LE OPINIONI

Quid Pro Quo, il “contratto” da cui nasce la coppia

Molti autori nel corso del tempo si sono chiesti quali fossero i fattori che entrano in gioco nella riuscita o meno di una relazione. Perché alcune coppie riescono ad attraversare i conflitti indenni, uscendone addirittura più forti, mentre altre affondano alla prima crisi? Le teorie sono state molteplici e non sarebbe possibile elencarle tutte. Oggi vi parlerò in particolare di due autori e delle loro tesi in proposito.

Jay Haley, psichiatra statunitense, nel 1986 ha provocatoriamente stilato una lista di regole d’oro per far fallire una relazione e vivere una vita di coppia infelice. La primissima di queste regole afferma che, per garantirsi un fallimento coniugale, bisogna scegliere un partner sbagliato o un partner per motivi sbagliati. Questa regola non vi lascerà sorpresi, ma cerchiamo di capire meglio cosa intendeva per “partner sbagliato” o per “motivi sbagliati”. Secondo l’autore, molto spesso avviene che la decisione di intraprendere una relazione amorosa o di convolare a nozze venga presa con l’intenzione di evitare una conseguenza non desiderabile. Ad esempio, per evitare di restare soli, di avere problemi economici in futuro, di dipendere per sempre dalla famiglia di origine. All’origine, quindi, non ci sarebbe una sana progettualità e il desiderio di costruire una vita di coppia insieme alla persona amata, quanto quello di sfuggire da una condizione indesiderata o da un futuro incerto. In questi casi, secondo Haley, la crisi nella relazione diventa altamente probabile. E, quando la coppia è in crisi, molti partner ricorrono alla terapia di coppia nel tentativo di salvare la relazione. In terapia di coppia, già nelle primissime fasi, si esplorano proprio quei fattori iniziali che, di fatto, hanno determinato la nascita della coppia e che non sembrano più sufficienti per tenerla in piedi. Talvolta il terapeuta chiede ai due partner di esplorare il cosiddetto Quid Pro Quo della coppia. Di cosa si tratta?

Nel 1877 D. Jackson definisce Quid Pro Quo Coniugale quel contratto simbolico e implicito che viene stabilito dai partner all’inizio di una relazione. Questo patto è spesso sottointeso, non verbalizzato, e stabilisce ruoli e regole per i partner, sebbene essi talvolta non ne siano consapevoli. L’espressione Quid Pro Quo significa proprio “qualcosa per qualcos’altro”, ovvero ogni partner fa qualcosa perché l’altro ne faccia un’altra. Il matrimonio, secondo Jackson, è quindi simile ad una contrattazione che stabilisce i diritti e i doveri dei coniugi. La capacità di negoziare e contrattare i compiti relazionali determinerebbe il successo o il fallimento del matrimonio.

Nessuna coppia, però, nasce nel “vuoto”: ognuno di noi ha un background culturale e sociale ed è portatore di un sistema di credenze sul matrimonio e sui ruoli di una moglie e di un marito. Poco conta, in realtà, quanto siamo emancipati e moderni: la famiglia di origine, l’esperienza indiretta fatta osservando altre coppie e la cultura di appartenenza determinano lo sviluppo di un sistema di idee, credenze, aspettative che influenzano anche le coppie meno tradizionali. La scelta di un partner risente soprattutto dell’influenza della famiglia di origine, in senso conservativo (desidero una relazione soddisfacente simile a quella dei miei genitori ) o riparativo (desidero una relazione diversa da quella infelice dei miei genitori).

Alcuni Quid Pro Quo sono utili e funzionali per alcune persone, garantendo un buon funzionamento di coppia, mentre per altre lo sono di meno. Pensiamo ad esempio al caso in cui tale “contratto” stabilisca che la moglie sarà dolce, affettuosa, comprensiva, accudente e il marito sarà determinato, pragmatico, realista. Questo accordo può rivelarsi utile per alcune coppie, ma non per altre. Un altro esempio è quello in cui alla donna assume un ruolo quasi materno, di cura, di “salvatrice”, mentre il marito assume il ruolo di bambino da far crescere e maturare. Sebbene questo contratto gratifichi inizialmente entrambi, col passare degli anni inizia a non essere più adatto a quella coppia. La crisi è inevitabile. I partner, infatti, sono cresciuti, maturati, così come è cambiata la relazione, ed è impensabile che le regole che li tenevano insieme decenni prima possano essere valide per sempre. La tenuta della relazione dipende dalla capacità di rinegoziare ruoli, regole, diritti, doveri, alla luce non solo di ciò che li ha fatti innamorare anni prima, ma focalizzandosi su ciò che la coppia è diventata nel tempo. Questo sarebbe, per gli autori, il motivo per cui il conflitto è un’occasione di crescita per alcuni e il motivo di separazione per altri: non tutte le coppie riescono a rinegoziare quel contratto che dovrebbe tenerli uniti. In terapia di coppia si accompagnano i partner nella difficile realizzazione di questo compito. L’obiettivo è quello di trasformare la crisi in un’opportunità di evoluzione, attraverso la riformulazione di regole nuove più realistiche e flessibili.

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Articolo della dottoressa Tiziana Di Scala (tel. 3208531292)“

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Liberamente” è curata da Ilaria Castagna, psicologa, laureatapresso l’Università degli Studi de L’Aquila, specializzanda presso laScuola di Psicoterapia Cognitiva Comportamentale di Caserta A.T.Beck

Tel: 3456260689Email: castagna.ilaria@yahoo.com

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