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Si sta come d’autunno, sugli alberi, a guardare il motoraduno

di Graziano Petrucci

Vi ricordate di «Easy Rider»? Il film del 1969, interpretato da Dennis Hopper, Peter Fonda e Jack Nicholson, racconta la storia di due motociclisti che da Los Angeles percorrono da un capo all’altro gli Stati Uniti, fino a New Orleans in sella alla propria motocicletta. Animati dal desiderio di libertà, si spingono su strade mai percorse alla scoperta di posti nuovi incontrando varie persone. Purtroppo, in questa che appare come una metafora della vita, saranno malvisti dalla gente comune per il loro modo di vestire o comportarsi e si vedranno costretti ad affrontare non pochi fastidi. D’accordo, siamo nel ’69 negli Stati Uniti. Parliamo di un periodo che abbiamo sepolto da qualche parte nella memoria e che forse non abbiamo neppure vissuto. Tuttavia nell’immaginario collettivo, pure in Italia, in alcuni luoghi più di altri e Ischia non è da meno, non siamo tanto lontani dal pensiero massificato che guarda i centauri come brutti, sporchi e cattivi. Certi addirittura sono invasati dalla certezza che il «motociclista» sia uno sfaticato e incapace che contribuisce al degrado ambientale, cui piace solo correre in strada e che rompe la tranquillità delle nostre viuzze e da barbaro spaventa i pedoni e, in più, rompe le palle. Perciò, più che di Easy Rider, che comunque ha segnato un’intera generazione, voglio parlarvi di quanto ci piace rimanere come scimmie sugli alberi. Seduti sui rami dell’ignoranza, distinti dalla ridotta visuale e totale mancanza di apertura nel guardare cosa avviene davvero di sotto, in quel caos rumoroso di marmitte e persone che si prestano, secondo molti, durante i raduni, a spettacoli trash e volgari. 14556725_1738199096443799_4891822865992598984_oMentre i riti tribali collettivi nel dare gas durante le riunioni rompono il “gas” della normalità, molti tra i cittadini «normali» sono colti da illuminazione arrivando alla conclusione che questo tipo di feste sono inutili e controproducenti per il turismo e l’economia. Rischiano di farci identificare alla stregua dei barbari che per due giorni popolano le verdi vallate isolane. La quiete della giungla, è chiaro, non dovrebbe essere disturbata da celebrazioni primitive di cui possiamo fare a meno. A ragione o a torto c’è chi ritiene che eventi come l’ultimo organizzato dai ragazzi del «Moto club Ischia Bikers» facciano «scappare» i turisti. Un paio di cose bisogna dirle. Alla certezza che noi siamo gente «che sape campa’», e non quei quattro trogloditi in sella, e sappiamo accogliere i nostri ospiti con i servizi necessari oltre a conoscere i mezzi – non escludendo quelli «pubblici»- per consentirgli di spostarsi da una parte all’altra dell’isola, vi corrisponde qualche esuberanza da parte di uno sparuto numero di conducenti delle due ruote che andrebbe sanzionata. In genere si tratta di «bravate» che non rientrano e coincidono con lo spirito del centauro libero ma a quello della testa di cazzo. Insomma una specie più o meno simile a chi ritiene che le riunioni di bikers non arrecano alcun vantaggio. foto 2La diatriba sull’utilità o l’inutilità di raduni del genere continuerà a tenere banco. Forse davvero si tratta di una consuetudine della quale si potrebbe fare a meno oppure, invece, il pregiudizio colpisce duro come una noce di cocco la testa di chi nuota nel mare del luogo comune. Voglio scendere dall’albero, mi auguro facciate anche voi lo stesso, e segnalarvi alcune informazioni. La prima è che piccole realtà, di solito si tratta di associazioni, riescono senza l’aiuto di nessuno tranne che di pochi sponsor, a muovere le proprie truppe e organizzare un motoraduno –spesso rimettendoci di tasca propria- per trasformare l’isola in polo attrattore per persone che approfittano per visitarla nel tour programmato. C’è chi addirittura prende la propria moto solo in queste occasioni. Il moto club isolano di bikers, intanto, nel 2013 ha ricevuto dalla FMI il certificato di qualità turistica grazie all’accoglienza, all’intrattenimento e ai contenuti turistici e culturali. Il presidente Giovanni Migliaccio (nella foto) si impegna ogni volta assieme ai suoi associati per non perdere questo primato. In secondo luogo, con i permessi chiesti mesi prima, anche se quest’anno il comune di Lacco Ameno li ha sfrattati con pochi giorni di preavviso, sono stati in grado di muovere appassionati delle due ruote che, se non fosse chiaro, una volta qui si sono trasformati in «turisti». Come tali hanno fatto le gioie dell’economia isolana prediligendo strutture ricettive, bar e ristoranti e nel giro di due o tre giorni hanno mosso un bel po’ di soldi. Altri dati. 14519834_1737932403137135_1815452663870215880_nIl motoraduno realizzato dall’associazione «Moto club Ischia Bikers», costituita nel 2009 e iscritta all’FMI nazionale, quest’anno è arrivato alla sua 8^ edizione. I soci del club affiancano Giovanni Migliaccio anche a supporto di opere di beneficienza donando ad altri meno fortunati il cibo che non è stato possibile consumare. Molti dei partecipanti al raduno non si limitano soltanto ai canonici due giorni ma buona parte arriva sull’isola una settimana prima per poi partire anche una settimana dopo per trovarsi immersi nel flusso di «bikers». Accade tutti gli anni. Quest’anno sono sbarcate sull’isola circa 320 motociclette, per un totale di 450 persone e sono stati riempiti 4 alberghi, da 2 a 4 stelle. I conducenti hanno sostenuto il costo del biglietto – andata e ritorno, per un totale di 43 euro – con una delle compagnie di navigazione (Medmar). I numeri. Approssimando, per eccesso o per difetto, senza tener conto di chi non ha usufruito degli sconti che si possono ottenere, solo per i biglietti (tengono conto solo del conducente) si arriva a 14 mila euro. Altri 3 mila per i passeggeri. Per due giorni, ipotizzando un prezzo medio di 30€ nelle strutture ricettive per le 450 persone, siamo a 27 mila €. Con pranzo e cena, solitamente in ristoranti, sempre per 48 ore, si arriva a 90 mila €. Uno o due caffè al giorno, aumentano l’introito per l’isola di altri 4/8 mila €. A ciò va aggiunto il pieno di benzina e tra bottiglie di limoncello, gadget e souvenir la cifra aumenta non di poco. Tanti motociclisti che prima di un raduno del genere non avevano mai visto Ischia, ormai da anni ritornano «affezionati turisti» al di fuori della manifestazione e pure senza moto. Se mi avete seguito e siete scesi come me dall’albero notate la storia contraddittoria delle critiche e il disprezzo nei confronti di piccole sacche di resistenza che funzionano senza soldi pubblici e cercano di sviluppare l’isola? Se adesso guardate in alto vedete le scimmie che sono rimaste sui rami e lanciano di sotto noci di cocco che gli sono cadute in testa per dire “no alla motocicletta” e affermare la supremazia delle proprie paure idiote?

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