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L’Alberghiero, i doppi turni e l’indifferenza

Il dirigente scolastico Mario Sironi scrive nuovamente ai sindaci di Ischia e Procida ed al sindaco metropolitano Gaetano Manfredi. La carenza di aule continua ad essere un problema mai risolto che costringe gli studenti a orari scolastici improbi. E, soprattutto, a sentirsi studenti di serie B…

Il messaggio è chiaro, basta con l’indifferenza. Anche se, dalla sua posizione di dirigente scolastico, il grido di dolore che lancia Mario Sironi si prolunga ormai dalla notte dei tempi. E, in un’isola che pure vanta una vocazione prettamente (se non esclusivamente) turistica, il fatto che le richieste che arrivino dai vertici di un istituto scolastico come l’Alberghiero restino non soltanto inevase ma addirittura inascoltate fa davvero riflettere. Ma Sironi non si arrende e ci riprova, indirizzando una nuova missiva all’indirizzo del sindaco della Città Metropolitana Gaetano Manfredi e ai sindaci dei sei Comuni dell’isola d’Ischia ed a quello della vicina Procida. L’oggetto è a dir poco esplicativo e francamente dovrebbe imbarazzare non poco i destinatari della missiva, sempre che questi avessero ancora il senso del pudore: “Il Telese, i doppi turni e l’indifferenza”.

“Gli studenti sono obbligati a lunghe giornate di permanenza a scuola, uscendo alle ore 15, alternandosi con turni pomeridiani con uscita alle ore 18,40. Solo la loro disciplina, forza d’animo e rigore professionale consente di affrontare una situazione francamente indecente e che dura da anni”

Il dirigente scolastico Mario Sironi

Il dirigente del plesso di Fondobosso esordisce scrivendo: “L’Istituto Telese è un istituto professionale con l’ambizione di costruire la figura di un ‘professionista colto’, in grado di collocarsi in modo intelligente nel mondo del lavoro, costruendo un progetto di vita e di identità personale. Su un territorio come il nostro, con una vocazione industriale così forte e determinata, legata al mondo complesso dell’accoglienza e del turismo, un istituto come il Telese, nelle sue diverse articolazioni, è il motore, spesso invisibile e non compreso, dell’innovazione del futuro. Molto è ancora da fare per far sì che il rapporto dell’istituto Telese con il mondo del lavoro, dell’impresa non solo locale si sviluppi in modo proficuo e che favorisca la crescita complessiva delle isole di Ischia e Procida, attraverso la presenza di professionisti colti pronti ad assumersi responsabilità e abilità di gestione e conduzione di imprese e di lavoro. Ma vogliamo ricordare le tante esperienze positive che abbiamo sviluppato: dall’esperienze degli stage ai tirocini formativi alla collaborazione con la Fondazione Leonessa per la valorizzazione di talenti ed eccellenze, al lavoro di programmazione di Unità didattiche e la sperimentazione di forme di valutazione formativa. Così come è importante ricordare l’impegno per l’inclusione che fa dell’Istituto Telese un punto di riferimento per la quasi totalità di studenti e studentesse di Ischia e Procida”.

Il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi

Innegabili e indiscutibili, perché oggettivi, i meriti dell’Alberghiero sul territorio locale, sintetizzati così da Sironi che però poi nel passaggio successivo mette il dito nella piaga: “Resta però inevasa una grande fondamentale domanda: perché da oltre vent’anni mancano le aule necessarie all’istituto? Esiste una oggettiva contraddizione tra l’affermazione della centralità del Telese e l’assenza di scelte conseguenti per risolvere un problema noto, risaputo, da anni. In altri territori l’investimento nell’istruzione professionale e tecnica è considerata prioritaria proprio c’è la diffusa consapevolezza che questo tipo di istruzione è il volano per la produzione di ricchezza e di benessere. Purtroppo da noi un certo provincialismo arretrato porta a privilegiare corsi di studi che soddisfano bisogni formativi superficiali e di moda. Nel frattempo gli studenti e le studentesse dell’Istituto Telese sono obbligati a lunghe giornate di permanenza a scuola, uscendo alle ore 15,00, alternandosi con turni pomeridiani con uscita alle ore 18,40. Solo la disciplina, la forza d’animo dei nostri studenti e studentesse, il loro rigore professionale consente di affrontare una situazione francamente indecente e che dura da anni. Per la carenza di aule dell’Istituto Telese ogni tanto viene annunciata una qualche soluzione, troppo spessa condizionata da tanti fattori ed elementi che è legittimo lo scetticismo. Sui giornali locali, a scadenze più o meno scontate, appaiono notizie di finanziamenti ed acquisti per altre scuole del territorio: mai per il Telese. Soprattutto sembra sempre che la soluzione dei problemi del Telese sia subordinata alla soluzione dei problemi di altri istituti, in una logica di priorità che sfugge alla comprensione dei più”.

“Quando uno studente od una studentessa ci chiede ‘perché venire a scuola’ la risposta più semplice che mi viene da dare è: per studiare. Ci piacerebbe poter rispondere alla domanda ‘…ma quando ci daranno le aule, quando finiranno i doppi turni?’ con la stessa semplicità e franchezza”

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Dalle parole del dirigente scolastico traspare l’amarezza per l’indifferenza legata a quella che ormai non può essere nemmeno più definita un’emergenza, giacchè parliamo di un fenomeno ordinario: “Non ci nascondiamo che, a volte – scrive Sironi ai suoi interlocutori – perpetuando antiche logiche, ci sembra che ci sia chi consideri le scuole divise tra quelle di serie A e quelle di serie B. Si ha come l’impressione che, al di là delle buone maniere di facciata, ci sia una sostanziale indifferenza verso le difficoltà dell’Istituto Telese che pure, lo vogliamo ripetere, sono lì da oltre vent’anni e non quindi il frutto di scelte contingenti o improvvide su ampliamenti di offerta formativa senza progetto. Quando uno studente od una studentessa ci chiede ‘perché venire a scuola’ la risposta più semplice che mi viene da dare è: per studiare. Ci piacerebbe poter rispondere alla domanda ‘…ma quando ci daranno le aule, quando finiranno i doppi turni?’ con la stessa semplicità e franchezza. Ci permettiamo di invitarla/invitarvi a venire nel nostro Istituto: saremmo ben lieti di accogliervi per degustare le lavorazioni in cucina e nel bar dei nostri studenti, per verificare la nostra accoglienza, per visitare i nostri laboratori e per vedere i lavori di grafica ed artistici degli studenti dell’indirizzo pubblicitario. Vi attendiamo e speriamo che, insieme, si risolvano i problemi”. Un’attesa che, onestamente, dura da tanto, troppo tempo. Esiste qualcuno che si prenderà la briga di scrivere la parola fine?

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