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Procida in Movimento guarda avanti a testa alta

Di Giuseppe Giaquinto

PROCIDA – Negli ultimi giorni, dopo il Consiglio Comunale del 13 agosto, abbiamo visto consumarsi l’ennesima sceneggiata isterica condotta dai veri azionisti de “La Procida che Vorrei” (ad eccezione del fake Andrea Scotto che, stranamente , in questa fase è rimasto silente) i quali attraverso facebook, con ancor maggiore cattiveria e odio, forse anche perché iniziano a perdere pezzi in maniera visibile, hanno tentato di ricondurre il tutto alla solita crociata contro “quelli di prima” che rei di aver portato l’isola sul baratro finanziario non hanno permesso all’amministrazione comunale di procedere all’esenzione del contributo di sbarco per i “Figli di Procida” che, nella seduta di ieri del consiglio comunale è stato aumentato da 2 a 3 euro dal gennaio 2019.

Precisiamo subito che non saremo noi i difensori di “quelli di prima”, così come comprendiamo che l’odio verso “quelli di prima” sarà una delle poche armi in mano a “quelli di adesso” per poter trovare un minimo di compattezza di facciata in vista delle elezioni comunali del 2020 e giustificare la propria franosa azione amministrativa. Riteniamo però giusto e corretto che, sin da subito, si faccia chiarezza. In questi tre anni di amministrazione tutte le responsabilità possibili ed immaginabili si scaricano, genericamente, su quelli di prima, colpevoli di aver commesso chissà quali nefandezze politiche, amministrative e contabili. Se così è riteniamo sia giunto il momento di fare i nomi dei colpevoli, rendere pubbliche le circostanze e i fatti, se ci sono, perché altrimenti è solo propaganda spicciola. Se ciò non avverrà, vuol dire che dietro accuse generiche celate tutta la vostra incapacità amministrativa, mancanza di idee e assenza di dialogo. Procida, a mia memoria, ha vissuto stagioni politiche fruttuose e altre più opache, ha avuto amministratori capaci e altri meno capaci, alcuni assidui nel lavoro e altri meno presenti. Però non è dato dimostrare che abbia mai avuto amministratori disonesti e/o delinquenti.

Noi di “Procida in Movimento” non ci facciamo intimidire da accuse gratuite e farneticanti. Sulla questione specifica restiamo dell’idea che, pur volendo prevedere un aumento del contributo di sbarco, che noi consideriamo controproducente e su cui formuleremo un’ipotesi alternativa, andavano esonerati i nostri procidani che vivono fuori dall’isola per i motivi più vari. Così come sono stati esonerati i cittadini di Monte Procida così come nei fatti vengono esonerati i turisti che sbarcano dalle motonavi charter ogni giorno, cosi come nei fatti vengono esonerati tutti quelli che con le loro barche ci inquinano e ci distruggono. A questo punto mi par di capire che i debiti che insistono e persistono sul comune di Procida debbono pagarli quelli che da anni non vivono più sull’isola. O meglio, qualche decina di migliaia di euro che si incasserà dal dazio che gli faremo pagare salverà Procida dal fallimento.

Ne prendiamo atto e continueremo la nostra battaglia per equiparare i procidani che vivono fuori agli altri cittadini che vivono lontano dalle altre isole italiane e che hanno fortissimi sconti sul trasporto marittimo ovunque siano ora residenti. Una battaglia che ad oggi vede d’accordo i comuni di Ischia e Capri ma non quello di Procida solo perché è una battaglia sostenuta da noi. Una battaglia di civiltà che vede coinvolte tutte le altre regioni con isole annesse ad eccezione della regione Campania. Che vede sensibili tutte le altre compagnie che svolgono servizio di trasporto per le isole italiane tranne quelle che operano nel golfo di Napoli.

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Per quanto mi riguarda chi mi conosce sa che non sono avvezzo alle polemiche. Se mi si vuole attribuire 24 milioni di debiti pregressi per aver fatto l’amministratore per 5 mesi nel 2015 senza aver fatto un solo debito, spendendo risorse pubbliche molto meglio di come hanno fatto “quelli di dopo” e lasciando eredità positive e pesanti di cui parleremo in altra sede, fatelo pure, salvatevi la faccia. Poi chi ritiene che le mie battaglie siano strumentali dico che in 40 anni di militanza politica e sociale e, sottolineo di militanza non di potere, di battaglie ne ho fatto tante per garantire progresso e civiltà’ alla mia isola e continuerò a farle senza mai trarne benefici personali. Sono abituato a guardare tutti negli occhi e ad accogliere chiunque con un sorriso perché non ho nulla da farmi perdonare. Al contrario di molti di voi abituati a reazioni isteriche, ad abbassare lo sguardo e a togliere il saluto a chi non la pensa come voi. Nessuno può intimidirmi, nessuno può togliermi la libertà di parola e di azione, nessuno può evitare le mie battaglie politiche e sociali e nessuno, a questo punto, può farmi cambiare idea sul fatto che Procida meriti amministratori capaci, umili e con alto senso della partecipazione, dei bisogni e visione del futuro. Da oggi, a maggior ragione, sono incamminato sulla strada di mettere a disposizione il mio impegno su molti temi che interessano il futuro dell’isola.

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