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Mariangela Calise: «La riforma scardina la rappresentanza popolare»

di Francesco Castaldi

FORIO – Nonostante le intemperie, ieri mattina a piazza san Gaetano a Forio si è svolto il banchetto del comitato per il no. Ad accoglierci, tra gli altri, è stata la portavoce Mariangela Calise, alla quale abbiamo domandato per quali motivi i cittadini italiani dovrebbero votare no al referendum costituzionale che si terrà il prossimo 4 dicembre. «Il suo è un quesito che non si può risolvere in due parole – esordisce l’avvocato Calise – però era necessario fare chiarezza e sgombrare il campo da quelli che sono stati gli slogan anche semplici e fuorvianti che sono stati messi in campo dal Governo, che si è reso il maggiore promotore della riforma costituzionale. In sostanza, è stata adoperata come specchietto per le allodole la fantomatica riduzione dei costi della politica e del numero dei senatori, che con la riforma passerebbero a cento. Questo è l’argomento principe che viene utilizzato da chi propugna il sì alla riforma costituzionale, ed è quello che maggiormente riscontriamo nelle persone che si avvicinano e ci dicono che voteranno sì. Quelli che vengono modificati non sono pochi articoli della Costituzione, e non si andrà ad intaccare semplicemente il numero dei senatori, ma a scardinare quella che è la rappresentanza popolare».

«È utile infatti ricordare – prosegue Mariangela Calise – che la riforma costituzionale deve essere letta nel combinato disposto con l’Italicum, che dà sostanzialmente un consenso plebiscitario al partito che risulterà vincente alle elezioni, sebbene con una maggioranza ristretta e risicata. Non dobbiamo inoltre dimenticare che in realtà quelli che vengono modificati sono quarantasette articoli della Costituzione, quindi la semplificazione che si evince anche dal quesito referendario induce in errore l’elettore, perché questa riforma non si riduce semplicemente a quello che leggiamo nel quesito. Noi in quanto isola siamo una specificità nella specificità, e dovremmo essere allarmati, perché con la clausola di supremazia e la ridotta competenza delle Regioni in tema di sanità, di ambiente, di trasporti e infrastrutture, verremo fortemente penalizzati nel caso di un’azione di Governo che induca anche una spending review per quanto riguarda gli ospedali, le strutture sanitarie eccetera. Tutti argomenti in cui i sindaci e i consiglieri regionali perderebbero ogni voce in capitolo, e ne perderemmo anche noi cittadini perché non avremmo nessuna possibilità di esercitare pressione su di loro, perché diventerebbero problemi che non gli riguardano più».

«Il Parlamento – rammenta la Calise – sarà composto quasi esclusivamente da rappresentanti del partito che vincerà le elezioni, e il senato sarà rappresentato da sindaci e consiglieri regionali che con la nuova legge elettorale saranno espressione della maggioranza di Governo, per cui non ci sarà nessuna opposizione o rappresentanza popolare. Adesso – dopo anni in cui l’erosione della rappresentanza popolare è diventata quasi impercettibile da parte di noi cittadini – finiremo con non l’avere più voce. Ciononostante tutto questo ci scivola addosso, perché la nostra sensibilità è stata ridotta talmente tanto che orami percepiamo la cattiva politica – oppure le decisioni che ci vengono imposte dall’alto, anche negative per noi stessi – come qualcosa su cui non possiamo avere alcuna influenza. Purtroppo le accettiamo con rassegnazione – conclude l’avvocato Calise – e la riforma costituzionale arriva in un momento storico in cui la sensibilità dei cittadini è ridotta al lumicino».

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