CULTURA & SOCIETA'

Oggi dovevano apparire i mercatini con la prima vendita dei “paciapaci” Il coronavirus snatura una domenica delle palme attesa sopratutto dai bambini

La primaverile tradizione delle palme gialle che ci introduce nel clima festoso della Santa Pasqua e dei giorni della Settimana Santa che la precedono, doveva incominciare ed aver luogo proprio oggi giovedì 2 aprile, a tre giorni dell’attesa Domenica delle Palme. A dare vita al primo impatto, dopo un anno di attesa, con i primi “paciapaci” gialli e verdognoli nell’improvvisato mercatino delle palme, dovevano essere gli appassionati, esperti e intraprendenti giovani intrecciatori, ragazzi e ragazze, della contrada di San Ciro, di Via De Rivaz e del Borgo di Celsa ad Ischia e della Marina a Casamicciola.

Costoro, già da questa mattina avrebbero dovuto occupare gli angoli delle strade del Centro di Porto d’Ischia, Ischia Ponte ed il lungomare di Casamicciola angolo Pio Monte della Misericordia con i propri cesti e bacinelle ricolmi di “paciapaci” gialli confezionati ad arte con le proprie mani come è sempre avvenuto per gli anni passati. Sarebbe dovuta incominciare così la prima vendita dei “paciapaci” e dare avvio al primo segnale di una Pasqua di gioia e di festa ed anche di invasione turistica. Invece niente di tutto questo. Quello di oggi è un giovedi che precede di poco la prossima Domenica delle Palme, è triste e senza colore nonostante la primavera che ci mette sempre il suo. Da sempre si dice: “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”.

Ma gli ischitani mai avrebbero pensato di dover quest’anno trascorrere la Domenica delle Palme, la Settimana Santa, la Pasqua e la Pasquetta in compagnia indesiderata con Coronavirus, un “cliente” di cui qui sull’isola si sarebbe fatto volentieri a meno. Ma tant’è, c’è e non possiamo nemmeno…trascurarlo. Il danno, lo sappiamo tutti, sarebbe mortale. Pertanto domenica prossima, Domenica delle Palme, sarà un giorno fausto e di gioia solo nello spirito per la Chiesa cristiano-cattolica di Ischia e del mondo, perché si immaginerà ed al contempo solo via streaming si celebrerà, in occasione della domenica delle Palme,l’ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme in sella ad un asino e seguito da una folla plaudente che sventolava alte foglie di palma in segno di giubilo. Al riguardo l’evangelista Giovanni così ha riportato: Dal Vangelo secondo Giovanni (12,12-16).

“In quel tempo. La grande folla che era venuta per la festa, udito che il Signore Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!». Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: «Non temere, figlia di Sion! Ecco il tuo re viene, seduto sopra un puledro d’asina». I suoi discepoli al momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte”. Infatti la Santa Pasqua di domenica 12 aprile , preceduta dalla Settimana di Passione che prenderà il via proprio domenica 5 aprile, incomincia praticamente da qui.

Dalle chiese di tutta l’isola, i sacerdoti parroci delle parrocchie trasmetteranno il messaggio di Papa Francesco, il Vicario di Cristo in terra. Il Vescovo di Ischia Mons. Pietro Lagnese si farà interprete della volontà del Santo Padre scendendo idealmente tra la gente, gli ischitani dell’isola e del mondo, come del resto farà il Papa stesso sul sagrato della basilica di San Pietro in Vaticano, per la benedizione delle palme che rimarranno nelle case dei fedeli, quale simbolo della pace universale. Sarà come a Gerusalemme, nello spirito e nella giustezza delle azioni, volte a glorificare il messaggio divino ed a ritrovare la pecorella smarrita di biblica memoria. Il Vescovo tra la gente, è la bella dimostrazione che Mons. Lagnese ha dato di sè lo scorso anno e negli anni precedenti , nell’ attesa domenica delle Palme, in Cattedrale e sul piazzale aragonese, allorquando impartì la sua benedizione insieme a Don Carlo, ai tanti ramoscelli di ulivo e “Paciapaci” (antica e tradizionale versione dialettale ischitana del Pace-Pace a intreccio), che furono innalzati da bambini ed adulti, madri e figlioletti, padri e nonni, con la devozione e l’entusiasmo di chi sapeva di partecipare ad una festa della propria chiesa a cui con fede gioiosa, si sentiva e si sente legato per la vita.

Ads

I fedeli di Porto d’Ischia ancora ricordano quando la mattina della Domenica delle Palme aveva luogo la suggestiva cerimonia dell’’offerta del ramoscello d’olivo benedetto che solitamente veniva consegnato direttamente dalle mani del Vescovo presente, ai comandanti di tutte le imbarcazioni all’ancora nel porto borbonico. Una bella e molto significativa cerimonia che purtroppo domenica prossima non vedremo per via della sospensione di tutti i riti liturgici della Settimana Santa in assemblea coi fedeli all’ aperto e nelle chiese, dovuta all’emergenza sanitaria del micidiale coronavirus che continua ad imperversare anche se con notevoli guarigioni.

Ads

La tradizione della benedizione delle Palme sul Porto d’Ischia fu inaugurata dal vescovo Mons. Antonio Cece in quella lontana domenica delle palme del 1960, allorquando, parroco della Reale Chiesa di Portosalvo, era appena da un anno, il compianto Don Pasquale D’Abundo che succedeva all’amato Don Franceschino Albano. Successivamente, negli anni in cui sono stati Vescovi a Ischia, l’hanno continuata i successori Vescovi Dino Tomassini, Diego Parodi, Antonio Pagano e da ultimo, otto anni fa 2012, Mons. Filippo Strofaldi. Con la venuta ad Ischia dell’attuale Vescovo Mons, Pietro Lagnese è avvenuto il mutamento della tradizione con Lagnese stesso a benedire le palme ad Ischia Ponte sul Piazzale Aragonese davanti al Castello e nella chiesa madre la Cattedrale. In pratica il Vescovo Lagnese Idealmente benediceva dalla Cattedrale, lo stesso anche le palme della comunità parrocchiale di Portosalvo, che si riuniva in concomitanza di orario intorno al proprio parroco don Luigi De Donato nella Chiesa Reale sul porto e sulla banchina perimetrale per svolgere la stessa cerimonia degli storici Vescovi del passato.

Foto Giovan Giuseppe Lubrano

antoniolubrano1941@gmail.com

Articoli Correlati

Un commento

  1. Vi siete dimenticati le ragazze che si mettono vicino la chiesa di San Pietro a ischia,che stanno da più di 30 anni!!!!!!!!!!!! E loro tramandano la tradizione che gli hanno insegnato i nonni!!!!!!!!!!!

Rispondi

Back to top button