LE OPINIONI

Niente scuse, ma azione!

È arrivato un nuovo anno, e con esso tanti buoni propositi ora, sta a noi metterci d’impegno e provare a “non rimandare a domani quello che potremmo fare oggi”. Quante volte abbiamo detto, sentito o pensato queste cose? “Inizio tante cose ma non le porto mai a termine!” , “Mi mancano le informazioni per prendere una decisione”, “Ho tante cose da fare ma non ho mai tempo!” “Devo finire quel lavoro ma il tempo non mi basta mai!” “Lavoro meglio sotto pressione, quindi aspetto” , “Aspetterò di avere l’umore adatto“ etc. Ma, tutto ciò non ha a che fare realmente con la mancanza di tempo, con la pigrizia o con la stanchezza; riguarda, “credenze” inconsce e radicate che utilizziamo per rapportarci con noi stessi, gli altri e il mondo.

In Psicologia si definisce procrastinazione quel comportamento che spinge a ritardare volontariamente un’azione nonostante prevedibili conseguenze future negative, optando quindi per il piacere di breve durata a costo dei benefici a lungo termine. In parole più semplici la procrastinazione si riferisce all’atto di sostituire attività prioritarie e importanti con attività piacevoli o compiti meno rilevanti o urgenti. Piers Steel, docente della Haskayne School of Business presso l’università di Calgary (in Canada), esperto sul tema della procrastinazione ha pubblicato uno studio, nel quale spiega da un punto di vista scientifico i motivi che ci spingono a “prendercela comoda”.

Secondo Steel chi continua a rimandare azioni e decisioni ha poca fiducia in se stesso e aspettative molto basse sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo.

Altri fattori caratteriali che spingerebbero “a rimandare a domani” sarebbero l’assenza di motivazione, la scarsa impulsività e la poca capacità di concentrazione. Non tutti i ritardi sono comunque da considerare come procrastinazioni: il vero “rimandatore” è, infatti, assolutamente convinto che sarebbe meglio mettersi subito al lavoro, ma non riesce a cominciare. Steel stima che il 15-20% della popolazione sia composto da procrastinatori: se questo dato fosse confermato, il fenomeno implicherebbe costi sociali molto elevati. Scarse performance professionali, ritardi nei pagamenti e un rallentamento generale dell’attività economica sarebbero solo alcune delle conseguenze immaginabili. Tutto questo, dipenderebbe anche dalle tentazioni a portata di mano, e alle quali è difficile resistere, come un collegamento a Internet sempre disponibile che ci spinge a perdere tempo navigando invece che terminare un lavoro. Ma non dobbiamo dimenticare la forza di volontà, che tutti noi abbiamo, che ci permette di combattere questa brutta abitudine. “Se vuoi, puoi” ma dobbiamo allenare il nostro autocontrollo a resistere alle tentazioni.
Ma perché procrastiniamo? Le cause primarie della procrastinazione sono varie e possono essere di natura cognitiva ed emotiva.  Perfezionismo: la persona si sente insicura e incapace di fronteggiare una situazione, un compito o un problema; l’idea irrazionale dietro questo comportamento è che “se non riesco a farlo in maniera perfetta allora non ne vale la pena,”. Questo modo di pensare è tipico di alcuni studenti convinti che passeranno un esame solo se studieranno tutto il programma alla perfezione.

  •  Paura di fallire: la paura può essere talmente forte e invasiva da bloccare qualsiasi tipo di azione e scelta sulla convinzione irrazionale che si otterrà sicuramente un fallimento.
  •  Paura del successo: in questo caso si sperimenta un forte senso di inadeguatezza, si pensa, infatti, di non meritare successi e riconoscimenti. Per questa ragione, si vive accompagnati da senso di colpa, ansia e stress.
  •  Rabbia e ribellione: si può sviluppare l’emozione della rabbia in seguito a pressioni e aspettative del contesto familiare e sociale che, nella maggior parte dei casi, non corrispondono ai desideri e bisogni della persona. La ribellione dunque è il segno manifesto di questa rabbia, che porta la persona a rinviare a lungo per difendersi da aspettative ritenute intollerabili.
  •  Timore delle conseguenze e delle responsabilità. 

Vorrei concludere con una citazione di Robert Anthony : “Procrastinare è una trappola. Troverai sempre delle scuse per rimandare. Ma la verità è che esistono soltanto due cose nella vita: le scuse e i risultati, e con le scuse non si va da nessuna parte”. Rimandare frequentemente ci porta ad ottenere due effetti negativi e cioè vivere costantemente nel futuro e attuare una serie di azioni superflue. La soluzione è ritrovare il piacere del “qui e ora” e il giusto tempo di fare le cose!

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Come potremmo farlo? 

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In primis diventando consapevoli delle aree in cui tendiamo a procrastinare maggiormente, dei pensieri e sentimenti in merito. Imparando a gestire e organizzare il proprio tempo. Facendo una cosa alla volta, concentrandosi su obiettivi, piccoli, concreti e quantificabili. Affrontando il rischio di sbagliare, di fare brutta figura, di fallire, di soffrire esistono ed è utile confrontarsi con le proprie emozioni rispetto a questo per avviare un processo di accettazione e consapevolezza. E soprattutto imparando a premiarci ogni volta che raggiungiamo un obiettivo.

Liberamente” è curata da Ilaria Castagna, psicologa, laureata presso l’Università degli Studi de L’Aquila, specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva Comportamentale di Caserta A.T. Beck

Tel: 3456260689

Email: castagna.ilaria@yahoo.com

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