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Sisma e microzonazione, la zona rossa può rinascere

Ieri a Lacco Ameno gli esperti hanno illustrato i risultati degli studi effettuati sul territorio dei tre Comuni colpiti dal sisma del 2017. Il senatore Vito Crimi: «Adesso l’isola ha maggiore consapevolezza di sé, la ricostruzione non potrà prescindere dai dati emersi, che con l’ausilio dei tecnici consentiranno ai cittadini di riedificare in sicurezza»

I risultati degli studi di microzonazione dei territori isolani colpiti dal sisma del 2017 sono stati illustrati ieri mattina all’auditorium “Leonardo Carriero” a Lacco Ameno. Alla presenza di un pubblico composto da numerosi cittadini e vari esponenti delle istituzioni, sono state sintetizzate le fasi dello studio, gli attori impegnati e le conclusioni sulla natura del suolo, che serviranno da base per ogni procedura relativa alla ricostruzione post-sisma. All’ingresso della sala, sono stati distribuiti dei moduli tramite i quali i partecipanti hanno potuto porre dei quesiti sul tema, come ha spiegato il commissario alla ricostruzione Carlo Schilardi, che ha inaugurato i lavori, sottolineando l’importanza della microzonazione (o, più correttamente, micro zonizzazione) come elemento “necessario e propedeutico” all’emissione dell’ordinanza sulla cosiddetta ricostruzione “pesante”, il cui testo è pronto ed è oggetto di dialogo coi Comuni. Il commissario ha compiuto un excursus sui provvedimenti adottati nel primo semestre del 2019, a partire dall’ordinanza per i danni lievi, fino alla ordinanza n.5 dedicata alle aziende colpite dal sisma, senza dimenticare quella per gli edifici scolastici, con le richieste dei sindaci prontamente finanziate.

Col Ministero dell’economia si è concordato un contributo una tantum per le aziende rimaste bloccate al momento del sisma, mentre si è proceduto a sbloccare la liquidazione di Cas e alberghi fino a luglio.
Sui condoni è costante l’attenzione degli uffici tecnici comunali, i cui organici sono stati allargati. Il Ministero dei Beni culturali ha versato le somme per gli edifici di culto, mentre per le somme urgenze si è proceduto a regolarizzare le varie operazioni, come via D’Aloisio.

Il dottor Vincenzo Albanese, componente della struttura commissariale chiamato a moderare gli interventi, ha poi dato la parola al senatore Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: «Sono qui anche io per ascoltare, per conoscere i risultati della microzonazione e le prospettive di ricostruzione. Voglio dimostrare la vicinanza del Governo all’Isola, con questi studi che rappresentano la base per tutte le procedure di ricostruzione, le quale devono essere avviate il prima possibile per capire rapidamente le criticità che emergeranno dall’analisi dei vari casi». Il senatore ha poi spiegato che a settembre sarà varato un disegno di legge che porterà a parificare le disposizioni legislative per tutte le zone d’emergenza sismica del territorio nazionale, allo scopo di eliminare ogni disparità di trattamento e le conseguenti recriminazioni. Dopo il saluto del Prefetto Carmela Pagano, è stato l’onorevole Andrea Caso, componente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, e Rappresentante del Ministero dello sviluppo economico, a congratularsi con Schilardi, definito come la persona giusta e con le migliori competenze per affrontare la ricostruzione. Caso ha ricordato l’impegno del Governo che ha allestito progetti e stanziato fondi per la prevenzione delle catastrofi naturali: «La pubblicazione degli studi di microzonazione eliminerà ogni alibi e consentirà alle comunità locali di riorganizzarsi, con l’auspicio che in futuro si potrà parlare solo di prevenzione e non più di commemorazioni e anniversari di disastri». Da parte sua, l’ingegner Mauro Dolce ha portato i saluti del Capo Dipartimento della Protezione Civile impossibilitato a partecipare alla conferenza, ricordando che la microzonazione non aiuta soltanto la pianificazione urbanistica, ma è fondamentale anche nei momenti in cui si deve fronteggiare un’emergenza, quando ad esempio si deve decidere dove allestire le strutture di soccorso e ricovero.

La fase preliminare dell’incontro si è conclusa con l’intervento dei sindaci. L’ingegner Giovan Battista Castagna, primo cittadino di Casamicciola, ha illustrato sinteticamente i vantaggi e le utilità degli studi di microzonazione, rivendicandoli contro coloro che invece hanno spesso reputato del tutto inutili le attività fin qui portate avanti, e ringraziando in particolare Borrelli e Schilardi per il costante supporto fornito ai Comuni colpiti dal sisma. Il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale si è scagliato contro il passato Governo, che “decise di non decidere”, e ha ringraziato quello attuale, ricordando che gli studi appena conclusi sono importanti anche ai fini della redazione del Piano urbanistico comunale che gli Utc stanno approntando. Pascale ha esaltato la concretezza del prefetto Schilardi, che “con i fatti ha risposto alle critiche di chi diceva che non si sta facendo nulla per ricostruire”.

I TECNICI

A inaugurare la parte “tecnica” della conferenza è stato il geologo del Dipartimento della Protezione Civile, dottor Sergio Castenetto, che ha relazionato sullo stato degli studi di microzonazione in Italia, che è una branca ormai considerata imprescindibile nel settore della prevenzione sismica, in quanto i danni spesso non sono determinati solo dal tipo di costruzione, ma anche e soprattutto dalla morfologia del suolo. I primi tentativi di microzonazione iniziarono nel 1976 dopo il terremoto in Friuli. Ma solo dal 2008 vennero stabilite le linee guida, e il primo banco di prova fu il terremoto di Aquila nel 2009. Castenetto ha citato vari dati: sono stati impegnati più di cento milioni di euro per la microzonazione di primo livello sull’intero territorio italiano, e finora sono stati eseguiti trecento studi di terzo livello, fatti “in tempo di pace”, cioè non dopo eventi sismici. Tra le varie elaborazioni statistiche, è emerso che soltanto il 9% del territorio nazionale studiato è risultato stabile.

Stefano Catalano, docente all’Università di Catania, e componente del Comitato di indirizzo del Centro per la Microzonazione, ha illustrato le modalità di calcolo della pericolosità sismica, spiegando tra l’altro che non basta calcolare la “pericolosità di base” ma è necessario tenere conto dei fattori di “amplificazione”. Proprio in base a tali fattori, è spiegabile il fatto che in zone vicine gli effetti del sisma risultino profondamente diversi. Tra gli scopi della microzonazione c’è anche quello di ottenere un modello in grado di prevedere gli effetti di un evento sismico, senza che esso traumatizzi il tessuto sociale della comunità. 

Il dottor Marco Mancini, geologo del CNR, chiamato a interfacciarsi coi tecnici nominati dai Comuni, ha illustrato tutte le varie fasi in cui si è articolato lo studio, a partire dalle indagini preliminari del suolo dei tre Comuni, un territorio che per le sue vicissitudini vulcaniche e sismiche è stato definito come una vera e propria “palestra” a livello geologico. Fra l’altro è stato fondamentale individuare il “fattore di amplificazione” del sisma studiando l’interazione tra i terreni di copertura e gli strati sottostanti più rigidi.

I RISULTATI

È toccato al dottor Antonio Toscano entrare nel dettaglio, illustrando i risultati degli studi nel Comune di Casamicciola, quello maggiormente colpito dal sisma di due anni fa. Sullo schermo in sala si sono succedute diverse mappe relative alla natura del suolo isolano, con modelli digitali del terreno, e l’indicazione delle faglie sottostanti. Toscano ha sintetizzato il corso delle indagini a carotaggio continuo, che permettono di riportare la sequenza stratigrafica del sottosuolo. Sono state poi effettuate una serie di prove “down hole” per verificare la velocità di propagazione delle onde sismiche, arrivando alla redazione di una carta geologico-tecnica indicante la natura dei terreni di copertura e degli strati sottostanti. In gran parte del territorio casamicciolese è stato riscontrato materiale di risulta risalente alle distruzioni del terremoto del 1883. Le aree soggette a fattori di minore amplificazione sismica sono quelle orientali intorno al Rotaro, e in parte alla Sentinella, mentre a parte alcune zone con substrati tufacei il resto del territorio di copertura è composto da materiale sciolto sabbioso. La maggiore amplificazione sismica è stata riscontrata nella zona di Piazza Majo e alla collina del Paradisiello.

Il dottor Francesco Cuccurullo, ha invece illustrato i risultati relativi al territorio di Forio. Anche in questo caso nessuna area è risultata completamente stabile, tuttavia sono state individuate dodici aree stabili ma suscettibili di amplificazione sismica.

La situazione del Comune di Lacco Ameno è stata delineata dalla dottoressa Alessia Iannotta. Il territorio, seppure stabile è comunque soggetto ad amplificazioni sismiche. La zona più stabile è quella intorno a Villa Arbusto e verso la zona di Zaro, dove il substrato è composto da rocce. Il promontorio di Monte Vico è invece costituito da un scheletro rigido di lava, con rocce fratturate e sormontato da materiali sabbiosi.

RICOSTRUZIONE, MA CON CRITERIO

Alla fine delle relazioni relative ai tre comuni, il Commissario Schilardi ha approfittato per rispondere ad alcune domande scelte tra quelle che il pubblico aveva posto tramite il modulo distribuito all’entrata. L’ex Prefetto ha ribadito l’importanza della scheda Aedes come elemento fondamentale per accedere al contributo di ricostruzione, e in conclusione ha ribadito che non esistono aree dove non sia possibile ricostruire, ma per farlo occorre tuttavia rispettare i moderni criteri costruttivi e legislativi tesi a prevenire le conseguenze di eventuali future scosse sismiche.

Il senatore Crimi, dopo aver elogiato Schilardi definendolo come un servitore dello Stato espressione della “buona burocrazia”, ha dichiarato che lo studio di microzonazione ha dato all’isola maggiore consapevolezza di sé stessa, e da esso non si potrà prescindere per la ricostruzione. Ha tranquillizzato la cittadinanza, spiegando che i dati impressi sulle mappe dello studio (e che sono state affisse alle pareti dell’auditorium affinché tutti i partecipanti all’incontro potessero consultarle) devono comunque essere interpretati dai tecnici e che dunque non c’è nessuna area dove, a priori, sia vietato ricostruire.

Il sottosegretario ha anche ricordato il cosiddetto “sisma bonus”, una misura forse poco conosciuta, ma che consente di avere un contributo agevolato anche a chi non ha subìto danni e voglia eseguire interventi di prevenzione e di messa in sicurezza presso la propria abitazione. Crimi ha usato una formula per sintetizzare i possibili scenari di ricostruzione: «Non si può ricostruire un edificio com’era e dov’era, insieme. Quindi, o si ricostruisce dove era, ma meglio, oppure si ricostruisce come era, ma altrove», sottolineando l’importanza della prevenzione in prospettiva futura. Con questa sintesi, e con l’augurio di un sollecito inizio delle procedure per la fase di ricostruzione, l’incontro si è concluso poco dopo le ore 13.00. Adesso tocca alle amministrazioni fare buon uso degli studi effettuati sul territorio.

Foto Franco Trani

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