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Sciopero della fame, c’è anche Celestino Iacono

L’albergatore ha scelto di non nutrirsi solidarizzando con il parrucchiere ischitano Carmelo Amente e con Domenico De Siano, proprietario dell’immobile che rischia l’abbattimento a Forio

«Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli». Così Celestino Iacono, albergatore di Sant’Angelo, che da sabato sta facendo lo sciopero della fame assieme a Carmelo Amente che ormai ha raggiunto il suo sesto giorno di astensione dall’alimentazione, spiega i motivi del suo gesto. Celestino Iacono ha detto «per solidarietà dovuta a Carmelo Amente e Domenico De Siano (il proprietario della casa di Forio che ha ricevuto l’ordine di abbattimento). Due uomini soli, ai quali chiedo scusa, a nome di tutta la popolazione isolana e di tutti i rappresentanti delle istituzioni, per la nostra incapacità ad essere una vera ed autentica comunità».

Celestino Iacono nei primi tre giorni di sciopero della fame non ha «ricevuto alcun messaggio da parte delle Istituzioni. Tanti isolani mi hanno espresso solidarietà e vicinanza e tanti ancora mi hanno invitato a tornare a mangiare»

Iacono ha posto l’attenzione su «i due argomenti al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e un po’ meno dell’istituzioni sull’isola di Ischia». Si tratta della zona rossa a Ischia e dell’abbattimento dell’immobile di via Calosirto a Forio. Assicura che a breve porterà l’attenzione anche su altri temi: «I giovani ed i bambini che da un anno ormai sono costretti in casa senza scuola, senza sport e senza socialità».

«È assurdo – ha detto Celestino Iacono, noto anche come Lello – che non si riesca a far sì che le isole minori vengano considerate in modo diverso dalla provincia e dalla regione d’appartenenza. Noi non meritiamo la zona rossa con tutte le prescrizioni e i danni economici che essa comporta, perchè siamo già in ginocchio e i dati epidemiologici dimostrano che per il nostro territorio è una condanna inutile». Ed ancora sull’abbattimento della casa di via Calosirto: «Onestamente, non comprendo l’accanimento. Qualcuno dovrebbe indagare sui molti immobili che sono stati realizzati con licenza edilizia e parere favorevole della sovrintendenza, in luoghi dove non si sarebbe mai dovuto costruire. L’abitazione di Forio è una casa di necessità, costruita in un luogo ove ci sono altre abitazioni, non deturpa di certo il contesto. In un momento di crisi profonda come questo, dove le persone hanno difficoltà ad andare avanti, l’abbattimento di via Calosirto non è certo una priorità». «Trovo – continua Iacono – che le istituzioni locali dovrebbero fare molto di più che un’interrogazione, chi di qua, chi di là, come al solito disuniti e sempre in gara a chi c’è l’ha più lungo. State dimostrando invece di essere davvero tutti poco dotati, ve lo garantisco». E qui l’invito agli esponenti istituzionali: «Fate azioni più coraggiose, audaci, non vi limitate sempre a scrivere due righe su un pezzo di carta. La vera lezione però, alla quale tutti siamo chiamati ad assistere e a farne tesoro, è quella della dignità umana di cui due uomini si stanno facendo testimoni per tutti noi.

«Ormai manca il concetto di comunità. La frammentazione in sei Comuni ci ha reso sempre più distanti. Non siamo più solidali tra noi. Anche per questo ho deciso di stare accanto, attraverso lo sciopero della fame, a Domenico De Siano e Carmelo Amente»

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Carmelo Amente con il suo sciopero della fame contro il provvedimento di Ischia Zona Rossa e Domenico De Siano che con incredibile compostezza sta assistendo impotente alla distruzione dei suoi progetti di vita e delle sue certezze». Celestino Iacono nei primi tre giorni di sciopero della fame non ha «ricevuto alcun messaggio da parte delle Istituzioni. Tanti isolani mi hanno espresso solidarietà e vicinanza e tanti ancora mi hanno invitato a tornare a mangiare».

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Ma Celestino desiste e continua con la sua protesta. «Ormai manca il concetto di comunità. La frammentazione in sei Comuni ci ha reso sempre più distanti. Non siamo più solidali tra noi. Anche per questo ho deciso di stare accanto, attraverso lo sciopero della fame, a Domenico De Siano e Carmelo Amente». «Due uomini – incalza Iacono – lasciati soli da tutti noi. Tutta l’isola si sarebbe dovuta riversare in Via Calosirto per impedire quanto sta accadendo e tutta l’isola sarebbe dovuta insorgere contro la decisione di considerare anche Ischia zona rossa». E chiosa: «due uomini, una lezione di vita, di coraggio e di dignità».

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