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Mobilità, il paradosso (e la fortuna) di Procida: «Adesso il traffico è in bicicletta»

Dopo aver ascoltato i sei sindaci dei Comuni dell’isola di Ischia sulla questione traffico e mobilità, diamo spazio al primo cittadino di Procida, Dino Ambrosino. È lui che, da sindaco, dal 2017 ha deciso di far cambiar rotta alla sua isola. Basta macchina, stop al traffico ed all’inquinamento. Così è cominciata la trasformazione. «L’isola è piccola ed in proporzione le auto sono tante. Per questo nel 2017 abbiamo dato una svolta. Abbiamo deciso di salvaguardare la nostra salute e quella della nostra isola», ha detto Ambrosino. Al 31 dicembre dello scorso anno, Procida contava 10500 abitanti  circa per 7800 veicoli immatricolati. Un numero enorme se si considera che l’isola di Procida ha un’estensione di poco più di 4 chilometri quadrati.

Sindaco si dice che abbia risolto il problema traffico? È così? 

«Magari. Il problema ovviamente non è risolto. Ma rispetto agli anni addietro abbiamo fatto dei grandi passi in avanti».

Come è cominciato il processo di trasformazione? 

«Il paese ha una alta densità abitativa il che ha un grande impatto sulla mobilità. Anche se abbiamo un numero di veicoli inferiore rispetto all’isola di Ischia, anche rapportato alla popolazione, c’è una maggiore densità abitativa il che accentua il problema traffico. In pratica tutti i veicoli sono concentrati in un piccolo territorio. E per questo sembrano tantissimi. Anche di più di quelli che poi sono nella realtà. Partendo da questi dati, dagli anni ‘80 le amministrazioni che si sono succedute hanno lavorato per bloccare il traffico sull’isola».

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Che cosa fate nel concreto? 

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«In primavera proponiamo le domeniche ecologiche chiudendo il nostro paese al traffico. E non solo. In estate dalle 19 chiudiamo l’isola in modo radicale. Questo divieto totale di circolazione non prevede deroghe se non per i diversamente abili ed alcune deroghe su richiesta per le persone anziane o per chi deve recarsi a lavoro e proprio non può fare a meno di andare in auto. C’è un disagio che, però, è ben compensato dal beneficio di vedere il paese libero da auto e scooter. Lo apprezzano i turisti ma anche i residenti. È una gioia per tutti vedere l’isola libera dai veicoli».

E come si circola sull’isola di Procida?
«C’è stata una larghissima diffusione delle biciclette elettriche. Quando interdiciamo il traffico ai veicoli, a Procida si circola in bicicletta sia su quella ‘tradizionale’ che quella con pedalata assistita».

Il traffico veicolare quindi non c’è, ma ci sarà quello relativo alle due ruote? 

«Può sembrare una battuta, ma è così. In questi anni stiamo cercando di educare i nuovi ciclisti che a me piace definire i ‘ciclisti di nuova generazione’. Abbiamo fatto degli incontri nelle scuole di educazione stradale e delle campagne per far capire che anche in bicicletta bisogna rispettare i segnali stradali. E non mancano episodi ‘curiosi».

Cioè? 

«I nostri vigili hanno multato alcuni ciclisti perché non rispettavano i sensi di marcia. La municipale è arrivata a questi casi limite perché bisogna far capire che è una questione di sicurezza oltre che di decoro. In pratica abbiamo meno problemi con gli automobilisti indisciplinati, ma ci troviamo di fronte ad alcuni ciclisti indisciplinati. Per questo siamo subito intervenuti».

Ai sindaci dei sei Comuni dell’isola di Ischia cosa consiglierebbe? 

«Non credo che abbiano bisogno dei miei suggerimenti, ma credo che debbano comunque fare qualcosa. Ischia è un’isola che vive grazie al turismo e non ci si può permettere il ‘lusso’ di far andar via i vacanzieri scontenti perché hanno trovato Ischia caotica. Chi viene ad Ischia va via scontento se per percorrere pochi chilometri resta imbottigliato nel traffico e ci impiega tempo. La vacanza deve essere rilassante e non stressante. Pe questo credo che i sindaci debbano andare incontro alle richieste dei turisti anche a costo di porre in essere delle misure impopolari».

Quali possono essere? 

«I sindaci devono capire che l’isola deve essere a servizio dei turisti e non degli isolani. I residenti, soprattutto in estate, devono lasciare le loro auto chiuse in garage per far spazio a quelle dei vacanzieri. Bisogna andare incontro alle esigenze dei turisti in tutto e per tutto. Il turismo è il petrolio di Ischia, non le macchine dei residenti. Ed allora gli amministratori non devono aver paura. Se oggi sono adottati dei provvedimenti che potrebbero sembrare a primo acchito impopolari, domani tutti saranno grati. E poi c’è un’altra cosa».

Che cosa? 

«Quando si chiudono le strade e si ‘obbliga’ a camminare a piedi si scopre un’isola nuova. Camminando a piedi o in bicicletta si scoprono dei posti nuovi che prima, pur passandoci avanti tutti i giorni, non avevamo mai visto. È la magia che ci regala il solo fatto di parcheggiare l’auto. E poi camminare a piedi, fa bene alla salute sia nostra che dell’ambiente. Anche perché in tanti paghiamo per andare in palestra per fare del moto anche se poi capita di tirarsi indietro per percorrere 500metri a piedi. Ma questo è uno dei paradossi dei giorni nostri. E Ischia, come Procida non ne fanno eccezione».

Giovanna Ferrara

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