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CULTURA & SOCIETA'

Spiaggia di San Pietro, un fenomeno di crescita che dovrebbe entusiasmare i concessionari

PER LE SPIAGGE DELL’ ISOLA SI TEME UN’ ALTRA MAGRA STAGIONE TURISTICA - LA NATURA PUO’ RIPORTARE LA SABBIA MA NON LA CLIENTELA ALLONATANATA DALLA PANDEMIA - Purtroppo lo stato di emergenza sanitaria,il lockdown con tutte le regole del distanziamento sociale e dell’antiassembramento sono tutte condizioni frenanti per qualsiasi tipo di programma di lavoro per i concessionari delle spiagge pubbliche a pagamento

Con qualche mareggiate di quest’inverno 2021, il mare anzichè risucchiarsi come spietatamente si comporta quando è al massimo della furia, una buona porzione di spiaggia, da quella di San Pietro sopratutto,per tutta la lunghezza fino al lido già ridotto al lumicino rispetto agli anni passati, dalla spiaggia della Mandra fino alla spiaggia del Muro Rotto frequentata per lo più, dagli ischitani, dicevamo, anzichè portasrsele via, le ha riforaggiate, impinguite, ripotenziate, trasformandole in splenditi ed invitani “deserti” sabbiosi da far fare salti di gioia ai più increduli dei bagnini ed a chi è titolare degli stabilimenti balneari particolarmente baciati dalla fortuna.

Costoro vedono davanti, per come madre natura sia stata cosi’ benevola una, stagione balneare prossima, straordinaria, con un dubbio che toglie loro il sonno. E cioè, se si affronterà la nuova stagione balneare con i turisti lasciati liberi di ritornare sull’isola per le proprie vacanze estive, oppure si lavorerà con i soli bagnanti ischitani i quali, guada caso, stanno già pensando all’uso delle spiagge libere a discapito di coloro che posseggono i vari tratti di spiagge avuti regolarmente in concessione. Lo stato di emergenza sanitaria, il lockdown con tutte le regole del distanziamento sociale e dell’antiassembramento sono tutte condizioni frenanti per qualsiasi tipo di programma di lavoro per i concessionari delle spiagge pubbliche a pagamento. E’ l’incubo che tenne in apprensione i titolarii delle concessioni dei tratti di arenile già lo scorso anno quando si ebbe a che fare col primo anno di pandemia. Per fortuna (o sfortuna?) le Istituzioni regionali, governative e locali, decretarono lo “sciogliete le righe” con l’isola che in parte tornò a riempirsì di vacanzieri senza però risolvere appieno i problemi di gestione economica dei concessionari che terminarono la stagione balneare con incassi irrisori che servirono a stento a coprire le spese. Anche lo scorso inverno 2020 i venti furono clementi, tanto da agitarsi non oltre il dovuto, Insomma si verificarono quelle attese scossure di aprile e maggio che secondo natura, riportarono buona pare della sabbia che la furia del mare di dicembre e gennaio precedenti si erano portati via.

Quindi le spiagge di San Pietro, della Mandra, del Muro Rotto e di Cartaromana a Ischia, della Chiaia, di Citara, della Cava dell’isola e di San Francesco a Forio e dei Maronti al Testaccio-Barano c’ erano più e meglio degli anni precedenti , ma, ironia della sorte,con poca clientela per gli effetti dannosi del Corona virus in atto, Quest’anno, a differenza dell’anno passato, la situazione è ancora più stranamente diversa. Tanto per rimanere nel Comune di Ischia Capoluogo, la storica spiaggia di San Pietro per tutta la sua lunghezza fino allo stabilimento balneare con ristorante annesso di Maria e Perannella, mai come quest’anno si presenta così vasta, estesa, larga tanto da consentire al bagnino di disporre ombrelloni e sedie a sdraio per cinque o sei file rispettando senza problemi di spazio il distanziamento sociale. Tanta bontà di sabbia pura non la si ricorda dai tempi del vecchio e storico bagnino Italiano degli anni ’40 e ‘50 titolare del Bagno Italia proprio al lato della Perannella, ereditato per discendenza dalla famiglia di Giuseppe La Franca. Da alcuni anni la spiaggia di San Pietro viene considerata la spiaggia leader di Ischia per la sua sabbia finissima, la sua posizione centrale nel cuore del paese, per la sua comoda accessibilità, per la sua storia. A parlarne ancora qui di seguito per il nostro Speciale è l’avv. Luciano Venia già giovane Vice Sindaco di Ischia negli anni ’90, il quale è legato alla Spiaggia di San Pietro dalla nascita e ne ha seguito fino ad oggi l’evolversi del suo ruolo con cui ha contribuito nello sviluppo, economico, turistico, ambientale e cultuale della zona.

“Il grande arenile, scrive per noi Luciano Venia, che dagli scogli quadrati (blocchi di cemento) subito a ridosso del porto di Ischia correva senza soluzione di continuità fino alla spiaggia del muro rotto, davanti alla Siena, al Ponte ha rappresentato un elemento di grande sviluppo economico. La balneazione era una festa per residenti e vacanzieri specie napoletani che dal 24 giugno (San Giovanni data di inizio secondo le tradizioni della stagione dei bagni) si protraeva almeno fino a ottobre. Infatti le scuole partivano nel mese autunnale e giocoforza assottigliavano il numero dei bagnanti ma il tempo spesso rimaneva felice e la temperatura del mare si manteneva ancora gradevole sicchè nei fine settimana tornava una estate dei ragazzi. Sulle spiagge al mattino vi erano gare, sport con il pallone, gare di nuoto e di pallanuoto (anche nello specchio d’acqua davanti al Castello nel periodo estivo), tamburello e nei mesi invernali questa arena naturale era spazio per ogni gioco: dal nascondino a quelli di abilità fino a salutare e celebrare i primi amori degli adolescenti che nella penombra della sabbia consumavano i riti della iniziazione alla vita adulta. La nostra splendida spiaggia è un unicum perchè ha innanzitutto un panorama che la distingue da altre litoranee in quanto la visione di Vivava e di Procida, dell’area flegrea, di Capo Miseno sono elementi di una scenografia straordinaria e completano un panorama mozzafiato.

La lunga estensione delle sabbie fino agli anni settanta faceva si che si dislocasse una grande quantità di persone che dalle prime luci dell’alba e sino al tramonto affollavano questa spiaggia esotica. I napoletani più veraci insieme agli ischitani si distribuivano soprattutto al lido San Pietro e alla Mandra che avevano entrambe uno spazio dedicato ai pescatori e di cui resta la testimonianza a San Pietro delle baracche ormai fatiscenti ma che si è in animo di sostituire e di riconfigurare con massima attenzione alla igiene delle aree circostanti e alla dotazione di servizi come docce e bagni ormai non più rinviabile. Il lido, lo spazio identitario che dagli scogli del lido Bellezza passando per vari stabilimenti fino al Ristorante Alberto e a Dai Tu e ancora oltre al Medusa e al Bagno Starace e Zi Nannina a mare accoglieva la borghesia romana, partenopea e settentrionale con larga presenza nei mesi primaverili di stranieri specialmente tedeschi o finlandesi e in generale scandinavi. Ancora più di elites il Ricciulillo, Mimi e’ ngrillo, la Perla, il bagno della famiglia Bevitore dove si accorsavano molti professionisti e signori della Napoli bene e delle città metropolitane. Questa sinfonia di bellezza ha costituito un vero motore di crescita che assieme al termalismo ha attratto milioni di presenze turistiche. La particolarità della nostra spiaggia è il suo degradare dolce verso le profondità e resta quindi adatto ai bambini, stessa eccellenza e’ la massima apertura con una buona circolazione di correnti che assicura un ricambio di acqua pulita in tempi brevissimi. Siamo cresciuti di fronte al mare e stare in mare era per noi un segno di identità. Si è davvero  isolani se si dialoga con le brezze marine e si vive in simbiosi con il mare. I venti potenti di scirocco e di ponente, i freddi pungenti di tramontana, il fastidioso grecale lasciano nella “stagione” il passo al nostro vento più bello ed amico, il Maestrale. Noi siamo fatti di mare e in noi scorre acqua salata. Dobbiamo tornare a questa nostra genesi portandovi la consapevolezza che mare e spiaggia sono di tutti, che nessun abuso può essere consentito, che la pulizia degli arenili è un must per ogni amministrazione che si sussegua. Ischia deve tornare alla rosa dei venti, alla armonia della vacanza sulla spiaggia, alla cultura della balneazione responsabile unendo la fruizione degli arenili liberi con moderni stabilimenti dotati di ogni comfort. Sono certo che dopo la pandemia sapremo rivivere la spiaggia ed il mare con ancora maggiore passione”.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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antoniolubrano194@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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