CRONACA

Nuova sfida per Riccardo Strada: «Ma non dimentico il Regno di Nettuno»

L’ex direttore scientifico dell’AMP di Ischia e Procida, nell’annunciare il suo nuovo incarico presso l’isola dei Ciclopi, non manca indirizzare qualche frecciatina verso la farraginosa di casa nostra, rimarcando che conserverà il cordone ombelicale con il Golfo di Napoli

L’ex direttore scientifico dell’area marina protetta di Ischia, Vivara e Procida torna a parlare del Regno di Nettuno. Il dottor Riccardo Strada, che fino al 2015 ha ricoperto l’importante ruolo tecnico all’interno del Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta non manca di esternare considerazioni caustiche all’alba del suo nuovo incarico presso l’area marina protetta dell’isola dei Ciclopi, una meraviglia marina situata nel cuore della Sicilia, a largo di Aci Trezza.

«L’avventura – scrive il dottor Strada – continua in altri mari. Sono stato chiamato a dirigere l’Area Marina Protetta delle isole Ciclopi, in Sicilia. Una delle punte di diamante del sistema italiano di protezione della natura, che da quando è mancato l’amico Emanuele Mollica, che ci manca tantissimo, ha subito un periodo di sbandamento e difficoltà. Hanno bisogno di un direttore con esperienza di aree “difficili – scrive l’ex direttore scientifico dell’area Marina Protetta ischitana – e chi, più di chi ha diretto o provato a dirigere il Regno di Nettuno può averne?»

A distanza di cinque anni dal decreto che di fatto ha sentenziato il licenziamento del dottor Strada dall’area marina protetta ischitana abbiamo chiesto quale sia l’impressione sullo stato di salute del Regno di Nettuno.

«Se fossi un cittadino qualunque che vuole avere qualche informazione in più sul Regno di Nettuno non saprei dove sbattere la testa – evidenzia il dottor Strada. Se mi immedesimo nelle esigenze di ricerca di un cittadino trovo un sito web totalmente abbandonato dal 2015-16. Le cose si complicano anche per le esigenze di ricerca di un giornalista. Non si capisce cos’è questo consorzio di enti pubblici. Tra l’altro essendo un ente pubblico dovrebbe pubblicare dei bilanci, delle delibere. Non si riesce a trovare nulla di tutto ciò. Insomma, l’impressione è che sia tutto fermo, immobile. In uno stallo continuo e perpetuo».

Eppure l’area Marina Protetta di Ischia, Vivara e Procida è davvero importante.

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«Assolutamente, se fossimo costretti a scegliere di portare avanti un’unica area marina protetta nell’intero Mediterraneo – il dottor Riccardo Strada non ha dubbi – la scelta dovrebbe ricadere sul Regno di Nettuno per la sua mirabolante varietà biologica. E’ possibile studiare tantissimi organismi a cui si aggiunge poi una bellezza del territorio impareggiabile. Ischia è bellissima, anche se si fa tanto per cercare di deturpare questa ricchezza».

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Lei scrive che non lascerà il Regno di Nettuno

«Non lascerò questa pagina, sottolinea il direttore Strada, scrivendo dall’account “Regno di Nettuno” di Facebook e non lascerò il Regno di Nettuno, Ischia e Procida. Ho partecipato alla creazione dell’AMP e non mi rassegnerò a vedere il più bel mare del Mediterraneo abbandonato, violato. Tale pagina – sottolinea il dottor Strada – non è quella ufficiale dell’area Marina Protetta, ma un punto di riferimento per le discussioni sul regno di Nettuno. Credo di avere il diritto di mantenerla visto che sono quello che ha fatto lo studio di fattibilità dell’area Marina Protetta – Credo fermamente nel regno di Nettuno, credo, come ho già detto, che non possa essere abbandonata. Una volta istituita un’area marina protetta è per sempre è più di un diamante!»

Quale consiglio si sente di fornire per fare in modo che l’Area Marina Protetta possa continuare a essere un punto di riferimento?

«La formula è molto semplice: i politici dovrebbero fare i politici e tecnici dovrebbero fare i tecnici. La separazione delle competenze è fondamentale per tenere in buona salute l’area marina protetta,così come per ogni gestione di istituti e organi della cosa pubblica. Quando sono stato a Ischia ho pregato in ginocchio tutte le amministrazioni, nessuna esclusa, di riunirsi e discutere assieme quale dovesse essere la direzione da prendere. Ciò è stato impossibile perché non tutti ma diversi politici influenti volevano prendere le decisioni di volta in volta. Per farle un esempio ricordo ancora i paletti che mi sono stati messi quando ho finanziato la ricerca sui delfini e le balene anche d’inverno per la necessità di avere un censimento anche invernale,visto che l’area marina protetta non è una prerogativa solo estiva. Anche quando è stata finanziato questo studio, fondamentale per la salvaguardia dei cetacei, c’è stato chi si è messo di traverso facendomi pesare questo finanziamento.

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