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Rachael e Sean, dalla Scozia a Ischia per pronunciare il fatidico “sì”

La cerimonia civile si è svolta all’ombra della Torre Guevara, nel giardino che affaccia sulla baia di Cartaromana e sul Castello aragonese. A celebrare il rito è stata l’avvocato Mariangela Calise, coadiuvata da un’interprete, Emanuela Curci. La sposa, avvolta in un meraviglioso abito bianco, è giunta all’appuntamento a bordo della classica motocarrozzetta. Ad attenderla il futuro marito, che sfoggiava con orgoglio il tradizionale kilt

Di Francesco Castaldi

“E vissero tutti felici e contenti”. Alzi la mano chi non ha mai ascoltato o letto questa frase. È l’espressione, ormai cristallizzata nell’uso, con cui si concludono le fiabe che si leggono ai bambini prima del bacio della buona notte. Tuttavia, l’atteso lieto fine è spesso e volentieri preceduto da tutta una serie di vicende che di sereno hanno ben poco. È questo il caso di Rachael e Sean, una giovanissima coppia scozzese che ha dovuto attendere ben tre anni prima di potersi giurare amore eterno sotto gli “occhi” della Torre Guevara e del Castello aragonese di Ischia. Prima di raccontarvi il felice epilogo, però, è bene riavvolgere il nastro della storia e iniziare il nostro racconto dal principio.

DALLA PROPOSTA DI MATRIMONIO AL CASTELLO ALLA PANDEMIA. Nel 2019 i due fidanzati decidono di staccare la spina e concedersi una meritata vacanza in Costiera, a Sorrento. Ed è proprio lì che scoprono che esiste un collegamento diretto con Ischia. Incuriositi dalla meta, acquistano un biglietto e partono alla volta dell’isola verde. Rachael e Sean restano completamente folgorati dalla bellezza di Ischia. Nel loro giro, visitano anche il Castello aragonese. Ammaliato dal luogo dove fu celebrato il matrimonio tra Vittoria Colonna e Ferrante d’Avalos, Sean trova finalmente il coraggio di porre a Rachael la domanda delle domande: «Mi vuoi sposare?».

Ricevuto il commosso «sì» dalla propria compagna, non c’è più tempo da perdere: è ormai chiaro, infatti, che il loro destino è quello di convolare a nozze proprio sull’isola verde, che nel corso degli anni è stata scelta non solo per cerimonie analoghe, ma anche come location di importanti produzioni cinematografiche. I due prendono dunque contatti con Mariagrazia Pollio ed Erika Zappoli, due wedding planner che da anni organizzano matrimoni per stranieri. Tre anni fa, mentre sceglievano Ischia per sposarsi, gli aspiranti Renzo e Lucia non avrebbero mai immaginato di dover superare così tante difficoltà per veder finalmente realizzato il proprio sogno di pronunciare il fatidico “sì” su una delle perle più scintillanti e ricche di storia dell’intero Mediterraneo.

A febbraio 2020, con l’inizio della pandemia e il progressivo aumento di casi e decessi, la macchina organizzativa dell’evento subisce una drastica frenata. Rachael e Sean, che avrebbero dovuto sposarsi di lì a pochi mesi (e precisamente nel mese di giugno), devono accettare l’amara sentenza: il loro matrimonio – almeno per il momento – «non s’ha da fare». Così come altre coppie, decidono di posticipare il loro giorno più bello all’estate successiva. Anche il 2021, però, non ha sorriso ai nostri amici: le forti limitazioni causate dal covid, infatti, hanno condotto a un nuovo, inesorabile rinvio.

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SCENE DA UN MATRIMONIO. Archiviata (si spera per sempre) la lunga parentesi del covid, lo scorso 10 giugno Rachael e Sean sono riusciti finalmente a coronare il proprio sogno d’amore. Su proposta di Mariagrazia ed Erika, ho preso parte anch’io alla cerimonia. Incuriosito dall’evento e dopo essermi “armato” di macchina fotografica, in compagnia del buon Emanuele Di Maio mi sono recato poco prima dell’inizio della celebrazione alla Torre Guevara, che svetta sulla baia di Cartaromana. Ad accoglierci le due wedding planner e lo sposo, visibilmente emozionato e al tempo stesso divertito dal fatto che il suo matrimonio avesse addirittura attirato l’interesse di un quotidiano.

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A fare gli onori di casa è stata l’avvocato Mariangela Calise che, coadiuvata dall’interprete Emanuela Curci, ha avuto l’onere e l’onore di celebrare il rito civile alla presenza di un nutrito stuolo di amici e parenti, che in attesa della sposa ha trovato refrigerio grazie a bar allestito sfruttando un caratteristico camper Volkswagen. Poco prima dell’arrivo della sposa, il futuro marito è stato accompagnato “all’altare” dalla mamma. A differenza di quanto normalmente avviene, Rachael non ha accumulato un grandissimo ritardo. L’attenzione di tutti, poco dopo le 16, è stata richiamata dal suono del clacson del veicolo che la trasportava. Come era facile prevedere, la sposa, per il suo giorno più importante, non ha optato per un mezzo consueto (sarebbe stato assai banale), bensì per la classica motocarrozzetta. Anticipata da una graziosa damigella che spargeva petali, Rachael (avvolta in un meraviglioso ed elegantissimo abito bianco) è stata accompagnata dal padre dal suo Sean, che l’attendeva con malcelata trepidazione sfoggiando con orgoglio il kilt, il tradizionale indumento maschile scozzese.

Durante la cerimonia – che, come detto, è stata all’insegna del bilinguismo – l’avvocato Mariangela Calise ha letto una significativa frase dello scrittore Fernando Pessoa: «Amatevi come l’amore ama, senza altra ragione per amarvi che l’amarvi». Al termine del rito, dopo il classico e appassionato bacio, la sposa ha esclamato un «finally!» di sollievo, che racchiude e sintetizza tre anni di attesa, sconforto, paure e ansie. Dopo la tradizionale foto di gruppo con vista Castello, gli sposi hanno consumato un aperitivo all’ombra della Torre Guevara. Successivamente, a bordo della motocarrozzetta, hanno raggiunto il suggestivo borgo di Ischia Ponte, dove hanno gustato della frutta fresca offerta dallo storico panificio Boccia. Prima del ricevimento al Cocò Mare, i due neosposi hanno ricevuto un omaggio assai particolare: il mitico Topolino d’Ischia ha infatti dedicato loro una serenata. Augurando a Rachael e Sean di poter essere felici e innamorati per tutta la vita, li invitiamo a tornare presto a Ischia, che a ben vedere non è soltanto un’ambita meta turistica, ma anche un luogo dove suggellare il proprio amore.

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