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Rosaria Scotti: «È necessario un investimento in cultura di lungo respiro»

ISCHIA – «Sviluppo economico e culturale non sono andati di pari passo: a fronte di uno sviluppo capillare dell’offerta turistica non ci sono stati investimenti in cultura che abbiano in qualche modo contribuito alla formazione di un cittadino responsabile. Assistiamo a una sorta di bipolarismo della vita ischitana con un estate ricca di eventi (dove il più delle volte la cultura è ridotta a mero spettacolo a fini utilitaristici) e un inverno, lungo, dove l’isola offre poco e nulla. Qualcosa negli ultimi anni è stato fatto per i giovani, in particolare con l’associazione Luca Brandi, ma per il resto mancano interventi di lungo respiro su fasce di popolazione adulta. Anche i festival cinematografici che si svolgono sulla nostra isola e che tanto lustro danno all’isola, sono eventi che nascono e finiscono in una settimana, che servono a richiamare vip e a riempire gli alberghi, ma sul piano culturale non apportano nulla proprio per il loro essere iniziative che non si radicano in una rete di sviluppo del territorio che non preveda solo l’economico come valore fondante. Con questo voglio dire che l’ischitano non è aiutato ad uscire dalle secche di una mentalità di basso profilo, che in sintesi punta solo allo sfruttamento economico del territorio e le classi dirigenti che ha espresso riflettono bene questo stato di cose. A questo aggiungerei anche contraddizioni in seno allo stesso sviluppo alberghiero: i sei mesi di lavoro e quindi l’implicito ricatto di non essere più assunti finita la “stagione” favoriscono una mentalità servile e collusiva, la mancanza di altre opportunità di lavoro sul territorio al di fuori di quelle alberghiere ha spinto ad un uso intensivo dello stesso dal punto di vista dello sfruttamento turistico: ogni più piccola parte è stata sfruttata purché portasse soldi. Quindi direi che un investimento in cultura di lungo respiro da parte delle amministrazioni e una programmazione economica che offra maggiori opportunità ed estesa a tutto l’arco dell’anno sarebbero auspicabili. In questo senso l’opportunità offerta dall’istituto agrario non è da sottovalutare a mio parere in quanto punta ad offrire percorsi di crescita dal basso nel rispetto del territorio e soprattutto punta a diversificare il profilo produttivo dell’isola».

 

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