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“Le mani che raccontano”, a Villa Mercede la festa dei nonni

di Isabella Puca
Serrara Fontana – Non poteva che essere celebrata presso la struttura di Villa Mercede la festa dei nonni, istituita di recente, appena dodici anni fa, per il 2 ottobre, giorno dei Santi Angeli. Gli ospiti della struttura hanno così potuto trascorrere una mattinata diversa, coccolati come sempre dal personale, ma festeggiati anche dai bambini dell’istituto comprensivo di Panza intitolato a Don Vincenzo Avallone che hanno recitato poesie e cantato canzoni solo per loro. È stato Don Pasquale Mattera a celebrare una messa all’esterno della struttura, a pochi passi da quel giardino di Augusta pensato per i malati di Alzheimer e realizzato qui a Serrara Fontana per la prima volta in Campania. Inaugurato nel 2015, in occasione dei dieci anni della struttura, rappresenta una piccola oasi di pace in quel di Villa Mercede che appartiene a tutta la comunità, al di là della malattia. Il nome del giardino è stato scelto per ricordare la prima donna alla quale nel 1901 il dott. Alzheimer, diagnosticò quella malattia che prese il suo nome ed è un pergolato di glicine a indicare l’inizio di un percorso circolare segnato da due colori, il rosso e il giallo come a indicare al paziente la libertà di poter camminare all’aria aperta seguendo un percorso senza avere così il rischio di perdersi. É l’aromaterapia a guidarlo, infatti tra il profumo di rosmarino, basilico e la lavanda; l’olfatto è l’ultima cosa che un malato di Alzheimer perde. Tutt’intorno nessun muro, ma solo ringhiere per far sì che chi passeggia possa vedere il mare in lontananza, al centro del giardino la statua di una Madonna regalata loro dal Vescovo, poco più avanti un ulivo, l’albero della speranza, quella che i pazienti, pur essendo anziani non devono perdere mai. «Oggi – ha detto Don Pasquale Mattera rivolgendosi ai bambini e a tutti i presenti – è la festa degli Angeli custodi. Ognuno di noi è un angelo per qualcuno e gli anziani sono i nonni che custodiscono i nipotini. Molti anziani, però, restano senza angeli, spesso non c’è chi si prenda cura di loro. I nostri nonni sono angeli custodi e molte volte restano un po’ soli; dobbiamo imparare a prenderci cura di tutti, essere angeli che custodiscono la vita. I nonni sono come angeli anche quando ci danno dei consigli, la loro saggezza diventa luce sul nostro cammino». Dopo essersi raccolti in preghiera chiedendo al Signore il dono di saper apprezzare queste persone è iniziata la festa; da parte dell’associazione Volontari Ospedalieri un piccolo dono a tutti gli ospiti della struttura. Presente l’amministrazione del comune di Serrara Fontana nella persona del sindaco Caruso che, appena presa la parola, ha voluto ringraziare quanti hanno collaborato per la riuscita della giornata, il personale della struttura, la Civitas, i bimbi, le maestre, «il grazie più grande va ai volontari avo per il loro tempo e la loro assistenza gratuita. Festeggiamo i nonni, coloro che ci hanno cresciuto, che ci hanno coccolato e tutelato e prima di farlo con noi ‘l hanno fatto con i nostri genitori. Con la mia presenza intendo restituire un po’ di attenzione a loro che l’ hanno data a noi». Con il sindaco Caruso anche Cesare Mattera che, insieme con i fratelli, custodisce amorevolmente un nonnino di ben 100 anni. «Auguri ai nonni – ha dichiarato l’assessora alle politiche sociali per il comune di Barano Emanuela Mangione – che sono i pilastri di ogni famiglia; punto di riferimento trasmettono valori fondamentali. E un grazie ai responsabili della struttura punto di riferimento fondamentale per le famiglie ischitane». A portare i suoi saluti anche al dott.ssa Carmela Aiardo Esposito direttrice sanitaria DS 36 ed RSA, «è bello avere i piccoli alla mia sinistra i grandi sulla destra. I miei migliori auguri ai nonni che rappresentano la storia e l’esempio. Sono onorata di rappresentare la struttura, sperando che possa migliorare sempre più. Mi lego ai ringraziamenti del sindaco, è meraviglioso vedere i nostri anziani essere accuditi in questo modo». La parola è così passata ai bambini che, con la semplicità che li contraddistingue al mondo, hanno recitato poesie ed espresso pensieri guardando i nonnini di nonna Mercede. “Siete il nostro esempio”, “ci piace ascoltare le vostre storie”, “scusateci se siamo monelli”, via via, si sono alternati al microfono regalando sorrisi a tutti i presenti. Durante qualche canzone sono riusciti a trascinare in pista un’anziana nonnina che si è divertita ballando con loro. Per una festa che si rispetti non poteva mancare il buffet realizzato con la collaborazione degli studenti dell’istituto professionale di Stato per i servizi alberghieri “V. Telese” che hanno lavorato anche all’accoglienza.La festa, continuata nel salone della struttura, ha visto l’intrattenimento musicale di Girolamo Mennella e la sua chitarra e una tombolata, nel pomeriggio, a cura degli animatori. Il titolo dato alla festa dei nonni è stato quest’anno “Le mani che raccontano”; all’interno, in una delle sale, è stata infatti allestita una mostra tutta dedicata alle mani dei pazienti della struttura. Le mani di ciascuno raccontano la loro storia e spesso lo fanno al posto delle parole che, per alcuni, affiorano alla bocca confuse come i ricordi. Nelle foto ci sono le mani affusolate di una delle pazienti che, con i suoi 86 anni, ancora suona il pianoforte; ci sono le mani giunte che pregano con il rosario annodato tra le dita e quelle che veloci, continuano a lavorare a maglia per un nipote che sta per arrivare e che presto sarà avvolto in quell’abbraccio speciale fatto di lana, dritti e rovesci d’altri tempi. Un giradischi manda in continuazione canzoni con le mani protagoniste, quelle di chi ha trascorso la vita lavorando la terra e che ora è costretto a star fermo; non semina più, può solo raccogliere. È la dott.ssa Mormile a spiegarci il senso dell’iniziativa, «con questa mostra – ci racconta – abbiamo realizzato una delle idee lasciataci in eredità del dott. Di Spigno. Abbiamo ripreso tutti i momenti in cui i nostri ospiti lavorano, creano, impastano o lavorano a maglia, e così sono le mani che raccontano la vita e la quotidianità dei nostri anziani. La vita va avanti e il tempo trascorre più veloce finché possono usare le mani. É da anni ormai che facciamo questa festa con temi sempre diversi, è per noi anche un modo per sensibilizzare la popolazione e far capire che strutture così esistono e possono essere fondamentali». Tra le foto sono state riprese frasi famose sulle mani, tra queste spicca una di San Francesco D’Assisi, “Chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista.”

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