POLITICA

L’assessore Lucia Mameli, una di noi

Una lunga estate ci aveva fatto dimenticare i problemi legati al trasporto marittimo ma le prime giornate di cattivo tempo hanno fatto rimpiombare l’isola nell’incubo

Una lunga estate 2019 ci aveva fatto dimenticare i problemi legati al trasporto marittimo. Sono bastate le prime giornate di cattivo tempo per farci ripiombare tra i dimenticati della terra. Linee annullate, corse saltate, traghetti già pieni da Ischia, pendolari inferociti, assenza di informazioni, comandanti buoni e comandanti cattivi. Ancora una volta abbiamo dovuto verificare che il nostro essere “isola di mezzo” ci penalizza, quasi fosse una colpa e non un diritto pretendere anche noi di poter andare e venire dalla terraferma quando le condizioni meteo non sono favorevoli e quando gli incassi non sono i migliori.

Ci passano davanti, anche quando dovrebbero fermarsi, anche quando le linee sono sovvenzionate con soldi pubblici. Sono quegli stessi armatori liberi o quelli pseudo pubblici che hanno voluto ed ottenuto che a far da guida al sistema dei trasporti marittimi nel golfo di Napoli, fosse solo il loro profitto.

Succede così che lunedì 4 novembre la prima corsa per Napoli con traghetto parta da Procida alle 14,30. Succede che la Medmar, un privato cui la Regione ha affidato le prime corse dall’isola per Napoli alle 7,05 e alle 11,15, pensi bene di non fare scalo, tanto i procidani possono andare con comodo in terraferma. Succede anche che mercoledì 6 novembre, mentre tutti i mezzi veloci delle altre compagnie viaggiano tranquillamente, i due della Caremar restano fermi in banchina con un mare per nulla proibitivo. Questo perché i mezzi non ricevono idonea manutenzione e navigano al limite della sicurezza per cui meglio non rischiarli quando il mare si agita un poco. Ma avevano privatizzato la Caremar per avere più servizi, più manutenzione, più investimenti. Invece il nulla. Solo profitto anche quando una società che riceve soldi pubblici dovrebbe garantire le prime corse al mattino a studenti, pendolari ed isolani isolati. Cosi, ancora una volta, ci sentiamo, su quella banchina, gli ultimi della terra, sempre ad elemosinare diritti fondamentali. Ma stavolta succede un qualcosa di clamoroso. L’assessore ai trasporti del Comune di Procida, Lucia Mameli, pendolare storica, perde la pazienza e manda in giro un duro comunicato che accusa inesorabilmente la Regione Campania di aver sbagliato totalmente la politica del trasporto marittimo nel golfo di Napoli.

Noi lo andiamo ripetendo da anni. Non abbiamo mai voluto elemosinare nostri diritti su quei tavoli dove dall’altra parte ci sono persone insensibili ed assolutamente complici di un sistema di trasporto marittimo che fa acqua da tutte le parti, dove conta il profitto degli armatori e dove i cittadini amministrati valgono neanche una cicca di sigaretta. Questa è la Regione Campania che abbiamo conosciuto. Questa è la drammatica situazione dopo aver scritto, protestato, inveito. Questa è la inesorabile conseguenza dopo che l’amministrazione comunale ha tenuto sempre un profilo istituzionale corretto, partecipando a tutti i tavoli, ma ottenendo il nulla.

E protestiamo da anni perché la Caremar, società pubblica, non può effettuare la prima corsa con traghetto per Napoli alle ore 13,30. E protestiamo da anni perché i nostri ragazzi e i lavoratori della scuola non possono arrivare ad Ischia dopo le ore 8,00 quando tutte le scuole iniziano alle ore 8,10 l’orario di lezione. E protestiamo da anni perché le navi non possono arrivare a fare scalo a Procida senza lasciare posti auto e spesso neanche passeggeri.

Niente si è mosso. Gli interessi di “privati forti” sono più importanti degli interessi di “cittadini deboli”, socialmente e politicamente.

Sono contento che ora anche l’assessore Mameli dica che è arrivato il momento di cambiare marcia e di combattere per i nostri diritti. Diritti di isolani, di studenti, di lavoratori, di pendolari, di turisti: un esercito di persone che non rientrano negli interessi della Regione Campania e del trasporto via mare. Le prossime elezioni regionali debbono servire per mettere al centro i diritti degli isolani e pretendere impegni chiari ed immediati. Basta chiacchiere. Basta coriandoli. E’ il momento di alzare la testa e chiedere di essere rappresentati nei bisogni, nelle esigenze, nelle peculiarità.

Nei prossimi mesi ci troveremo di fronte, ancora una volta, al menefreghismo della Regione Campania quando le compagnie di navigazione sopprimeranno linee, annulleranno corse, salteranno le prime corse mattutine e serali e si riscontrerà ancora il silenzio degli organi regionali rispetto al problema. Si intuisce che in assenza degli obblighi di servizio tutto il comparto si è appiattito sulle esigenze degli armatori e non dell’utenza.

Tante volte avremmo voluto evitare di alzare la voce visto che il tema della continuità territoriale è un tema di riconoscimento normativo, un tema di rilevanza che investe la vita e la qualità della vita di ogni singolo residente delle isole del golfo di Napoli e che l’organo istituzionale Regione dovrebbe tutelare.

Però, mi rendo conto che spesso sono tutte chiacchiere. E allora ben venga l’appello per chiedere la giusta attenzione, la pressione e la mobilitazione per azioni di lotta. Solo noi stessi possiamo ormai garantirci diritti ineludibili.

La cortesia istituzionale non serve a nulla se dall’altra parte ci sono solo insensibilità’, strafottenza ed incapacità’. Ormai il sistema trasporti marittimi cosi come organizzato in Regione Campania non regge più.

Le forze politiche tutte e quelle associative e di categoria si facciano sentire se veramente vogliono rappresentare qualcuno e difendere i diritti. Procida è stanca e ne terrà conto di questo trattamento.

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Un commento

  1. è giunto il momento di affrontare la problematica in una Assemblea pubblica ” apertissima” nella sala consiliare di Procida al più presto

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