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‘Pe’ terre assaje luntane’ in mostra al Mann. Ronga: «Una grande gioia, una grande responsabilità. Forse l’ultima tappa di un viaggio straordinario»

Dal 18 dicembre al Museo di Napoli la storia dell'emigrazione ischitana

Dal prossimo 18 dicembre, nell’ambito della mostra ‘Thalassa’, la storia delle emigrazioni ischitane verso le Americhe sarà ospitata al Mann, spazio espositivo tra i più frequentati della città e uno dei musei archeologici più importanti al mondo. Un traguardo prestigiosissimo per un’esposizione giunta quest’anno alla 15° edizione. Ne abbiamo parlato con il suo curatore Salvatore Ronga.


Come nasce questa collaborazione con il Mann?
Grazie alprogetto “Thalassa”, la mostra evento che il Museo Archeologico di Napoli ha messo in cantiere per raccontare il mare nei suoi molteplici aspetti. Tra questi, anche il viaggio e l’emigrazione. Abbiamo incontrato il Direttore Paolo Giulierini già ad aprile, per poter dare un nostro contributo sul tema. Gli abbiamo proposto il progetto della mostra “L’emigrazione ischitana” che stavamo allestendo per la XV edizione della nostra manifestazione, progetto che è stato molto apprezzato da Giulierini e che sarà esposto al Mann con inaugurazione il 18 dicembre.

Cosa significa per l’Associazione ‘Ischitani nel mondo’ anche in termini personali, oltre che simbolici?
E’ una grande gratificazione che giunge dopo anni di intenso lavoro. “Pe’ terre assaje luntane” è diventata nel tempo un luogo di incontro, di proficue e continue collaborazioni con enti prestigiosi. “L’emigrazione ischitana” è una pagina della nostra storia, alla quale ci siamo dedicati con cura cercando anche di smontare tutti gli stereotipi con i quali ancora oggi il fenomeno è raccontato. L’approdo al Mann conferma la bontà e la serietà della nostra visione: raccontiamo gli ischitani in cerca di fortuna, ma soprattutto un’isola che si apre al mondo, l’avventura secolare dei pescatori che esportano tecniche e competenze in altri mari. Tutto questo cercando di non cadere nei pericoli dell’oleografia e del bozzetto folcloristico, ma sempre con il piacere della divulgazione. L’inaugurazione della nostra mostra al Mann è una grande gioia (ci piace credere che sia una gioia per tutti gli ischitani) ed è una grande responsabilità.

Si è appena chiusa la 15a edizione; in quale direzione continuerà il suo viaggio?
“Pe’ terre assaje luntane” è una manifestazione che negli anni ha acquistato credito nel campo degli studi storici sull’emigrazione, e non solo. E’ un’iniziativa che richiede dedizione e si basa sul lavoro puramente volontario degli associati. L’esiguità delle risorse economiche, ma anche la scarsa attenzione da parte dei soggetti, pubblici e privati, che sull’isola dicono di voler investire nel “turismo culturale”, non agevolano certo il lavoro di programmazione. Peraltro la nostra iniziativa suscita da sempre l’interesse dei turisti, non solo degli isolani. La mostra al Mann potrebbe essere l’approdo definitivo e ultimo, il finale di un’avventura che ci ha dato molte gratificazioni, oppure l’inizio di un viaggio in “altri mari”, lontani dall’isola. Lo dico da direttore artistico della manifestazione, e lo ribadisco da ischitano che ama la sua isola, non a parole.

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