CULTURA & SOCIETA'

Quando Buontemponi sull’isola “scherzavano” con audaci Pesci d’Aprile prendendo di mira personaggi della politica, della scuola e del turismo locale: quante vittime illustri

PESCE D'APRILE indica una tradizione, seguita in diversi paesi del mondo, che consiste nella realizzazione di scherzi da mettere in atto il 1º aprile. Gli scherzi possono essere di varia natura, anche molto sofisticati e hanno sostanzialmente lo scopo bonario di burlarsi delle "vittime" di tali scherzi

Il primo giorno d’aprile si è soliti dedicarlo al cosiddetto Pesce d’Aprile, giornata dedicata ad ogni genere di scherzo e gioco tra amici e parenti e personaggi in vista. Dato il periodo storico che tutti stiamo vivendo, fra pandemia ancora in essere e guerra Ucraina-Russia che mette in pericolo la pace nel mondo, non tutti  saranno dell’umore adatto per ridere e scherzare oggi. Noi comunque vogliamo spiegare l’origine del Pesce d’Aprile e perché si chiama proprio così.

Ma prima di farlo vogliamo ricordare che nella nostra i isola il pesce d’ aprile in passato stimolava la fantasia, diciamo così, umoristica di molti buontemponi isolani di ogni età che pur di fare lo scherzo all’amico, al professore o alla professoressa a scuola, al principale sul lavoro, ai politici locali e al personaggio assai in vista, si inventavano di tutto affinchè lo scherzo studiato e messo in atto sortisse l’effetto sperato, tranne che però procurare danni alla ,persone prese di mira. Un pesce d’aprile un po’ audace fu quello che nella sera del 1° aprile del 1972 capitò al compianto armatore Agostino Lauro. Il quale era sempre l’ultimo ad salire sulla nave delle 20,30 alla banchina del molo Beverello a Napoli.Quella sera mancava poco per mollare gli ormeggi e dare il segnale al proprio comandante per la partenza, quando dalla biglietteria lo informarono che per strada c’era un pullma con 50 ischitani a bordo provenienti da un pellegrinaggio a Roma che stava arrivando per imbarcarsi. Avrebbe tardato solo di una decina di minuti.- Agostino Lauro fermò tutto e decise di aspettare.I minuti che trascorsero erano quasi 60, un’ora e del pulman con i 50 paesani memmeno l’ombra. Agostino capì che doveva trattarsi di uno scherzo, anche perchè dalla biglietteria gli ricordarono che era il primo aprile.

Altro scherzo da pesce d’aprile nell’ ambiente politico locale fu quello che capitò al sindaco di Casamicciola comm. Antonio Castagna, al Prof. Pierino De Angelis a Ischia al sindaco si Serrara Fontana Carlino Mattera che con una telefonata quasi in contemporanea ricevettero dalla segreteria dell’allora Ministro On- Antonio Gava l’invito ad intervernire all’indomani mattina domenica alle ore 11,00 presso l’ Hotel Mediterraneo ad un incontro col Ministro ed al pranzo organizzato con altri politici della Democrazia Cristiana napoletana. Presente anche il Sindaco di Napoli Nando Clemente.Castagna, De Angelis e Mattera orgogliosi dell’invito furono puntualissimi, ma all’Hotel Mediterraneo di Napoli non c’era nessun incontro e nessun pranzo progrqammato con l’on. Gava. Lo scherzo da pesce d’aprile fu chiaro. La notizia dello scherzo partì da Ischia e furono in molti a pensare che gli autori del pesce d’aprile furono gli amici di partito Antonio Di Iorio e Enzo Mazzella. Di scherzi da pesce d’aprile a Ischia se ne contano ad iosa quando i tempi che correvano lo permettevano. Oggi l‘usanza è andata via via perdendo di mordente. Insomma si è ridotta sensibilmente. Solo i nostalgici delle tradizioni locali non hanno perso lo smalto del passato e continuano a fare…scherzi. Il PESCE D’APRILE indica una tradizione, seguita in diversi paesi del mondo, che consiste nella realizzazione di scherzi da mettere in atto il 1º aprile. Gli scherzi possono essere di varia natura, anche molto sofisticati e hanno sostanzialmente lo scopo bonario di burlarsi delle “vittime” di tali scherzi.

La tradizione ha caratteristiche simili a quelle di alcune festività quali l’Hilaria dell’antica Roma, celebrata il 25 marzo, e l’Holi induista, entrambe ricorrenze legate all. equinozio di primavera]. Le origini del pesce d’aprile non sono note, anche se sono state proposte diverse teorie. Una delle più remote riguarderebbe il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il quale avrebbe liberato miracolosamente un papa soffocato in gola da una spina di pesce; per gratitudine il pontefice avrebbe decretato che ad Aquileia, il primo aprile, non si mangiasse pesce[2]. Un’altra teoria tra le più accreditate colloca la nascita della tradizione nella Francia del XVI secolo. In origine, prima dell’adozione del calendario gregoriano nel 1582, in Europa era usanza celebrare il Capodanno tra il 25 marzo e il 1º aprile, occasione in cui venivano scambiati pacchi dono. La riforma di papa Gregorio XIII spostò la festività indietro al 1º gennaio, motivo per cui sembra sia nata la tradizione di consegnare dei pacchi regalo vuoti in corrispondenza del 1º di aprile, volendo scherzosamente simboleggiare la festività ormai obsoleta. Il nome che venne dato alla strana usanza fu poisson d’Avril, per l’appunto “pesce d’aprile”.Un’altra ipotesi vede protagoniste le prime pesche primaverili del passato. Spesso accadeva che i pescatori, non trovando pesci sui fondali nei primi giorni di aprile, tornassero in porto a mani vuote e per questo motivo erano oggetto di ilarità e scherno da parte dei compaesani.

Alcuni studiosi hanno inoltre ipotizzato come origine del pesce d’aprile l’età classica e, in particolare, hanno intravisto alcune possibili comunanze con l’usanza attuale sia nel mito di Proserpina (che dopo essere stata rapita da Plutone viene cercata invano dalla madre, ingannata da una ninfa), sia nella festa pagana dei Veneralia (dedicata a Venere Verticordia e alla Fortuna Virile) che si teneva il 1º aprile. L’origine del pesce d’aprile (ricorrenza che accomuna moltissimi paesi) non è storicamente determinata. L’ipotesi più accreditata tuttavia ambienta l’inizio di questo “culto” della burla in Francia. L’attuale calendario che noi tutti conosciamo, il calendario Gregoriano, venne adottato per la prima volta nel 1582. Prima di allora i festeggiamenti per il Capodanno duravano una settimana circa. Le celebrazioni iniziavano il 25 marzo (vecchia data dell’equinozio di primavera) per concludersi il primo aprile. Secondo questa corrente di pensiero la burla del primo di aprile andò in origine a colpire coloro che non si erano ancora abituati al nuovo calendario, continuando a festeggiare in questa data una festività ormai “spostata. Secondo la tradizione, molti francesi 31continuarono a festeggiare il giorno finale del Capodanno il primo di aprile, scambiandosi doni e regali com’erano abituati a fare. Questi iniziarono a essere però presi in giro dai primi “ideatori” del cosiddetto pesce d’aprile. Ricevevano infatti pacchetti vuoti o riempiti con regali assurdi, in cui compariva talvolta il dono di un pesce, però cartaceo: un semplice biglietto con la scritta “Pesce d’Aprile”. L’identificazione del giorno con il pesce però secondo alcuni può avere attribuzioni originarie al tempo  Cleopatra e Marco Antonio. Secondo la leggenda, il condottiero romano fu sfidato dalla sovrana d’Egitto in una gara di pesca. Per non fare brutta figura, egli ordinò ad un suo servo di attaccare al suo amo delle prede. Scoperto il trucco, la regina Cleopatra decise di attaccare all’amo un gigantesco pesce finto rivestito di pelle di coccodrillo. Da qui nasce la simbologia del Pesce d’Aprile.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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