CULTURA & SOCIETA'

Tentativo di rilancio sull’isola delle mele cotogne un frutto dimenticato Nel tempo delle mele la “borsa verde” le riscopre e ne raccomada l’uso

Parlano di lei come un frutto oramai dimenticato: la mela cotogna, che vanta un passato letteralmente leggendario, subisce un presente purtroppo di gran lunga meno interessante. La leggenda narra che la mela cotogna rappresentò l’emblema di Venere, simbolo di buon auspicio e fecondità nei banchetti matrimoniali al tempo degli Dei. Sull’isola d’Ischia purtroppo il frutto in questione non ha sviluppata tanta passione e cultura degne di essere considerate. M noi ugualmente ce ne occupiamo.

E sappiamo quale pista percorrere. Ormai, da oggi in poi, se si intende affrontare il tema dell’agricoltura e più nello specifico, di qualsiasi prodotto della terra, della nostra terra, la terra dell’isola d’Ischia, da Campagnano ai terreni coltivati di Succhivo, conviene informarsi presso la ditta Luciana Morgera. La qual cosa s’era capita già da alcuni anni addietro quando Luciana disinvolta e decisa, “dialogava” con la natura come San Francesco parlava agli uccelli ed al…lupo. L’ultima sua “scoperta” è la dimenticata mela cotogna che Luciana ritiene “Brutta si, ma affascinante. Profumata e sorprendente in cucina”. Il frutto, bisogna riconoscerlo, non è un lampante esempio di bellezza, ma fa parte per diritto naturale del “tempo delle mele” che ricorre ed esplode proprio in questo periodo, e si sostituisce anche se a fatica, col suo sapore e la sua essenza ai gustosi frutti della bella stagione ormai passata.

A noi che piace descrivere con dovizia di particolari relativi alle loro crescita ed evoluzione, la frutta e le verdure fra le più note che produce la nostra campagna senza trascurare quei prodotti della terra isolana caduti nell’oblio, coglie l’obbligo di approfittare con piacere dell’imput che ci fornisce la “sempreverde” Luciana sulle mele cotogne che volentieri classifichiamo fra i frutti degni della nostra attenzione e stima con l’intenzione di farle uscire dal dimenticatoio e riproporle visto che con esse si possono realizzare ottime marmellate e gustosi liquorini. Secondo le ricerche di Luciana Morgera la mela cotogna era già conosciuta ai tempi dei Babilonesi, dei Greci e dei Romani, con origini delle regioni intorno al Mar Caspio e della Persia.

Era un frutto simbolo di buon auspicio e fecondità tanto che non mancava mai nei banchetti matrimoniali ai tempi dei romani. Lo testimoniano anche alcuni affreschi ritrovati a Pompei. La mela Cotogna è ricca di vitamine A, B1, B2, C e PP, di acido malico, di sali minerali tra cui potassio, calcio, zolfo, magnesio e fosforo. I pochi zuccheri e il basso contenuto calorico (circa 26 calorie per 100 grammi di prodotto) la rendono un alimento adatto a chi soffre di diabete o deve seguire un’alimentazione a regime dietetico. I Romani e i Greci mangiavano il frutto crudo. Gente d’altri tempi e con altri palati. Questi antichi popoli avevano scoperto che rafforzava il sistema immunitari e annegavano le mele nel miele, producendo anche un tipo di sidro.

Profumatissime, le mele cotogne sono perfette anche per armadi e biancheria, il loro odore persistente che ricorda quello del miele è davvero delizioso. Le mucillaggini contenute nei semi delle mele cotogne aiutano a idratare a fondo la pelle e a ritardare la comparsa di rughe. E proprio i semi sono utilizzati dall’industria cosmetica e farmaceutica. La pectina che se ne ricava è utilizzata per la produzione di gelato e carne in scatola, e nell’industria tessile, per la produzione dell’appretto per le stoffe, oggi nuovamente di moda. Il melo cotogno in compagnia anche del pero cotogno, ci informa l’esperta Luciana, si presta in cucina per la preparazione di mostarde, liquori, distillati e gelatine. Perché è stato tirato in ballo il pero, visto che si sta parlando esclusivamente della mela cotogna?

La riposta è la seguente: il cotogno è una sorta di ibrido, ossia in natura unione fra due specie differenti, tra melo e pero: non a caso i frutti caratterizzati da una forma a mela sono chiamati meli cotogni, mentre quelle con i frutti più allungati sono dette peri cotogni. Sono frutti molto profumati che, quando sono maturi, hanno una colorazione giallognola. Hanno una polpa che si ossida facilmente, piuttosto dura, difficile da mordere e da tagliare, dal sapore molto aromatico e leggermente acidulo e non sono adatti per il consumo a crudo, buoni solo dopo una discreta cottura. Sulle mele cotogne non mancano le curiosità che in passato poste a conoscenza influenzavano non poco coloro che ne facevano uso.

Infatti Nell’antica Grecia le mele cotogne era considerate dal popolo come pegno d’amore e al riguardo, affermava Plutarco, che un decreto di Solone obbligava le giovani spose a mangiare una mela cotogna prima di salire per la prima volta sul letto nuziale. Dalle parti nostre un liquore a base di cotogna denominato sburlon viene realizzato in forma strettamente privata senza essere messo in commercio. In Iran e in Afghanistan i semi di cotogna vengono bolliti e ingeriti come rimedio alla polmonite. A Malta un cucchiaino di marmellata di cotogna sciolto in acqua bollente viene usato contro il disagio intestinale

antoniolubrano1941@gmail.com

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker