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Niccolò Ielasi, da Ischia a Los Angeles con un sogno a suon di musica

Di Isabella Puca

Ischia – Che l’isola avesse un giovane dotato di vero e proprio talento in fatto di musica ne eravamo già pienamente consapevoli, ma Niccolò Ielasi con “Black girl magic”, brano che ha prodotto, arrangiato e diretto, ha emozionato davvero tutti. Nemmeno una settimana fa la prima pubblicazione sul canale del college di Berklee ed è stato subito un tamtam di condivisioni tra contatti ischitani e non che hanno fatto raggiungere più di undici mila visualizzazioni in pochissimo tempo. Abbiamo raggiunto il nostro talentuoso musicista fino a Los Angeles che in un’intervista ci ha spiegato la genesi di questo brano, raccontandoci un po’ della sua avventura musicale che lo vede fisicamente lontano dalla sua isola.  «Il brano “Black Girl Magic” è nato a Boston qualche mese fa, – ci racconta Niccolò – quando la mia amica Niya Norwood, cantante del brano, mi ha chiesto di scrivere insieme. Le ho mandato una traccia completa della musica. Due giorni dopo è venuta a casa e aveva già tutte le parole. Abbiamo cambiato un paio di dettagli, dopodiché era pronto. Inizialmente era nato come pezzo per piano e voce. Poi si è presentata l’occasione di registrarlo nel gran teatro della Berklee e allora ho deciso di produrlo a arrangiarlo per la band, includendo strings e fiati. Il pezzo sta avendo successo, secondo me, perché ha un messaggio di grosso impatto sociale. Parla di cosa significhi crescere come donna di colore in una società storicamente razzista. È una storia di coraggio e racchiude un messaggio molto positivo e di speranza per coloro che tuttora crescono vittime di discriminazioni senza alcun senso». Niccolò Ielasi e NiyaUn tema dunque, purtroppo ancora attuale che insieme a una musica travolgente, emotivamente parlando, sta lasciando davvero il segno. Cinque anni fa Niccolò è atterrato a Boston iniziando il suo percorso di studi al Berklee college of music di Boston. A maggio ha ricevuto una doppia laurea in pianoforte e arrangiamento/produzione e da due mesi vive a Los Angeles cercando di costruire una carriera nel centro dell’industria musicale. «Il primo approccio con la musica è avvenuto a sette anni nella scuola di musica Yamaha a Ischia. Non è stato subito rose e fiori; la testa era più nel basket e nel calcio. Poi, nel corso degli anni, mi sono appassionato sempre di più e a 13 anni ho cominciato lezioni private sia di Jazz, che sarebbe diventato la mia prima vera passione, sia di classica e tecnica pianistica». Il talento naturale di Niccolò è stato, così, alimentato da una forte passione e tanto esercizio, elementi che sono un po’ la chiave di qualunque successo.  «Ci sono stati due momenti fondamentali che mi hanno fatto capire cosa volessi fare nella vita. Il primo è stato l’acquisto da parte della mia famiglia di un pianoforte di grandissimo valore, un investimento sicuramente troppo importante da ignorare. Il secondo, la possibilità, tramite Umbria Jazz Festival, di approdare a Boston nel 2008 per un programma estivo di 5 settimane e di scoprire la stupenda realtà del Berklee». Da fortunate coincidenze l’inizio, cinque anni fa, di un vero e proprio sogno che, a poco a poco è diventato realtà e dove Ischia ha sempre un posto speciale. «Mamma Letizia è sempre la mia fan numero uno. Niente sarebbe stato possibile senza di lei e il suo modo unico di spingermi e supportarmi. Ischia e i suoi colori, poi, sono sempre stati di grande ispirazione. Spesso mi è capitato di ritrovarmi su un aliscafo all’ora del tramonto… dopo mesi e mesi in una città americana, l’odore del mare, il colore del nostro cielo e del nostro sole riescono sempre a incantarmi. C’è un pezzo strumentale che ho scritto la scorsa estate mentre tornavo, s’intitola “As I Return”. Presto lo registrerò ed è una sorta di inno alla nostra terra». Tanti i riferimenti musicali a cui Niccolò si è ispirato nel corso dei suoi studi e non solo, «da un punto di vista pianistico il mio punto di riferimento, giusto per sceglierne uno solo, è sempre stato Herbie Hancock. Lo stile di arrangiamenti e produzioni su cui lavoro ultimamente sono ispirati in gran parte al lavoro leggendario del “Hit – Man” David Foster ed il grandissimo “Quincy Jones”. Amo la musica elettronica, ma c’è qualcosa di diverso nel portare musicisti reali con strumenti reali in uno studio, su un palco. C’è un fattore umano che non può e non deve essere dimenticato. Corriamo troppo oggi, cerchiamo sempre soddisfazione immediata e emozioni piatte. Uno degli obiettivi musicali della mia carriera è senza dubbio quello di salvaguardare l’amore ed il rispetto per gli strumenti acustici, per la musica dal vivo e per le diverse emozioni umane che troppo spesso, seppure non sempre, vengono perse nelle produzioni puramente elettroniche. Non me ne vogliano i miei amici dj, io apprezzo anche la musica elettronica. La mia non è assolutamente una critica al loro operato, quanto piuttosto una difesa di certi valori artistici che si stanno gradualmente perdendo». 14089295_1069664596450576_3143208928779657361_nPur essendo solo all’inizio della sua carriera musicale, sono tanti i riscontri positivi ricevuti, ma Niccolò non intende montarsi la testa, «l’ importante è sempre restare umili in qualsiasi punto della tua carriera. Io sto appena cominciando e ho tanto, troppo, da imparare per potermi definire già uno che ce l’ha fatta. Ho grossa consapevolezza dei miei mezzi e delle mia capacità, ma bisogna sempre essere pronti a spingersi oltre e a spostare l’asticella un pochino più in alto. L’unico modo che un artista ha di migliorare costantemente è quello di non sentirsi mai arrivato. È una lotta continua con se stessi, una sfida emozionante, fatta di alti e bassi, uno sforzo quotidiano per essere l’artista migliore che tu possa essere». Pronti per ascoltare un altro brano che porta la sua firma ed emozionarci a occhi chiusi, chiediamo a Niccolò dei suoi progetti futuri certi che sentiremo ancora a lungo parlare di lui e della sua musica, «voglio essere un musicista versatile e lavorare tanto quanto pianista/tastierista che come arrangiatore e produttore. Mi piacerebbe molto riuscire ad andare in tour con un grande nome. Fare ciò che si ama e viaggiare facendolo penso sia il sogno per chiunque. Sono pronto alla sfida, credo molto in ciò che ho imparato e nelle capacità che ho acquisito negli anni. Ora è una questione di conoscere bene la realtà Los Angelina, far sì che le persone comincino a conoscere il mio nome e riuscire a fare le connessioni necessarie. Il mondo della musica, quanto meno a livelli alti, richiede certo grosse capacità e abilità, ma senza le tue “networking skills” non vai da nessuna parte».

 

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