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Poseidon, la nuova ‘Arethusa’ per la stagione 2017

Gianluca Castagna | Forio La spuma bianca accarezza la battigia, sfrangiata da secoli di vento e marosi. Non c’è afa, ad aprile, e ogni elemento del paesaggio, nella baia di Citara a Forio, si staglia nitido contro un cielo luccicante come il vetro. I venti si muovono liberi e le onde del mare che una volta portavano i pirati, incontrano oggi le acque dolci di uno dei parchi termali più belli d’Europa: i Giardini Poseidon.
Da aprile a ottobre, una delle realtà turistiche più solide e seducenti nell’immaginario del turista che visita l’isola d’Ischia. I vacanzieri della Costiera attraversano il golfo di Napoli anche solo per una giornata in questo splendido parco che rappresenta da decenni uno dei pilastri che tiene in piedi la fabbrica dell’impresa turistica di casa nostra.

Quale mito, meglio di Arethusa, la ninfa di cui s’innamorò il fiume Alfeo fino ad attraversare il mare pur di raggiungerla, può raccontare un luogo dove l’incantevole scenografia sposa la bellezza della natura e l’architettura dell’uomo? Ed è proprio la piscina Arethusa la novità della stagione 2017 che ha ridato un volto nuovo all’area termale dei Giardini di Citara.
«Abbiamo una nuova Arethusa – spiega l’architetto Bruno Macrì, responsabile tecnico dei Giardini – che regala un aspetto rinnovato al parco, nell’ottica di offrire sempre il meglio alla nostra clientela. L’intervento è consistito nello spostamento della pre-esistente Arethusa di 36° da una terrazza ad un’altra posta a quota superiore. Questo ha prodotto anzitutto una distribuzione più equilibrata delle vasche del percorso termale, in precedenza affastellate e troppo vicine l’una all’altra. La creazione di due nuove terrazze e di nuova vegetazione in luogo della pre-esistente piscina, ha generato un’area cuscinetto che rende più naturale e discreta la successione delle varie vasche del percorso termale. Il disegno della nuova Piscina Arethusa 36°, poi, è decisamente più accattivante e si presenta con un fronte sinuoso, armonico, con accostamento geometrico di tre cerchi intersecanti. Inoltre, la nuova collocazione, particolarmente felice, permette alla vista di godere di panorami mozzafiato».
«In realtà – continua Macrì – i lavori sono iniziati già nell’inverno 2014/2015. Si è trattato di un grande sforzo economico per la proprietà e di un impegno enorme di tutte le maestranze che hanno lavorato giorno e notte per offrire alla nostra clientela, già all’avvio di questa stagione, la fruizione completa di tutti gli spazi rinnovati».

La nuova Arethusa è realizzata con piastrelle del tipo Hydrotech (sistema che con la luce riduce la carica batterica) combinate con mosaico vetroso, mentre la lunga cascata cervicale è realizzata con blocchi di marmo peperino sagomati. È inoltre dotata di 2 panche laterali semi-circolari con seduta  forata dai cui fori fuoriesce aria azionata da pompe soffianti per un salutare idromassaggio per tutto il corpo. «Il risultato finale si integra in maniera organica all’interno del complesso sistema di terrazzamenti, perfettamente mimetizzato nel suo contesto, grazie alla sua forma sinuosa ed ai materiali utilizzati per il rivestimento delle superfici».
Primi riscontri? «Ottimi. Aspettiamo soprattutto le prossime settimane: per noi il ponte pasquale non ha presentato particolari numeri da record. Diciamo che è andata bene, in linea con la media dell’anno scorso, sugli 800 visitatori al giorno. Numeri stazionari rispetto alla stagione 2016. La maggior parte della clientela che ci ha scelto per le feste pasquali è composta da italiani. Per ora pochi teschi che verranno soprattutto a maggio. Il tempo, poi, non ci ha dato una grossa mano, perché è stato più fresco rispetto ai giorni precedenti, quando la temperatura era ottimale».


Eppure la Campania vanta numeri da record.
«In giro ho visto un turismo molto mordi e fuggi – replica Macrì – Pasqua è così, ci sono tanti giovanissimi che si organizzano per una gita con panino al sacco. Per un ragazzino che sceglie Ischia per trascorrervi la Pasquetta, l’ingresso in un parco termale come i Giardini Poseidon può comportare una spesa impegnativa. Contiamo di più sulle prossime settimane. Le aspettative per questa stagione sono buone, i segnali assai positivi. Sia nelle fiere dove abbiamo presentato la nostra struttura, sia dalle telefonate che riceviamo, la sensazione è che sarà una stagione positiva nel solco delle due annate appena trascorse, che ci hanno dato molte soddisfazioni in termini di numeri, qualità e varietà della clientela ospite del parco». A breve termine? «Per i ponti di primavera dipende sempre dal meteo. Le previsioni, tra un ponte e l’altro non sono buone, quindi la gente deciderà, come avviene ormai da tempo, all’ultimo minuto».
I Giardini sono ritenuti da tutti un’oasi di tranquillità, armonia ed efficienza. Un’isola nell’isola.
Ma fuori, appena fuori? «Rispetto a quando ci siamo sentiti l’ultima volta, credo un paio di anni fa, le cose non sono cambiate molto. La passeggiata che conduce al nostro parco e costeggia la spiaggia di Citara è rimasta com’era. I danni non sono stati riparati. So che c’è un progetto esecutivo, che l’amministrazione di Forio si sta attivando per trovare una soluzione definitiva per il ripristino dei luoghi e della loro integrità. Però, per questa estate, temo proprio che rimarrà così».

 

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