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Lila e Lenù, domani sera su RaiUno il ritorno delle amiche geniali

Due episodi, il quarto e il quinto, ambientati a Ischia e diretti da Alice Rohrwacher. Una “storia nella storia” in cui la passione e il destino cambiano le carte in tavola e stravolgono la vita delle due ragazze. Location a Ischia Ponte, Barano, centro storico di Forio, Panza e in Piazza Santa Restituta a Lacco Ameno

Diverse in tutto, ma unite dalla forza d’urto della vita che, più di una volta, gli si scaglia contro. Amiche e complici, amiche e rivali, amiche e antagoniste. Geniali, a volta l’una e a volte l’altra. Tra schermaglie e convenzioni, paure inconfessate e una voglia insopprimibile di emancipazione.
Prima prigioniere di un mondo inchiodato a modelli rigidi di rapporti tra i sessi (mai profondamente cambiato), poi giovani guerriere che – a fatica – trovano il loro posto nel mondo, animate dal fuoco della ribellione. Lila e Lenù osservano mogli e madri del rione in cui sono cresciute con amarezza, per quello che sono diventate a forza di gravidanze e percosse, e decidono, ognuna a modo suo, di non essere come loro. Anche a costo di bruciarsi. Perché quanto più forte su di loro si fa la pressione della città, della violenza maschile o dei ricatti familiari, tanto più prorompente affiora il loro grido di libertà.

Dopo il successo straordinario della prima stagione (una media di 7 milioni di spettatori a episodio, il 30% di share con 5 milioni di visualizzazioni su Rai Play, un percorso internazionale seguito da 120 milioni di persone in 144 paesi, tra cui l’impenetrabile mercato nordamericano), torna domani sera su RaiUno la seconda stagione de “L’amica geniale”, col titolo – “Storia de nuovo cognome” – ripreso fedelmente dal capitolo numero due della saga letteraria (e fenomeno editoriale) creata da Elena Ferrante.

Un racconto popolare che ruota tutto attorno al rapporto, simbiotico e conflittuale, tra queste due figure femminili. Una serie tv dedicata al pubblico generalista della rete ammiraglia, ma insolitamente intrecciata alla raffinatezza autoriale della regia di Saverio Costanzo e, per questa seconda stagione, allo sguardo personalissimo, dietro la macchina da presa, di un’autrice italiana coi fiocchi, Alice Rohrwacher. Sarà proprio la regista di “Corpo celeste” e “Lazzaro felice”, due dei film italiani più belli e premiati dell’ultimo decennio, a raccontare la parentesi ischitana della storia. Due episodi, il quarto e il quinto, in cui il destino stravolgerà le carte in tavola, rendendo ancora più ulcerosi sogni, amicizie e infatuazioni delle due ragazze.

Andiamo con ordine. “L’amica geniale 2 – Storia del nuovo cognome” sarà una stagione molto diversa dalla precedente, anche se gli eventi riprendono esattamente dal punto in cui è terminata la prima stagione. Lila (Gaia Girace) ed Elena (Margherita Mazzucco) hanno quasi diciassette anni e sono finite entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è diventata una studentessa modello, flirta con Antonio Cappuccio ma, proprio durante il banchetto di nozze dell’amica, ha capito che non sta bene né nel rione né fuori.

Nel corso di una vacanza a Ischia le due amiche ritrovano Nino Sarratore (Francesco Serpico), vecchia conoscenza d’infanzia diventato ormai studente universitario di belle speranze. L’incontro, apparentemente casuale, cambierà per sempre la natura del loro legame, proiettandole in due mondi completamente diversi. Lila diventa un’abile venditrice nell’elegante negozio di scarpe della potente famiglia Solara al centro di Napoli, subendo le punizioni ferine del marito fino a quando deciderà di riprendersi, a carissimo prezzo, la sua libertà; Elena lascia Antonio, viene usata dal giovane Nino solo per sedurre Lila e, persa la purezza sulla spiaggia dei Maronti, riverserà l’epifania di rabbia, delusione e solitudine in un cammino universitario lontano da una città (e un mondo) che potrebbero soffocare per sempre il suo grido di libertà.
Lasciata l’infanzia e l’adolescenza sullo sfondo dell’Italia degli anni ’50, le due ragazze entrano nel nuovo decennio e nella vita adulta. Fatta di amori passionali, anche follemente violenti, e di scosse storico/ideologiche che scuotono la società alle fondamenta, accaparrandosi furore e slancio di un’intera generazione di giovani. La dialettica tra il proletariato di periferia e la piccola borghesia napoletana (già indifendibile) esplode in maniera dirompente proprio in questa seconda stagione.

Un terremoto, insomma, che porta Lila e Lenù ad avvicinarsi e allontanarsi, a perdersi e ritrovarsi. Anche lo stile accompagna questo passaggio. Come rivelato dagli stessi autori, se la prima stagione s’ispirava ad un racconto neorealista, più posato, ingenuo e idealistico, la seconda si concede un’evoluzione cinematografica più libera e disinvolta, quasi vicina alla nouvelle vague francese.
Siamo negli anni che precedono il Sessantotto, ma “Storia del nuovo cognome” mostra dinamiche, adescamenti, movenze e atmosfere estremamente attuali. In una ricostruzione scenografica accurata, mai troppo filologicamente esibita, il passato diventa lo sfondo su cui far risaltare le ipocrisie sociali di allora come di oggi. Un altro mosaico di raggiri e ingenuità favorito dal finto Eden ischitano e dal quel folklore finto-innocente che – scommettiamo? – la Rohrwacher sa benissimo come disinnescare.

Proprio la regista di “Lazzaro felice” sarà una delle novità più attese di questa seconda stagione. «Quando ho iniziato – ha raccontato alla stampa – c’è stato un lavoro immenso con Saverio Costanzo. Fino a quel momento ero solo una semplice lettrice e spettatrice. Abbiamo letto e riletto la sceneggiatura perché, ovviamente, la sua conoscenza dei personaggi era più profonda. Ricordo il secondo giorno di riprese. Ero sul set con Margherita e immaginavo una reazione del suo personaggio. Mentre cercavo di spiegarle cosa avevo in mente lei mi ha detto: “Il mio personaggio non lo farebbe mai”. Ho capito che dovevo prima conoscere loro e poi apportare nuovi livelli di conoscenza. Una prova di difficoltà per tutti, perché anche Margherita e Gaia sono cresciute nel loro rapporto con Saverio. Quelli che ho diretto sono due episodi in continuità con la storia ma che segnano un cambiamento. Ho lavorato con una squadra di artisti e artigiani incredibili, con una libertà a servizio di una storia che rispetto e ammiro profondamente.»

L’Isola verde rappresenterà lo spazio scenico di questa “rottura” nel quarto e quinto episodio (che Rai1 manderà in onda in prima serata rispettivamente il 17 e il 24 febbraio). L’anno scorso riprese a Ischia Ponte, nel Piazzale Aragonese e Piazzale delle Alghe, lungo Via Luigi Mazzella e nello slargo antistante Palazzo Malcovati (è il mercato dove le due ragazze andranno a fare la spesa). E ancora nel centro storico di Forio, per la casa di Bruno Soccavo dove Lila e Nino consumeranno il loro amore; a Barano, ancora una volta nella casa di Nella Incardo scelta al Testaccio, in Via Giorgio Corafà e a Panza, dove sono stati girati tutti gli interni ambientati nella casa presa in fitto da Stefano Carracci per la villeggiatura della neo-mogliettina pestifera e infelice. Due bagni di mare le faranno bene (pensa), magari le tornerà l’appetito e forse riuscirà a concepire l’erede al trono di un matrimonio che, già dal festino, confessava la sua disfatta.

In Piazza Santa Restituta a Lacco Ameno, avviene lo struscio diurno e serale di una gioventù vacanziera solo apparentemente semplice e felice. Incarnazione di un’arcadia estiva, allietata dai suoni di un’orchestrina all’aperto, che forse solo i nostri genitori ricordano con nitidezza ancora credibile. Risate, ripicche, gelati al bar e venditori di cocco, chiacchiere e baci rubati. Parentesi struggente sul desiderio e sulla nostalgia del desiderio.

Per Gaia Girace e Margherita Mazzucco, viste anche sul palco di Sanremo per pubblicizzare la serie (un po’ da belle statuine, in verità), “L’amica geniale 2 – Storia del nuovo cognome” sarà la stagione della consacrazione, prima di girare gli episodi iniziali della terza stagione e dire addio a Lila e Lenù, affidate in futuro ad attrici adulte. A proposito della lavorazione ischitana, «non vedevo l’ora di cambiare il regista», ha dichiarato la Mazzucco. «Non per colpa di Saverio, ovviamente, ma essendo alle prime esperienze, voglio sempre provare qualcosa di nuovo. Con Alice mi sono trovata benissimo. E’ dolcissima, ha un metodo diverso rispetto a Costanzo. Con lei mi sentivo più libera». Sensazione diametralmente opposta rispetto a quella provata da Gaia. «È stato il periodo più difficile di tutta la stagione», ha rivelato la giovane attrice di Vico Equense. «Saverio è il mio punto di riferimento e quando visto che era stato sostituito da qualcun altro, mi sono smarrita completamente. Non sapevo che fare. Nonostante avessi personaggio in mano, a me serviva Saverio fosse anche solo come presenza, come sicurezza. Alla fine però ci siamo confrontati tutti insieme e mi sono tranquillizzata». Il futuro? Troppo presto per dirlo: «Sono arrivate tante proposte, ma siamo sotto esclusiva e al momento non possiamo accettare nulla».

“L’amica geniale – Storia del nuovo cognome” è prodotta da The Apartment, Wildside e da Fandango in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment e in co-produzione con Umedia. 

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