attenuanti generiche e di una pena finale comunque bassa in relazione ai capi d’accusa per cui si è arrivati alla condanna. 

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