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Report 2019 delle vie del mare da e per Procida, luci ed ombre

A tracciare l’andamento del 2019 l’assessore ai trasporti Lucia Mameli. Per Giaquinto, del Comitato Utenti Trasporti, a volte, i numeri fotografano situazioni che non sono quelle che vivono sulla propria pelle pendolari, studenti, utenti dei servizi in terraferma, isolani in genere

Arrivano di dati statistici che riguardano i collegamenti marittimi da e per l’isola di Procida, relativi all’anno appena passato, ed è l’assessore ai trasporti Lucia Mameli a darne una prima chiave di lettura. «A conclusione del 2019 insieme con Assoutenti sezione mare sono stati analizzati i dati del Trasporto Marittimo da e per Procida. E’ possibile avanzare qualche riflessione sull’andamento di un servizio che è essenziale per la vita di una Comunità isolana, essendo ad esso legati bisogni primari. Il trasporto marittimo è essenziale per cui la regolarità e continuità da raggiungere dev’essere molto elevata. Negli anni scorsi – dice l’assessore Mameli – è emerso che una copertura dei collegamenti al 98% per i servizi veloci ed al 99% per quelli con traghetto, può essere ritenuta accettabile. Per meglio comprendere tali valori basta considerare che una copertura al 99% per il Vettore CAREMAR significa la soppressione di 73 corse traghetto all’anno, cioè saltare una corsa ogni cinque giorni; mentre una copertura al 98% per il servizio veloce significa la soppressione di circa 100 corse veloci all’anno, cioè saltare circa una ogni 3 giorni e mezzo.

Va, però, detto che la valutazione della copertura del servizio comprende tutte le motivazioni di soppressione, comprese le c.d. cause “per forza maggiore”, ovvero per avverse condizioni meteo marine, che, anche se oggettivamente non cadono sotto il controllo del Vettore, sono decisioni assunte dai Comandanti delle unità navali, comunque dipendenti dei Vettori stessi.

Ciò detto – continua Lucia Mameli – passando all’esame dei dati complessivi del Servizio di Trasporto Marittimo da e per Procida relativi al 2019 si rileva:1) Il Servizio traghetti, pur non raggiungendo nessun Vettore la sufficienza, vede la CAREMAR abbastanza vicino a detta soglia, facendo registrare una copertura al 98,7 %; MEDMAR e GESTOUR, con coperture del servizio al 94,6% ed al 96,5%.2) Il Sevizio veloce, dove operano solo CAREMAR e SNAV, neanche raggiunge la soglia di sufficienza, visto che la copertura si è attestata al 96,8 %, ben sotto il richiesto 98%. In questo settore va osservato che SNAV, pur operando in regime di libero mercato, è risultata leggermente più efficiente di CAREMAR in quanto registra una copertura del 97,5% contro il 96,4 della CAREMAR. 3) Andando ad analizzare più nel dettaglio i dati, si osserva che, per il Servizio traghetti, CAREMAR, GESTOUR e MEDMAR raggiungono la soglia di copertura accettabile (99%) solo per 7, 6 e 3 mesi rispettivamente; ciò evidenzia un impegno maggiore da parte del Vettore GESTOUR rispetto agli altri due, anche stante la carenza di unità navali di quest’ultimo».

Considerazione diversa quella espressa Giuseppe Giaquinto, del Comitato Utenti Trasporti Isola di Procida, che dice: «Importante sempre affidarsi a statistiche e dati percentuali per leggere i fenomeni. Più complicato diventa interpretarli. Succede che, messi sotto i riflettori, i trasporti marittimi 2019 hanno un tasso di soddisfazione che, se pur non ancora sufficiente, presenta percentuali di effettuazione corse da parte delle compagnie di navigazione incoraggianti.

Eppure, la realtà è un’altra e, a volte, i numeri fotografano situazioni che non sono quelle che vivono sulla propria pelle pendolari, studenti, utenti dei servizi in terraferma, isolani in genere.

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Ad esempio, un dato di soppressione corse, per i motivi più vari, che sembra accettabile se spalmato nell’arco di 12 mesi diventa insopportabile se rapportato ai soli mesi invernali. Sappiamo bene, infatti, che in estate tutti vogliono navigare e sappiamo che in inverno la convenienza di effettuare le corse per le compagnie private diventa minore che in estate. Così come sappiamo che l’ inverno risulta il periodo dell’anno in cui le condizioni atmosferiche spesso suggeriscono di non effettuare le corse anche con una certa “facilità”. Ma, purtroppo, gli isolani si muovono in ogni stagione e sia inverno che in estate hanno necessità di servirsi del trasporto marittimo.

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E allora – sottolinea Giaquinto – a fronte di quei numeri confortanti, siamo costretti a fare i conti con periodi di 20 giorni e più in cui vengono sospesi simultaneamente i collegamenti con Pozzuoli dalle due compagnie private. Siamo costretti a fare i conti con vettori che al primo soffio di vento non fanno scalo a Procida, come succede per la prima corsa traghetto per Napoli del 7.05 e della corsa traghetto da Napoli delle 19.25. Proprio come si è verificato stasera 19 gennaio 2020, ma non solo. Eppure queste non sono corse come le altre, ma collegamenti fondamentali per pendolari ed isolani. Ma quei dati non ci dicono anche altro. Per esempio, non ci dicono che delle 13 corse su Pozzuoli ben 11 vengono effettuate con navi non idonee al trasporto di persone a mobilità ridotta. Quei dati non ci dicono che nei collegamenti veloci su Napoli abbiamo difficoltà se non impossibilità a far salire una persona in carrozzina, anche alla luce della recente sentenza di Cassazione che ha stabilito che “afferrare” a mano una carrozzina da parte del pur volenteroso equipaggio del mezzo navale è un’offesa alla dignità del diversamente abile ed una discriminazione che dovrebbe far considerare fuori legge i mezzi navali utilizzati per il trasporto pubblico, in modo particolare quelli che ricevono finanziamenti pubblici senza essere adeguati alle nuove normative europee. In Sicilia proprio su questo è scoppiato un caso giudiziario di tutto rispetto.

Sempre quelle percentuali non ci dicono che siamo costretti a viaggiare con mezzi di oltre 50 anni e nel caso del traghetto “Agata” della Medmar che effettua il 35% delle corse tra Procida e Pozzuoli viaggiamo con una velocità di appena 8 nodi. Un pontone pieno di scogli trainato viaggia a velocità maggiore. Il mitico “Raffaele Savarese” viaggiava a oltre 10 nodi.

Quelle percentuali non ci dicono che nei collegamenti con la terraferma abbiamo corse non soggette ad obbligo di servizio e quindi non sicure. Quelle percentuali non ci dicono che spesso le navi che fanno scalo a Procida per la terraferma non hanno posti auto sufficienti ed, in estate, neanche posti passeggeri, per imbarcare chi attende sulla banchina.

Quelle percentuali non sanno i disagi, i patemi d’animo, le mortificazioni degli isolani costretti a viaggiare via mare senza tutele. E noi – conclude Giuseppe Giaquinto – preferiamo stare dalla parte dei cittadini isolani e non delle percentuali».

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Nicola Lamonica

L’analisi dei dati, comunque letti, ci dicono che c’è ancora molto da fare e da ottenere sia sulla certezza del trasferimento, sia sulla qualità dello stesso. Accontentarsi significa fare il gioco di una politica regionale approssimativa e poco attena alla mobilità degli isolani, di chi non interviene per conservare nel Golfo equilibri e privilegi scandalosi in contrasto con la qualità della mobilità, della legge quadro regionale e con le direttive comunitarie, di chi in cattiva fede ritiene che la monopolizzazione sia assimilabile e compatibile con la liberalizzazione. In sostanza nulla di nuovo se non inganni, furbizie e … cedimenti istituzionali!

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