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CULTURA & SOCIETA'

Sotto Tiro di Mizar Disastro

Che mondo! Due esempi. In America i produttori di petrolio pagano coloro che se lo vanno a prendere perché con la diminuzione della domanda non hanno più dove stoccare quello che estraggono. In Italia si pensa di dare un bonus di mille euro a chi viene per turismo in Italia. Questi due esempi devono far pensare. Se crolla la domanda dei consumatori la ripresa del turismo in quanto tempo avverrà? E cosa succederà in una isola dove almeno diecimila su sessantamila abitanti sono i lavoratori nel turismo senza parlare dell’indotto?

Ad Ischia si discute molto poco. Bisogna incominciare a farlo. Orientarsi in questo mondo impazzito non è facile ma lasciarsi trovare completamente impreparati non va bene. Mi chiedo. Fino a tre mesi fa si discuteva della crisi turistica dell’isola in un contesto completamente diverso. Si mettevano in evidenza le storture del sistema Ischia, la depurazione, il traffico, il low cost, la distruzione del territorio, la mobilità, la crisi dei commercianti locali e la situazione finanziaria tragica di alcune imprese e si tentava con un approccio riformista di convincere i nostri amministratori locali ad essere lungimiranti, ad abbandonare il clientelismo e a tentare di dare una svolta al loro mediocre modo di amministrare la nostra isola. Ma ora questi ragionamenti valgono ancora?

Cosa facciamo. Decidiamo di parlarne tra un anno abbandonando l’idea che la stagione turistica 2020 è completamente perduta o ci attrezziamo con sistemi nuovi come sta già avvenendo in molte parti d’Italia? Chi lo deve decidere? Dobbiamo forse creare una regia formata da amministratori e forze sociali? Io vedo sull’isola solo persone impaurite da quello che sta avvenendo. Non solo sotto l’aspetto sanitario ma principalmente sotto l’aspetto economico. La corsa ai sussidi statali e regionali sembra sia l’unica cosa di cui ci si preoccupino in questo momento. Cerchiamo di ragionare e vediamo chi e come deve avviare un discorso serio e costruttivo. Se la crisi imperverserà si può tentare di creare qualche alternativa di lavoro per i tanti disoccupati del settore turistico?

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Un commento

  1. Quello su cui di sicuro si potrà contare, sarà il turismo dei proprietari di seconde case, ed il relativo indotto, che non è poi tanto irrilevante, oltre ad un turismo di prossimità, soprattutto nei residence.
    Ci sarà anche meno traffico, quindi saranno in molti ad andare a visitare i tanti siti naturalistici e storico-artistici dell’isola, cosa difficile da fare in estate!
    Il prof.Giulio Tarro, virologo di fama internazionale, allievo di Albert Sabin, padre del vaccino antipolio, ha affermato a proposito della prossima estate che “il lockdown non ha senso, il virus prolifera in spazi chiusi. Sole e mare sono antivirali, bisogna stare all’aperto”, precisando che “il caldo abbatterà il contagio, d’estate tutti in spiaggia a mare: il sole, è il miglior antivirale. Il virus per diffondersi ha bisogno di spazi chiusi, scarsa ventilazione o sistemi di aria condizionata, temperature basse o umide. Il mare e la spiaggia sono l’esatto contrario di questo microclima propizio“.
    Il turismo di prossimità non mancherà di certo sull’isola, basta organizzarsi adeguatamente con le misure di distanziamento sulle spiagge ed accettare un trend turistico solo più tranquillo, del resto un poco di calma sarà utile a ripensare alle scelte che hanno puntato eccessivamente ad un turismo di massa, deleterio per l’ambiente e per il buon vivere della gente…

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