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Prova a imbarcarsi senza documenti, volano minacce e ceffoni

Sprovvisto di carta d’identità, un sedicente residente ha provato a imbarcarsi con biglietto agevolato sull’aliscafo delle 11.45 diretto a Procida e Ischia. Al rifiuto dell’addetto ai controlli fioccano insulti e schiaffi che ritardano la partenza di 20 minuti

Siamo ancora in inverno eppure non mancano, nonostante la bassa stagione dovrebbe essere foriera di pace e tranquillità, scene di rabbia ed escandescenza agli imbarchi. Scene che ci si aspetterebbe di assistere in piena stagione turistica, quando le lunghe file ai moli campani, il caldo opprimente e la pazienza difficile da trattenere, regalano ai residenti, ma purtroppo anche alle migliaia di turisti, scene di attacchi d’ira degni delle più chiassose sceneggiate napoletane.

I pendolari che ieri mattina erano appena sbarcati dalle imbarcazioni provenienti dalle isole e quelli in attesa di raggiungere Procida e Ischia non hanno potuto fare a meno di ascoltare urla e schiamazzi provenienti da uno degli ormeggi del Molo Beverello. Mancano pochi minuti alle 11.45 e l’aliscafo della Caremar sta per levare gli ormeggi per fare rotta verso Procida e poi Ischia. Un passeggero si avvicina alla passerella, con biglietto alla mano, pronto a sedersi sull’aliscafo che lo porterà verso l’isola d’Arturo.

L’addetto al controllo dei biglietti stacca il ticket e notando l’agevolazione di cui i residenti godono chiede, come è prassi, di mostrare i documenti. Ed è qui che inizia l’escalation di violenza verbale che è poi degenerata in una vera e propria aggressione fisica.

Il passeggero non trova i documenti, dice di averli persi, ma garantisce di essere residente a Procida e di avere quindi diritto all’agevolazione che fa risparmiare, e non poco, sul prezzo del biglietto per la traversata nel golfo di Napoli. Ma naturalmente l’addetto al ritiro dei biglietti non può fare eccezioni: chi non è provvisto di documento valido che attesti la propria residenza non ha diritto a salire a bordo con tariffa agevolata, deve tornare in biglietteria e pagare la differenza.

 Intransigenza che in pochi secondi fa scoppiare l’ira del sedicente residente che di sborsare altri euro non ne vuole proprio sapere. Dopo aver sottolineato più volte la propria di vivere nella più piccola delle isole del golfo di Napoli i toni si accendono. Il netto rifiuto da parte dell’addetto ai controlli dei biglietti fa partire un esplosione di insulti. I testimoni parlano anche di minacce di morte. La rabbia ai massimi livelli fa volare anche schiaffi e ceffoni, tant’è che per sedare gli animi sono costretti a intervenire anche i marinai.

Il Molo Beverello si trasforma così in un ring sotto gli occhi di chi in attesa attesa di imbarcarsi, spaventato per la scena d’ira, si allontana dall’imbarco temendo il peggio. I minuti passano e l’aliscafo che avrebbe dovuto partire alle 11.45 ritarda la partenza. Il passeggero non ne ha voluto sapere di pagare la differenza nè aveva intenzione di perdere l’aliscafo che gli avrebbe garantito di arrivare sull’isola di Troisi per pranzo.

Per sedare gli animi e soprattutto per consentire ai passeggeri di raggiungere Ischia e Procida senza ulteriori ritardi, il comandante dell’aliscafo della Caremar ha infine deciso di far salire l’aggressivo passeggero che proprio non voleva saperne di rimanere in terra napoletana e né di pagare il biglietto pieno, reputato ingiusto dato che, con veemenza il passeggero furibondo reclamava il diritto di salire a bordo anche senza documenti.

Minacce, cazzotti, spavento dei passeggeri: in men che non si dica la tranquillità degli imbarchi di inizio marzo al Molo Beverello si è tramutata in un coacervo d’ira e aggressività. Solo un preludio dei prossimi battibecchi che con una certa regolarità tramutano il porto di Napoli e delle isole in piccole bolge di aggressività. Solite storie che si ripetono e che preannunciano un anno carico di tensioni agli imbarchi verso e da le isole, come tradizione comanda.

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