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‘L’attesa’ di Lucianna, l’attrice premiata al Napoli Film Festival

Una madre single cerca disperatamente di mettersi in contatto con il figlio coinvolto in un attentato terroristico a Londra. La De Falco, protagonista di un unico piano sequenza, sfodera tutte le sfumature d’interprete in una prova drammatica che le sta già regalando consensi e riconoscimenti

Le apprensioni, i turbamenti, le ossessioni di una madre che apprende in tv la notizia della possibile presenza di suo figlio durante un attentato a Londra. Un unico piano sequenza e una bella prova d’attrice di Lucianna De Falco. La gioia e la speranza di poter sfatare il terribile presagio ad ogni aggiornamento, ad ogni telefonata mancata. Lucianna De Falco è bravissima a non cadere nel clichè della disperazione, passando repentinamente da uno stato emotivo a un altro. Per l’intero corto, è la sola e unica interprete, ricorrendo a tutte le sfumature dell’espressività di cui un attore dispone.»

Con questa motivazione, la giuria del Napoli Film Festival (composta dall’attore Adriano Pantaleo, la giornalista e filmmaker Ilaria Urbani, il regista e docente Pino Sondelli), ha assegnato la Menzione speciale del Concorso Corti a Lucianna De Falco e alla Angela Bevilacqua per “L’attesa”, un cortometraggio che segna una bella prova registica per la 23enne cineasta napoletana ma soprattutto un poderoso tour de force per l’attrice isolana. Il corto, della durata di 24 minuti, è infatti girato in unico piano sequenza. Senza (apparenti) stacchi di montaggio. Una scelta altamente impegnativa dal punto di vista concettuale e stilistico, una sfida che fa tremare i polsi ad ogni attore. Quando il cinema non sbatte mai le palpebre, non sono infatti ammessi errori (altrimenti si ricomincia tutto daccapo).

«Per questo personaggio ho ricevuto moltissimi complimenti, persone che, commosse, hanno voluto condividere il sentimento di ansia e paura per le sorti di un figlio. Qualcuno si è meravigliato molto per il fatto di aver interpretato questo ruolo in maniera così intensa pur non essendo madre. Un’attrice non ha bisogno di essere madre per interpretarla»

La macchina da presa resta incollata alla protagonista per tutto il tempo dell’azione, pedinandola in ogni stanza e registrandone sospetti, frustrazioni, speranze fugaci, ricadute nell’angoscia. E la consapevolezza di essere irrimediabilmente e disperatamente impreparata. Luca è vivo o è rimasto vittima dell’attentato? Perché il suo cellulare è spento?
Abbiamo incontrato Lucianna De Falco subito dopo la premiazione alla 21° edizione del Napoli Film Festival.

Com’è nato il tuo coinvolgimento in questo progetto così impegnativo e al tempo così stimolante per un’interprete?  
La regista, Angela Bevilacqua, è una giovanissima allieva all’ultim’anno del Corso di cinema dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha 23 anni e la sua unica esperienza era stata un cortometraggio diretto a 17 anni e interpretato da Jean Sorel. Sono in buona compagnia, ho pensato. L’ho conosciuta tramite un mio amico regista, Sandro Dionisio, il suo insegnante di drammaturgia che le aveva indicato me come interprete. Insieme abbiamo lavorato sulla sceneggiatura, adattando il testo originario alle mie corde e alla mia personalità.

Un lungo piano sequenza che scala le vette dell’emotività. Quali sono le difficoltà maggiori, per un attrice?
Solo da pochi anni ho avuto l’opportunità di interpretare ruoli drammatici. Sono conosciuta come attrice comica, e sicuramente nella commedia ho un esperienza maggiore. Ma da 5 anni frequento una actor coach americana, Ivana Chubbuck che, grazie al suo metodo, mi aiuta  ad indagare le diverse sfaccettature dell’animo umano, in maniera più profonda e coraggiosa. Perché, come mi ripete spesso, “Il coraggio è sexy”.

«Adesso mi attende la tournée con Enzo De Caro per “Non è vero ma ci credo”, commedia scritta da Peppino De Filippo. Vi aspetto a novembre, al Teatro Sannazzaro di Napoli»

Vincitrice a l’Adriatic Film Festival e Menzione speciale a Napoli Film Festival come migliore attrice protagonista. In un racconto che, come avviene speso per i cortometraggi, è destinato a viaggiare per i circuiti dei festival internazionali, a raggiungere audience e paesi anche lontani.
Sono molto felice e anche grata di aver avuto questa opportunità. Già due premi, su due festival a cui abbiamo preso parte, mi sembra un ottimo risultato. “L’attesa” viaggerà in molti festival internazionali, forse l’occasione giusta per farsi conoscere anche fuori e tornare a girare all’estero. Mi è capitato di farlo soprattutto agli inizi della mia carriera. Erano spot pubblicitari: a Lugano con Sofia Loren per una nota marca di caffè, ma anche sulle Alpi francesi e nei dintorni di Monaco. Mi piacerebbe riprendere questa bella consuetudine, adesso che mi ci fai pensare. Quindi spero che questo corto abbia una lunga vita internazionale.

L’attesa permette di percepire se stessi in modo più consapevole. C ’è un attesa che, nel bene o nel male, ricordi maggiormente?
Il mio lavoro mi tiene sempre in attesa. E’ una condizione perenne che devo tenere a bada per non vacillare e perdere la speranza. Ma mi regala altrettanti momenti di consapevolezza dei miei imiti, quindi di grande crescita. Nella vita di tutti i giorni provo a disattenderla, cercando di vivere il momento, la soddisfazione dell’oggi senza aspettare il domani. Il desiderio, prerogativa dell’essere umano, spesso mi frega.

Napoli Film Festival 2019 – Istituto Grenoble: Premiazioni

Hai voluto dedicare questo premio a tua madre e in questo lavoro sei una madre preoccupata e coraggiosa.

Le motivazioni di questa dedica si sono manifestate da sole proprio in occasione del primo premio vinto a Pescara il 22 settembre. Per questo personaggio ho ricevuto moltissimi complimenti, persone che commosse hanno voluto condividere il sentimento di ansia e paura per le sorti di un figlio. Qualcuno si è meravigliato molto per il fatto di aver interpretato questo ruolo in maniera così intensa pur non essendo madre. Un attrice non ha bisogno di essere madre per interpretarla. La mia è scomparsa da pochissimo, e anche se ho girato “L’attesa” l’anno scorso, che c’entrava lei con la mia interpretazione. Essere stata eternamente figlia di una madre così totalmente Madre, mi ha regalato un punto di vista privilegiato per recitare il ruolo di Luisa. Anche per questo ho dedicato questo premio a lei. A mia madre, che mi ha fatto figlia.

A novembre ti vedremo sul palcoscenico del Teatro Sannazzaro nella pièce “Non è vero ma ci credo”, tratta da Peppino De Filippo. Cosa ti piace di questo testo e quale sarà il tuo ruolo? Come hai voluto interpretarlo? 
Lavorare con Leo Muscato e con Enzo Decaro mi è piaciuto e spero mi piacerà moltissimo. Hanno entrambi regalato profondità e umanità al protagonista Gervasio, che vi si svelerà sotto una luce originale e drammatica. Io interpreterò sua moglie Teresa. Abbiamo già debuttato in Liguria, a Borgio Verezzi, un piccolo borgo delizioso che ogni estate, da 53 anni, trasforma la sua piazzetta a picco sul mare in un teatro e le sue stradine in un foyer. Adesso ci aspetta la tournée, toccheremo tante città italiane e ho proprio voglia di viaggiare! Ma a Napoli, sempre al Sannazzaro, tornerò anche con un altro spettacolo  “Tornò al nido e altre Titine”, da un testo di Titina de Filippo, l’11, il 12 e il 13 Novembre. Vi aspetto numerosi!

Al cinema invece sarai con Christian De Sica e Carlo Buccirosso in ‘Solo solo fantasmi’. Titolo sinistro per una commedia paranormale, ma divertente. 
Il film dovrebbe uscire tra poco, credo il 14 novembre. Mi sono molto divertita sul set, ho girato in orari assurdi con un ectoplasma/fantasma terrificante. E poi ho rivisto volentieri tanti amici: De Sica lo avevo conosciuto al Festival Rossellini a Maiori, che ho avuto il privilegio di condurre per due anni; Brando l’ho incontrato da giurata al Festival di Formia; con Gianmarco Tognazzi avevo girato un film un po’ di anni fa, e Carlo Buccirosso, beh, è stato il mio amato fratello in ‘Ammore e malavita’ dei Manetti Bros. Mi sono sentita in famiglia, tra noi una bellissima intesa.

Sono solo fantasmi

Thomas, ex-mago in bolletta; Carlo, napoletano sottomesso a moglie e suocera settentrionali; Ugo apparentemente un po’ tonto ma in realtà un piccolo genio. Sono tre i fratellastri che si incontrano dopo anni a Napoli per la morte del padre Vittorio, giocatore incallito e donnaiolo impenitente. Rimasti senza eredità per i debiti paterni, i tre pensano di sfruttare la superstizione partenopea diventando degli ‘acchiappafantasmi”. Tutto sembra andare a gonfie vele finchè i fantasmi catturati dal trio si liberano veramente. Tra fantasy e commedia paranormale venata di horror, “Sono solo fantasmi” (diretto da Christian De Sica) è una storia di “ghostbusters” sotto il Vesuvio, su cui aleggia non lo spirito e il luoghi nobilissimi della città, i più cari al grande patriarca Vittorio.

Nel cast anche Carlo Buccirosso, Gianmarco Tognazzi, Leo Gullotta, Francesco Bruni e la nostra Lucianna De Falco, nel ruolo della vicina di casa dei tre acchiappafantasmi. Tra le curiosità: il rapper Clementino ha composto appositamente una canzone per i titoli di coda del film.

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