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L’isola d’Ischia può diventare un modello di “glocal”

C’è chi vorrebbe recuperare l’insularità nel senso di ritorno ad un’economia autarchica e conchiusa e di respingimento dell’orda turistica , c’è chi – al contrario – vorrebbe moltiplicare gli arrivi, senza troppe sofisticazioni, per riempire ( non solo d’estate) stanze di alberghi, case vacanza, bed & breakfast, navi, aliscafi,taxi e microtaxi, bar e ristoranti.  Meglio una decrescita o una crescita selvaggia? E se quella giusta fosse una terza via, se tra “ local” e “ global” prevalesse il cosiddetto “ glocal”? Ovvero un mix di esaltazione dei valori identitari e di apertura mediatico-culturale ai valori migliori espressi da altre realtà nazionali, europeee ed internazionali? La nostra isola è tentata di seguire questa strada, ma lo fa con titubanza, compiendo – in tale direzione – a volte un passetto avanti, a volte un passetto indietro. Farò qualche esempio, per dimostrare questo assunto ed anche per ipotizzare quello che si potrebbe fare per compiere passi più decisi e spediti verso una glocalizzazione della nostra isola.

L’ISCHIA INTERNATIONAL SCHOOL FESTIVAL

Si è chiusa, da pochi giorni, la 3^ edizione dell’Ischia International School Festival, organizzata dal dinamico Giovanni D’Amico e, per la prima volta quest’anno, dall’Istituto Alberghiero Telese, che ha coinvolto centinaia e centinaia di giovani, provenienti da varie scuole d’Italia, cimentatisi nelle arti nobili della musica, del canto, della danza, della moda. Da dove è partito il brillante organizzatore di eventi? Dai laboratori musicali delle scuole locali ( a Ischia non c’è un Liceo musicale), dalle tradizioni e vocazioni musicali dell’isola, nella quale sono transitati geni musicali da Paisiello a Toscanini, da Walton ad Henze; è partito dal Premio Franceschina ( Mascolo D’Amico), rinomata sarta ischitana di haute couture; dal Premio alla carriera a Nick Pantalone, che ha cantato e suonato la chitarra da una vita; il Premio Calise rappresenta invece già un passo verso l’internazionalizzazione, essendo stato Ugo un cantautore di fama internazionale. Ma queste esperienze locali – ha pensato bene Giovanni – vanno confrontate ed arricchite con esperienze, ugualmente ricche ed interessanti di altre zone d’Italia, in futuro – si spera – d’Europa. Ebbene, l’attenzione della politica, degli operatori economici, della stessa stampa,su questo evento è stata di gran lunga inferiore a quella che avrebbe meritato. Conosco i giovani giornalisti dell’Ufficio Stampa del Comune d’Ischia e non capisco, francamente, la sottovalutazione che anche essi hanno dimostrato rispetto ad un evento comunque patrocinato dall’Amministrazione comunale.

IL G7 A TAORMINA

Altro esempio: in questi giorni si svolgerà a Taormina ( grande e storica località turistica siciliana) il G7. Per ospitare i grandi della Terra, Taormina dovrà fare dei sacrifici, come rinunciare ad ogni arrivo per 7 giorni, inibire la zona “rossa” a qualunque ingresso o passaggio senza il “pass”. Come avrebbe reagito Ischia ad un’ipotesi del genere? Gli albergatori e i commercianti avrebbero accettato l’interruzione di ogni ingresso, la chiusura di ogni fornitura dalla terraferma? Taormina ha superato il test di affidabilità della struttura ospedaliera e ha accettato la sospensione di ogni permesso, ferie, turnazione e riposo per essere pronti ad ogni evenienza sanitaria. Ischia sarebbe stata capace di fare altrettanto? E’ azzardato pensare a polemiche ( sui privilegi dei potenti) o a proteste per qualche vendita in meno? L’Associazione Albergatori di Taormina sta fortemente collaborando, assicurandosi solo che ci sia un minimo di agibilità e mobilità per chi comunque è già sul posto. Sapete chi, da fine 2016, è il Presidente dell’Associazione Albergatori? Italo Mennella, un signore che 50 anni fa emigrò da Ischia per andare a trovare fortuna a Taormina. Mennella ha fatto di più, sta sponsorizzando ( e la cosa è ad un passo dalla realizzazione) l’unificazione in un’unica Associazione, di Albergatori e altri imprenditori, compreso i commercianti.. E’ un provvedimento sacrosanto che, personalmente ,auspico, per Ischia, da anni. Fintantoché commercianti,albergatori, agenti turistici, armatori non si uniranno, vinceranno sempre i corporativismi e gli scarichi di responsabilità tra categorie diverse. E con i corporativismi si rimane paesani e lontani dal resto del mondo.

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MARIE CURIE E LA RADIOATTIVITÀ                             

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Infine segnalo un’opportunità; la segnalo al mio amico Peppino Di Costanzo, Presidente dei Termalisti, che non si stanca di organizzare seminari e convegni scientifici di settore e lo segnalo a Giancarlo Carriero, CEO del Regina Isabella: in questo anno 2017 ricorrono 150 anni dalla nascita di Marie Sklodowska Curie ( Madame Curie) chimico francese, di origine polacca, moglie del fisico Pierre, scopritrice del radium e fondatrice, col marito, della dottrina della radioattività. Non basta: nel 2018 saranno esattamente 100 anni dall’arrivo a Lacco Ameno di una commissione di scienziati, presieduta da madame Curie, accompagnata dal prof. Camillo Porlezza, direttore dell’Istituto di Clinica Generale dell’Università di Pisa. Una lapide sulla facciata esterna delle Terme Regina Isabella ne ricorda la circostanza. Tutto ciò merita che sia ricordato al mondo con un apposito evento. Pierre e Marie Curie sono due Premi Nobel, insieme a Becquerel nel 1903; Marie ne conseguì un secondo nel 1911. Possiamo partire da Lacco Ameno, dalle nostre sorgenti termali, 42 sono di origine radioattiva ( 10 a Ischia Porto). Possiamo farlo sapere, con orgoglio al mondo? O facciamo come quegli sciagurati amministratori che cancellarono, per paura, la parola “ radioattive” dall’insegna in ceramica delle fangaie delle Antiche Terme Comunali d’Ischia? Un po’ di chiarezza sui benefici e sui rischi della radioattività la vogliamo fare, senza giocare a nascondino? Bisogna solo stare attenti a non confondere due piani: uno è quello delle possibili esalazioni di radon in case, ambienti di lavoro, scuole e dei dispositivi di sicurezza; l’altro è quello di un corretto utilizzo del radon nelle acque termali nelle dosi che apportino beneficii psico-fisici. Giustamente nel 2013, su imput di Andrea D’Ambra, il deputato M5S Salvatore Micillo interrogò il Ministro della Salute su una probabile forte presenza di radon in abitazioni ischitane. Il Ministro riconobbe che, da un’indagine degli anni 90, effettuata su un campione di 79 abitazioni, risultava effettivamente una presenza di 110Bq/M3, rispetto ai 90 della Regione e ai 70 dell’Italia. Altra questione è l’utilizzo terapeutico, con acqua termale e radon disciolto, come ad esempio fa Merano. Vogliamo o no allinearci a quelle località termali mondiali che della radioattività se ne fanno un vanto e non una vergogna? La Valle di Gastein, in Austria e la Gasteiner Heilstollen ( Galleria salubre) reclamizzano i bagni al radon. Vogliamo fissare un limite scientifico di microcurie o di Becquerel, entro il quale le acque termali radioattive sono benefiche? Madame Curie, pensaci tu!

Franco Borgogna

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