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Residenze di comodo, GIACOMO PASCALE «Fenomeno in calo perché non più conveniente come una volta»

«Credo che la questione vada analizzata sotto tre punti di vista. Innanzitutto non possiamo prescindere dalle normative vigenti. Chi è proprietario può tranquillamente fissare la propria residenza in un’abitazione sull’isola d’Ischia. Situazione che va distinta da chi fa speculazione eleggendo la residenza, magari senza essere titolare dell’immobile. La distinzione va fatta dunque tra le residenze fittizie, ove mai ci fossero, e quelle effettive, in capo a chi è proprietario della casa. Non c’è una legge dello Stato che vieta di avere la residenza in un luogo e il domicilio in un altro. E se l’acquisto di una casa consente di ottenere la residenza, non vedo problemi. Ben altro è cercare di stanare le residenze “false”, di coloro che speculano per ottenere qualche indebito vantaggio.  Secondo punto: le agevolazioni fiscali riguardano un’unica abitazione. Chi è residente a Ischia non paga l’Imu sulla prima casa, ma parallelamente paga tale imposta sulla casa in città e in diversi casi l’aliquota può essere addirittura molto più alta, cosa che ha indotto molti a ritornare sui loro passi. Dunque per motivi strettamente finanziari non risultava più conveniente mantenere la residenza laddove si trascorrevano solo brevi periodi all’anno. Il terzo e ultimo motivo riguarda le prestazioni sanitarie, in quanto non è possibile usufruire dei servizi del medico di base se non si è residenti in quel determinato luogo: quindi chi ha una residenza a Ischia non avrebbe alcun vantaggio, perché se di fatto la persona in questione vive a Napoli si ritroverebbe a dover pagare tutte le prestazioni. Il fenomeno delle residenze fittizie era più preoccupante negli anni ’80: oggi le opzioni citate hanno provocato uno spontaneo ridimensionamento. Questi sono, a mio parere, i tre ordini di motivi che hanno fatto sì che il fenomeno negli ultimi anni si sia ridotto spontaneamente.  Se le indagini sono mirate a individuate qualche furbetto, ben vengano, ma non credo che ci sia più una reale tendenza “di massa”. Duemila residenze al vaglio della Guardia di Finanza a Capri sono certamente un numero molto alto, ma parliamo di un’isola che non ha i numeri di Ischia, con un patrimonio edilizio nettamente meno esteso».

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