CULTURA & SOCIETA'

Tra canti e disegni, la quarantena dei pazienti psichiatrici

«É dura spiegare a un malato psichiatrico che non si può uscire, invento favole per cercare di far capire loro il pericolo. Hanno capito che fuori c’è un’influenza davvero brutta e più pericolosa del normale»

Sono in dieci i pazienti psichiatrici rinchiusi, da ormai tre settimane, all’interno dell’hotel baia verde, dal 2016 struttura convenzionata con l’Asl Napoli 2 Nord. E’ lì che stanno trascorrendo la loro quarantena tra ballate, suonate e cantate per loro da Egidio Ferrante, uno degli operatori che, con passione prova a spiegare loro il perché di questa reclusione forzata. E poi c’è il laboratorio di disegno, quello di canto, qualche coccola in più e parecchie sigarette in meno, per cercare di tutelare la loro salute già così precaria, in un momento così difficile per l’umanità.

«É dura spiegare a un malato psichiatrico che non si può uscire- ci ha raccontato Egidio – invento favole per cercare di far capire loro il pericolo. Alla fine sanno che fuori c’è un’influenza davvero brutta e più pericolosa del normale. Non è facile perché non hanno la consapevolezza del pericolo».In quel di Forio sono riusciti a muoversi prima dei protocolli, avvisando i familiari di evitare le visite e aprendo i cancelli della struttura solo ai commessi per il cibo e agli infermieri. «All’inizio eravamo senza mascherine come tanti operatori sanitari. Anche io sono un soggetto a rischio per il diabete, ma non si può abbandonare la nave. E allora trascorriamo il tempo disegnando, poi c’è il laboratorio di cantoche piace molto. Li stiamo proteggendoper tutto quello che possiamo fare».La chiusura forzata evoca brutti ricordi, ma soprattutto rende più complicata una convivenza che trovava ossigeno vivendo la comunità locale, come quando, ormai diversi anni orsono, i pazienti psichiatrici trovavano beneficio curando l’ex vivaio comunale giù al lido d’Ischia dove oggi giace, ormai abbandonato, il giardino dell’amicizia. «Durante la pausa laboratoriosi distraggono con coca cola, dolciumi e caramelle. Abbiamo ridotto di molto l’uso delle sigarette, può fumare solo qualcunoe pochissime al giorno».Egidio trascorre con loro quattro ore al giorno, dal lunedì al sabato, con lui c’è qualche amica volontaria che, con mascherina alla bocca, lo supporta. «La maggior parte di loro sono residui manicomiali. Sanno che fuori c’è questa brutta influenza e poi le coccole e i dolci fanno il resto insieme alle canzoni, i disegni e chiacchiere e qualche volta anche il tono autorevole. Sono queste le nostre armi insieme alla leggerezza e al gioco».

E intanto si registra in tutta Italia un aumento dei casi di Tso (trattamento sanitario obbligatorio). Parliamo di tutti quei ricoveri forzati di pazienti che riscontrano problemi psichiatrici e che sono potenzialmente pericolosi per se stessi e per la comunità. Ultimamente, infatti, le chiamate di intervento “sono in preoccupante aumento”, un preoccupante effetto della pandemia. Ma intanto Mimmo, Elena, Mario e tutti gli altri cantano e restano a casa, in quell’alloggio Baia Verde ottenuto dopo diverse battaglie. Nell’estate del 2014 la chiusura, contestata, della struttura residenziale intermedia di Villa Orizzonte, nella quale molti degli utenti avevano ritrovato serenità intraprendendo percorsi di riabilitazione. Quindi il trasferimento nell’ex albergo Villa Stefania, a Casamicciola, struttura considerata “inidonea” da un comitato nato a difesa dei diritti dei pazienti psichiatrici e poi sequestrata dai Carabinieri di Ischia con una serie di reati contestati all’Asl competente, poi quest’hotel dismesso a Forio dove continuano la quarantena grazie alla passione all’abnegazione degli operatori. «Rasserenare e razionalizzare il disagio mentale, la follia è sempre più dura, ma ce la faremo. A 42 anni dalla 180facciamo la nostra parteda Ischia, un messaggio all’Italia, nonostante i tagli di questi anni e le tante difficolta».

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