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Meno male che è finita

Sì, per fortuna è davvero finita. Ieri sera allo scoccare della mezzanotte è giunto il triplice fischio finale dell’arbitro, che ha sancito così lo stop alla campagna elettorale di Serrara Fontana. Una delle più truculenti e deprecabili di sempre, e gli attori e protagonisti nulla hanno fatto per smentire quella che era una marcata impressione maturata all’inizio della contesa e pure mentre ci si trovava a metà dell’opera. Da questo momento fino alle 15 di lunedì dovrebbe scattare il silenzio elettorale: dovrebbe, appunto, dal momento che una normativa davvero sui generis impedisce di comiziare e di apparire sul televisioni, radio e giornali, ma non di dar sfoggio del meglio (o nel caso di specie del peggio) di sé sui social o anche in strade e piazza.

Che, in un paesino davvero di piccole dimensioni, possano diventare megafoni davvero di non poco conto. Le compagini “Andiamo avanti per Serrara Fontana”, che candida a sindaco Irene Iacono, e “L’amico in Comune” che invece ambisce a vedere primo cittadino del Comune montano Cesare Mattera, non hanno fatto davvero nulla per evitare di dirsele e darsele di santa ragione, arrivando a scadere davvero a livelli forse mai raggiunti prima all’ombra del Monte Epomeo e per certi “pettegolezzi” forse neanche nella storia della nostra isola. Intendiamoci, nessuno si aspetta una campagna elettorale all’insegna del “volemose bene”, frizioni e stoccate reciproche se vogliamo erano inevitabili: un’amministrazione che va a casa perché alcuni consiglieri si sfilano e sfiduciano il sindaco, il vicesindaco uscente che decide di sfidare il primo cittadino uscente dopo che i due hanno trascorso dieci anni (più o meno) a braccetto rendevano impossibile la circostanza che il clima potesse essere disteso. Nessun dubbio, ma a un certo punto la sensazione è che il bicchiere abbia strabordato e da quel momento si sia andati un po’ tutti – chi più e chi meno – in corto circuito. Col risultato che abbiamo assistito a una guerra senza esclusione di colpi. Tutti naturalmente bassi, che ve lo diciamo a fare.

E così Serrara Fontana, quasi senza volerlo, si è ritrovata all’improvviso a rivestire quasi il ruolo di ombelico del mondo. Con tutti i problemi che attanagliano oggi l’Italia e il genere umano che si sono per incanto riversati su questo piccolo angolo di paradiso. Casa per casa a raccontare di storie di corna, di rapporti più o meno segreti o sul punto di terminare, di un culto della famiglia che non sarebbe stato rispettato appieno. E poi ancora ecco un’ampia e articolata discussione sul ruolo delle donne che ancora una volta sarebbe stato minimizzato, per non parlare poi addirittura di veri o presunti traumi infantili con episodi di bullismo che avrebbero indotto qualcuno a schierarsi contro l’altro. E poi abusi edilizi, dispetti, denunce per l’acqua rubata, per una stanza in municipio occupata abusivamente per dieci anni (nel senso che non si è prodotto nulla per il paese) fino a fare anche qualche capatina su quello che pure poteva essere un “massimo sistema” – quale ad esempio il PUC, alias Piano Urbanistico Comunale – se non fosse che pure una questione tanto delicata e importante per il paese sia stata ridotta a rissa elettorale da saloon. Tutto questo mentre consulenti, spin doctor e addetti stampa più o meno occulti hanno preferito solcare sentieri che fin qui erano ignoti da queste parti. Dal candidato che parla mentre è alla guida della propria vettura a coloro che scelgono location diverse, passando per chi rivendica la propria storia, passata, presente e futura.

Su tutte le contumelie che sono volate in questo mese, preferiamo stendere un velo pietoso per due motivi. In primo luogo, perché certe cose è meglio dimenticarle quanto prima e laddove possibile non tramandarle ai posteri (ma la cosa è alquanto difficile, il motto “verba volant scripta manent” è ancor più attuale oggi che grazie alle moderne tecnologie tutto resta negli archivi telematici) e in secondo luogo perché ci auguriamo che a partire da lunedì pomeriggio quello a cui abbiamo assistito possa essere ridotto a un “temporale di passaggio”, anche se non durato propriamente lo spazio di un amen. Già, dicevamo di lunedì: certo prima delle 17 Serrara Fontana scoprirà il nuovo sindaco e a questo punto non sappiamo se è auspicabile che il vincitore, chiunque egli o ella sia, esca dalle urne con un successo di misura. Con l’aria che si è respirata in questo periodo l’impressione è che un paese spaccato a metà non farebbe bene a nessuno. E, certamente, un risultato del genere non contribuirebbe a rasserenare animi fin troppo bollenti. E allora, nel momento in cui cala il sipario, facciamo il nostro sincero in bocca al lupo a Serrara Fontana e alla sua gente. Che ne abbia bisogno, a onor vero, resta una certezza più che l’ennesima impressione.

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