CULTURA & SOCIETA'

L’emergenza covid ha rilanciato la vecchia passione dell’uncinetto le nostre donne hanno prodotto lavori pronti per mostre e mercatini

LE ANTICHE E TRADIZIONALI “CREAZIONI” A MANO DELLA NONNA TRAMANDATE DA MADRE IN FIGLIA, L’ISOLA D’ÌSCHIA VANTA UNA LUNGA STORA I primi lavori all’uncinetto nel lontano passato furono iniziati dalle suore nei conventi per gli arredi sacri delle chiese e cappelle varie. L'estrema versatilità dell'uncinetto consente di lavorare filati di ogni tipo dando libero sfogo alla propria fantasia e creare davvero di tutto, per questo le nostre donne oggi sono “maestre” e realizzano scarpette per neonati, bavaglini, centrini e centri tavola, guanti, orli di fazzoletti, cappelli alla francese, sciarpe, pupazzetti, vestiti forati, magliette, scialletti. Coperte e borsette. L’abilità nelle mani per l’uso facile dell’uncinetto di ferro, d’alluminio o di legno, si possono realizzare lavori di bella fattura spesso creati dalle stesse donne dei mercatini che orgogliose mostrano e commentano il frutto del proprio lavoro di passione e di pazienza

Quando una tendenza, specialmente nel campo della moda, riprende il via in un tempo difficile, complicato ed inatteso , non è facile fermarla. Così nella nostra Isola, è accaduto e sta accadendo con i lavori a mano fatti in casa dell’antico uncinetto, complice dal marzo scorso l’emergenza sanitaria del Corona virus- Covd 19 che ha costretto tutti per evitare il contagio a rimane in case e ad occuparsi solo delle faccende domestiche, a studiare o ad inventarsi qualcosa che potesse mettere in moto la fantasia dei “segregati” e “segregate”.

Ma più delle “segregate” le quali. le più esperte, hanno d’improvviso ritrovato la vecchia passione dell’uncinetto. Fino a qualche tempo fa, l’ uncinetto visto nell’ambito familiare qui ad Ischia, lo si considerare un lavoro domestico, di quelli che le donne di famiglia, dalla nonna alla madre fino alle figlie praticavano per confezionarsi capi e accessori di abbigliamento, biancheria per la casa e una moltitudine di altri oggetti, che andavano dalle bomboniere ai portachiavi, dai centrini alle scarpette per neonati.Tutto questo lo si pratica anche oggi e più e meglio di prima, con apertura al nuovo, al più impegnativo come per l’appunto gli abiti all’ uncinetto. Infatti l’arte dell’uncinetto diffusa oggi più che mai, è versatile e semplice da realizzare ed è stata tramandata dalle nonne alle madri e alle figlie. A Ischia, le nostre donne, quelle che amano questo tipo di lavoro antico praticato a mano, sono maestre.

Negli anni ’50 si è registrato il periodo più fiorente che è durato per la sua intensità fino agli anni settanta, quando a distrarre le “maestre” fu la televisione che diventava a colori ed incominciava ad evolversi nel programmi. Insomma l’arte dell’uncinetto subì una passeggera crisi. Le origini della lavorazione all’uncinetto sono antichissime e, come nel caso di altre arti tessili, difficili da tracciare, ma sono stati trovati esempi primitivi in ogni angolo del globo, in Estremo Oriente, in Africa, Europa, America del Nord e del Sud ed esempi se ne ritrovano già nella cultura egizia. La forma di uncinetto più delicata ebbe origine in Italia nel XVI secolo ed esso veniva soprattutto usato dalle suore per realizzare addobbi e vestimenti per la chiesa. Nel fiorente periodo di cui sopra, in tutta l’isola, il lavoro all’uncinetto per lo più impegnava le donne delle comunità parrocchiali delle varie parrocchie di Ischia, dal vecchio Borgo di Celsa di Ischia Ponte a sant’Angelo, in vista delle singole feste patronali ove si organizzavano le tradizionali “Pesche di Beneficenza” in locali accanto o poco distanti dalle chiese locali.

Fra gli oggetti vari in esposizione per il rituale sorteggio attraverso bigliettini numerati da estrarre da un’apposita urna, lo spazio maggiore veniva riservato ai numerosi lavori fatti all’uncinetto realizzati dalle donne che si occupavano della Pesca di Beneficenza. Grande era la scelta che andava dal centrino al centro tavole, guanti, bavaglini, presine da cucine, cappelli, scialletti, sciarpine, canestrelli e quant’altro. Gli stessi oggetti con altri di nuova creazione, fanno oggi bella mostra di sé, oltre che nelle Pesche di Benficenza parrocchiali mai sparite, sopratutto sugli accorsati banchetti dei mercatini turistici del periodo natalizio e pasquale e del sabato e della domenica che si organizzano sia d’estate che d’inverno nelle varie piazze dell’isola d’Ischia. Infatti, è proprio su questi banchetti che i lavori a mano con l’uncinetto stanno avendo nella nostra isola il proprio rilancio. Si tratta di lavori di bella fattura spesso realizzati dalle stesse donne dei mercatini che orgogliose mostrano e commentano il frutto del proprio lavoro di passione e di pazienza.

Cos’è l’ uncinetto, con cui si lavora con abili mani ? L’uncinetto è un attrezzo costituito da un bastoncino munito a una estremità di un uncino che serve per prendere e guidare il filo. Oggi sono fatti a macchina, normalmente in metallo, alluminio e acciaio o plastica, ma possono anche essere in legno e persino in avorio. Hanno numerose dimensioni, secondo l’International Standard Range (ISR) e vanno da 0,60 mm di diametro dell’uncino, per cotone fine, a 10 mm per filato molto grosso. Ce ne sono per i lavori che richiedono uncinetto molto fine anche da 0.55. Dal momento che l’uncinetto non serve per reggere i punti, come il ferro per il lavoro a maglia, ma solamente l’occhiello di lavorazione, hanno tutti una lunghezza standard che è di circa 20 cm. Esistono poi gli uncinetti per punto Tunisi che hanno lunghezza di 30 cm. L’uncinetto di solito è schiacciato al centro per permettere una migliore impugnatura. L’estrema versatilità dell’uncinetto consente di lavorare filati di ogni tipo dando libero sfogo alla propria fantasia e creare davvero di tutto. Con la lana, si possono realizzare coperte, scialli, sciarpe, maglioni, babbucce, presine. Con il cotone ci sono tendaggi, pizzi per biancheria, tovaglie, i classicissimi centrini, originali camicette e tanto altro, da romantici coprilampada fino a deliziosi disegni filet da incorniciare per creare dei quadri che sono dei piccoli capolavori.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano

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antoniolubrano1941@gmail.com

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