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L’orgoglio di Schilardi: «La ricostruzione c’è, e si vede»

A quattro anni dal terremoto che colpì Casamicciola e Lacco Ameno, il commissario delegato illustra quanto fatto finora e rivendica l’efficacia delle procedure: «Esiste solo il lavoro, non i miracoli»

Si avvicina il quarto anniversario del drammatico terremoto che colpì Casamicciola e Lacco Ameno. Le recenti erogazioni dei contributi per la ricostruzione ai cittadini le cui abitazioni avevano riportato gravi lesioni costituiscono l’occasione per fare il punto della situazione con colui che riveste un ruolo decisivo nell’impegnativo cammino verso la normalità, il commissario delegato alla ricostruzione Carlo Schilardi. «Ogni singola erogazione riguarda due o tre abitazioni, a volte anche cinque o sei, quindi nel complesso tra pratiche finanziate e pratiche con domanda di finanziamento in stato avanzato siamo a quota cento sulle circa ottocento previste».

«Stiamo attivamente supportando i Comuni, preparando delle pre-istruttorie per accelerare la conclusione delle pratiche di finanziamento: al momento siamo a quota cento pratiche finanziate o in stato avanzato sulle circa ottocento totali»

Si registra un’accelerazione nelle attività di istruzione e approvazione delle pratiche nei Comuni del Cratere: «Stiamo attivamente supportando gli enti – continua il Commissario – che da parte loro devono necessariamente istruire la pratica (non delegabile ad altri) relativa alla domanda di condono e del rilascio della concessione edilizia. Parallelamente, per quanto riguarda la pratica di finanziamento, la struttura commissariale sta eseguendo delle pre-istruttorie che vengono inviate ai Comuni ai quali resta solo da approvarle».

Tale attività di supporto di supporto si spiega soprattutto con la quantità di personale non del tutto adeguato in forza ai Comuni: «Il personale straordinario che è stato possibile tornare ad assumere non è più numeroso come prima, e inoltre occorre una certa esperienza professionale. In definitiva, le cose vanno meglio del previsto». Il Commissario, come alcuni lettori ricorderanno, non ha lasciato nulla al caso: «Ho costituito una squadra autonoma composta da tre unità di Invitalia, gli ingegneri La Tegola e Vecchiolla e il geologo Scidone, che da tempo stanno lavorando compiendo sopralluoghi presso tutte le abitazioni danneggiate visto che diverse schede Aedes erano piuttosto generiche. Per facilitare il lavoro ai progettisti per gli interventi di ripristino abbiano dunque eseguito queste ricapitolazioni, evidenziando il livello di danno effettivo dell’immobile e cosa può essere inserito nell’istanza. Un gran lavoro, che ha portato a rivedere già seicento delle ottocento istanze. Il resto sarà eseguito dopo il periodo feriale». Si tratta naturalmente delle istanze che non hanno bisogno di pianificazione; quelle che rientrano nel piano di ricostruzione saranno sottoposte al vaglio della Regione. Il commissario fornisce anche cifre concrete che danno un’idea dello stato di avanzamento: «Abbiamo stanziato per la ricostruzione privata i primi quaranta milioni. Le domande variano da 150mila a 350mila euro. Facendo una media, dovremmo essere in grado di finanziare già duecento istanze. Il terremoto è anche l’occasione per l’isola di ottenere un miglioramento del patrimonio edilizio, almeno laddove c’è stato il sisma». Ovviamente la ricostruzione riguarda anche edifici pubblici: «Per quanto riguarda le chiese, tocca al Mibact a cui abbiamo assegnato le risorse: sono state affidate le progettazioni di tutti gli edifici di culto. Ci vuole del tempo, ma è necessario fare bene ogni cosa. Per quanto concerne le scuole, i Comuni hanno ricevuto i finanziamenti: a Casamicciola la procedura di ricostruzione di alcuni plessi è avviata, prevedendo quando occorre anche importanti ampliamenti dell’immobile».

Il Commissario Schilardi non nasconde l’importanza dell’operato dei Comuni, senza il quale la fase di ricostruzione potrebbe dannosamente rallentare: «La guardia va mantenuta alta. Questo triennio è stato importante, ma ancor più sarà decisivi saranno i prossimi anni, che vedranno una forte accelerazione dell’edilizia privata». Inutile rimarcare l’importanza di questa importante “iniezione” di risorse per la ripresa economica della realtà locale: «È importante anche impiegare presto e bene le risorse, perché quando esse saranno collocate ne arriveranno altre. Quelle attuali sono già state adeguatamente indirizzate: circa 30 milioni alle scuole, 20 milioni per le chiese, 40 milioni per l’edilizia privata “pesante”. Altri venti milioni sono stati stanziati per i contributi di autonoma sistemazione». Non manca qualche riferimento ai critici: «Tanto lavoro è stato fatto e tanto c’è da fare, poi ci sono i “prestigiatori” che credono che la ricostruzione sia un gioco da realizzare nel giro di sei mesi o di un anno, speculando sulle macerie. E magari non sanno o fanno finta di non sapere che per rimuovere tali macerie sono necessarie mille autorizzazioni, a cominciare da quelle della magistratura: di recente, grazie a un grande sforzo corale insieme al Comune abbiamo ottenuto la rimozione delle macerie di via Serrato. Ci sono tempi incomprimibili, a dispetto di chi sogna miracoli impossibili». Il Commissario non perde occasione per ribadire l’importanza del titolo in sanatoria: «Il condono rende l’immobile realmente commerciabile. Senza tale titolo, l’intero immobile perde gran parte del valore. La legittimazione dell’immobile contribuisce al miglioramento del patrimonio edilizio, che nel nostro caso si unisce all’adeguamento dal punto di vista sismico, incrementandone notevolmente la qualità e il valore».

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