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SANT’ALESSANDRO: CORTEO STORICO MANCATO. “BUCHEREMO” ANCHE I 40 ANNI DALLA MORTE DI PAUL BUCHNER?

DI FRANCO BORGOGNA

I turisti e i residenti che, ad Ischia, aspettavano di assistere, come ogni anno, al corteo storico di Sant’Alessandro, i figuranti che si ponevano l’interrogativo se continuare a sfilare, interpretare lo stesso personaggio o cambiare, sono rimasti delusi. Quest’anno il corteo storico ha saltato un gradino e – si sa – la storia non sempre gradisce i “ salti”, che possono provocare traumatiche interruzioni. Non sta a noi stabilire colpe e responsabilità. Può darsi che i fondi messi a disposizione dall’Amministrazione comunale fossero sufficienti. Il problema di fondo, l’eterno problema ischitano è la difficoltà di programmare alcunché. Nell’indecisione, nel rinvio fino a dover improvvisare all’ultimo momento. Così può capitare che, in agosto, ci si trovi a non poter ospitare gruppi di attrazione per indisponibilità di posti letto alberghieri. L’idea, lanciata dal Comitato organizzatore, di una raccolta di fondi ( 50 euro cadauno), tra gli operatori economici, non convince, dati alcuni precedenti in cui i privati hanno dimostrato la loro indisponibilità alla contribuzione. Nella speranza che il mancato corteo costituisca uno sprone per tutti a far meglio per il futuro e a programmare un cartellone di eventi ( degni di attenzione) che vengano tempestivamente pubblicizzati ( il Comune dovrebbe creare un vero e proprio Albo delle manifestazioni  di pubblico interesse, che abbiano maturato almeno 3 anni di consolidamento) non possiamo non allargare il discorso ad un tema più generale. Qual è lo spirito di fondo ( lo zeitegeist, direbbero i tedeschi) di una manifestazione come il corteo di Sant’Alessandro? E’ il “ sentire comune” di un borgo. E’ l’appartenenza, l’origine, la contiguità, la condivisione di vicinato. E’ il volto sano del concetto di “ identità”, che oggi è stato completamente stravolto e frainteso come egoismo territoriale da contrapporre all’universalità dell’uomo. Niente di tutto questo: la ricerca identitaria “sana” parte dal borgo per allargarsi al mondo, non chiudersi ad esso. Ricordiamo che il corteo storico, che sfila a partire dal Castello Aragonese per ritornare al borgo, risale solo al 1991. Prima di questo allungamento del raggio di azione, si festeggiava nel ristretto spazio della collina di Sant’Alessandro, con la partecipazione attiva delle più importanti famiglie del luogo, in tradizionale costume ischitano. Il tutto si celebrava intorno alla suggestiva chiesetta, risalente al XIV secolo, dedicata al papa martire S.Alessandro e nata come cappella privata della famiglia Di Manso. Non vi erano ancora rievocazioni storiche. Ma questo conferma che vi è, da sempre, un ancoraggio dell’evento al borgo. Poi sono arrivati contributi fattivi anche da cittadini estranei al borgo, i costumi storici, pazientemente confezionati ( oltre cento più gli altri di volta in volta noleggiati presso la costumista Giuliana Tosone) e sono arrivati gruppi folcloristici provenienti da varie cittadine e tradizioni italiane e gemellaggi con altre località che hanno storia in comune con Ischia. Probabilmente, oggi, il corteo ha bisogno di giovani e nuove energie organizzative, senza nulla togliere a chi fino a questo momento se ne è fatto carico. Se è necessario, può anche darsi che il Comune debba, più direttamente, entrare nella gestione, come fu per la Festa agli Scogli di Sant’Anna .

Sant’Alessandro è questo. Da questa collinetta, che si affaccia sulla caratteristica Spiaggia degli Inglesi, si distinse, in passato, in particolare un nucleo familiare straniero, trapiantatosi sull’isola: la famiglia Buchner. Questo nucleo ha irradiato di cultura, storia e scienza, prima il borgo, poi l’isola tutta. Allora, passi per l’incidente di percorso di una rinuncia al corteo. Ma se non vogliamo perdere memoria, volto, identità, non possiamo dimenticare che in quella famiglia Buchner transitò, in grande simbiosi con la signora Miliana, la poetessa Maria Algranati, che Benedetto Croce elevò a grande letterata e poetessa. Sorella gemella dell’altra grande “ storica” Gina Algranati. Erano entrambe predilette anche dall’indimenticabile prof. Edoardo Malagoli. Fu lui a farmele intellettualmente conoscere, a segnalarmi le poesie di Maria, tra cui una dal nome “ Sant’Alessandro”. Molto bella anche la poesia “ Tramonto isclano” di cui citiamo pochi versi: “ Nei  neri scogli lavici/ in pose di primordi,/ dove l’ignara fiumana,/ si fece pietra – e ancora / l’immane cataclisma/ fumiga da millenni-/ s’abbraccia tenace/ la pineta inflessibile,/ spinge le ondose ombrella/ a liberata altezza/ e corona le spiagge/ e allinea la fungaia/ a muta sentinella/ di mute solitudini…” Qualche anno fa, fu presentato, alla Biblioteca Antoniana, l’autobiografia di Maria Algranati “Tavola Calda” ( Albatros Edizioni – a cura di Yvonne Carbonaro – giornalista d’arte – e Maresa Sottile, nipote dell’Algranati e docente scolastica) E’ di Ilia Delizia un’ ottima presentazione e commento dell’opera, riportato su Rassegna d’Ischia. Da Tavola Calda citiamo alcuni passi: “ In una bella casa sulla collina di Sant’Alessandro, viveva il professor Paolo Buchner, uno zoologo tedesco di fama, con la moglie, una pittrice e il figlio Giorgio, archeologo…Mandai ai Buchner, a mò di presentazione, il mio ultimo lavoro ed espressi il desiderio di conoscerli. Il  Giornale d’Italia  riportava per l’appunto in quel momento un articolo di Croce che inseriva il mio nome in una antologia ideale della lirica italiana del Novecento. Non ci volle altro per fare di me un personaggio e Miliana Buchner mi volle in una associazione benefica. Fummo subito amiche, il tu di rigore e veniva spesso da me… Coi primi tepori andavo io da loro”. Maria Algranati frequentò con amore quella casa “ coi garofani e il basilico alle finestrelle”. Passava qualche ora alla veranda “ quasi serra a causa di grandi piante esotiche, dominando il paese, in ogni senso lontano, era un mondo a parte”  Alla villa vicina, La Parata, veniva Virginia Scarfoglio , moglie di Carlo, figlio di Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao. Carlo fu corrispondente giornalistico nella 1^ guerra mondiale, diresse La Nazione, giornale di Firenze e poi, col fratello Paolo, il Mattino di Napoli. Quanta storia culturale concentrata in un fazzoletto di terra collinare!

Il 19 ottobre ricorrerà il quarantesimo anniversario della morte di Paul Buchner che, venuto a Napoli per gli studi presso la Stazione zoologica Dohrn, si stabilì a Ischia. Professore universitario, zoologo di fama mondiale, una delle massime autorità scientifiche nel campo dell’Endosimbiosi, eclettica mente capace di spaziare tra scienza, storia, vulcanismo e termalismo, scrisse un prezioso libro di memorie sugli Ospiti Illustri stranieri ad Ischia. Nel 1927 acquistò il terreno a Sant’Alessandro, dove tra il 1928 e il 1930, costruì una bella casa per le vacanze, in stile mediterraneo. Nel 1944 si stabilì ad Ischia in pianta stabile. Fu, con Onofrio Buonocore ed altri decani, promotore della fondazione del Centro Studi sull’isola d’Ischia, Diede alle stampe circa 112 opere, tra relazioni e volumi. A quest’uomo va reso omaggio e il Borgo di Sant’Alessandro, con o senza corteo storico, deve ricostruire i tanti tasselli storico-culturali che hanno elevato il Borgo a centro dinamico del pensiero, della ricerca, della scienza e dell’arte.

 

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