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Parcheggio La Siena, “dimenticato” l’atto di sottomissione

I dodici cittadini che già avevano effettuato la battaglia per l’accesso agli atti hanno trasmesso, per il tramite dell’avvocato Bruno Molinaro, un atto di diffida stragiudiziale al Comune d’Ischia: nel mirino la mancata attuazione di quanto contenuto in una delibera di giunta

Sono tornati alla carica. Parliamo dei dodici cittadini ischitani che qualche tempo fa si sono resi artefici di un vero e proprio braccio di ferro anche di natura giudiziaria per riuscire ad ottenere l’accesso agli atti relativi al progetto del costruendo parcheggio “La Siena” all’ingresso di Ischia Ponte, riuscendo peraltro pienamente nel loro intento. Questa volta l’obiettivo di Gianni Vuoso, Nicola Mattera, Giuseppe Cuomo, Luciano Di Meglio, Adriano Calicchio, Raffaele Marino, Giuseppina Mattera, Salvatore Cuomo, Nicola Lamonica, Giuseppe Mazzella ed Alessandra Punzo è duplice e più articolato ed è contenuto in un atto stragiudiziale di diffida redatto dall’avvocato Bruno Molinaro ed avente ad oggetto “Atto stragiudiziale per la immediata esecuzione della delibera di giunta municipale n. 10/18, con obbligo di sottoscrizione nulla interposta mora dell’allegato atto di sottomissione”. Ma cerchiamo di spiegare in maniera semplice e pratica quello che è accaduto.

Il dispositivo n. 270 del lontano 2010 prevedeva una serie di accordi tra la Turistica Villa Miramare e l’ente di via Iasolino, tra cui posti auto messi a disposizione per i disabili ed altri per i residenti a prezzo “politico”: ma quell’atto non è stato mai redatto, come scoperto visionando la voluminosa documentazione. E adesso…

Il gruppo di cittadini, nel visionare gli atti ricevuti dall’ufficio tecnico comunale di Ischia, sono venuti a conoscenza di una delibera di giunta comunale (la n. 270 del 2010 relativa proprio al progetto del parcheggio multipiano interrato in località Siena e recante come oggetto l’approvazione di un atto di sottomissione tra il privato che realizzava le opere (la Turistica Villa Miramare) e l’ente locale di via Iasolino. Un atto sulla carta davvero importante perché tra l’altro prevedeva quanto segue: << Nel costruendo parcheggio, la Obbligata (ovvero la Soc. Turistica Villa Mfuamare S.p.A.) si impegna a mettere a disposizione dei cittadini residenti in località Ischia Ponte, numero 20 (venti) posti auto, riservati ai disabili, numero 30 (trenta) posti auto, riservati agli anziani, tutti ad una tariffa mensile in abbonamento, pari a 60 € mensili; Altri 50 (cinquanta) posti auto saranno offerti in abbonamento aì residenti della località di Ischìa Ponte ad euro 80. Dette tariffe risultano ridotte rispettivamente del 55% e del 40% rispetto a quelle praticate attualmente all’utenza non residente. Nel caso che I’Amministrazione opti per una chiusura radicale del centro storico di Ischia Ponte, l’Obbligata si impegna a ridurre ulteriormente le tariffe sopra indicate. La revisione di tutte le tariffe sarà legata direttamente all’indice ISTAT dei prezzi al consumo delle famiglie italiane >>. Come si nota, l’atto di sottomissione in questione vengono posti una serie di paletti particolarmente importanti e significativi, con i quali peraltro il Comune d’Ischia intende mettere anche dei “paletti” all’autonomia del privato chiamato in futuro a gestire la struttura.

Fin qui, direte voi, tutto normale. E allora qual è il problema? Semplice, che quell’atto di sottomissione che veniva sancito in una delibera dell’esecutivo non è mai stato firmato dalle parti, rimanendo così puramente teorico e sulla carta. Il che, al netto di come sia potuto accadere, rappresenta davvero una dimenticanza clamorosa. E non a caso i firmatari dell’atto di diffida redatto da Bruno Molinaro rincarano la dose e aggiungono: «D’altronde, non risultando la richiamata deliberazione mai revocata o annullata in autotutela e non avendo la stessa mai formato oggetto di sindacato giurisdizionale, nessun dubbio può sussistere in ordine all’obbligo – da parte di codesto comune – di darvi immediata e concreta attuazione (trattandosi di atto esecutorio), previa sottoscrizione della allegata bozza di sottomissione: fermo restando che le opere previste in progetto per la realizzazione delle pensiline fotovoltaiche “per nuovi posti auto su supporti a colonna di cemento armato ed ogni altra opera accessoria, Fatta eccezione per l’auspicato giardino pensile, non potranno essere in alcun modo realizzate, poiché – come già sottolineato – “finirebbero per rappresentare un quarto livello con gravissimo impatto sullo skyline e sulla visuale panoramica del famoso Castello Aragonese, simbolo prestigioso dì Ischia nel mondo e candidato al riconoscimento di patrimonio dell’Umanità”».

Da qui la richiesta dei dodici cittadini che per il tramite del proprio legale chiedono che il Comune di Ischia «dia immediata esecuzione alla predetta deliberazione di giunta municipale di giunta municipale del 19 dicembre 2010, n. 270, assumendo le consequenziali iniziative anche in ordine alla bilaterale sottoscrizione, “nulla interposta mora” della “bozza atto di sottomissione”. Con espressa avvertenza che, perdurando l’inadempimento, saranno attivati nei termini tutti i rimedi giustiziali e giurisdizionali previsti per legge, non esclusa la richiesta di nomina di un commissario ad acta per l’integrale soddisfacimento degli interessi pubblici lesi, nonché ogni altra iniziativa anche sul versante della responsabilità contabile-erariale”. E così la storia infinita del Parcheggio La Siena scrive l’ennesimo capitolo di un infinito romanzo. Stavolta, aspettando di capire cosa riserverà il futuro, si è reso necessario andare a scavare nel passato. Ma una cosa è certa: la dimenticanza è di quelle che a dir poco lascia perplessi.

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