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Tragedia a Ischia: scomparso da 24 ore, Antonio Patalano si è tolto la vita

Lo stimato e benvoluto docente dell’Alberghiero si sarebbe lanciato in uno strapiombo in località Frassitelli. L’allarme era scattato nella serata di lunedì dopo una giornata di “silenzio”, il ritrovamento dello scooter il primo tragico indizio. Disposta l’autopsia, non sembrano esserci dubbi sul gesto estremo messo in atto dal 40enne

Una sera d’angoscia, poi una notte insonne. Ricerche condotte a tamburo battente, il cuore in gola, la speranza che non fosse accaduto nulla di irreparabile. Poi però, sul punto più alto dell’isola, il ritrovamento di uno scooter. E subito cattivi pensieri, che vorresti scacciare ma che restano lì come fantasmi dai quali non si può sfuggire. Perché in quel momento, conoscendo la zona – peraltro teatro oltre vent’anni fa di un evento analogo che non potrà mai essere dimenticato (e che raccontiamo a beneficio dei lettori meno attempati in altra parte del giornale) – hanno capito che chi si era recato in quel posto verosimilmente non lo aveva fatto per una visita di cortesia o una scampagnata. In una giornata plumbea, l’isola piange la scomparsa di Antonio Patalano, 40 anni, sposato e padre di una bambina. Non sembrano esserci dubbi sul fatto che l’uomo abbia messo in atto il gesto estremo, lanciandosi in uno strapiombo dei Frassitelli e togliendosi la vita. Resta da chiarire in quale momento lo abbia fatto e soprattutto perché, ma di fronte ad una tale immane tragedia capirete che parliamo di dettagli destinati a lasciare il tempo che trovano. Perché, purtroppo, non vanno a mutare il corso degli eventi.

L’allarme è scattato nella serata di lunedì. A lanciarlo sul suo profilo social era stata proprio Stefania, la moglie di Antonio, che chiedeva a chiunque avesse informazioni sul marito di contattarla sulla propria utenza cellulare. Patalano era docente presso l’istituto Alberghiero “V. Telese” di Ischia, dove insegnava matematica. Lunedì aveva lezione nella fascia oraria pomeridiana, ma non si era presentato nel plesso di Fondobosso. Inizialmente nessuno si era preoccupato più di tanto, pensando a una dimenticanza. Ma la verità è che il docente si era allontanato di casa di buon mattino e non vi avrebbe fatto più ritorno. Quando la coniuge ha compreso che non si era recato nemmeno al lavoro e non riusciva a mettersi più in contatto con lui, il livello di ansia e preoccupazione è comprensibilmente cresciuto a dismisura. A quel punto dell’accaduto sono state messe al corrente le forze dell’ordine ma a mobilitarsi non sono stati soltanto carabinieri e polizia ma anche parenti, amici e semplici volontari che avevano letto l’appello di Stefania su facebook. Ricerche febbrili, con l’isola che veniva battuta palmo a palmo fino a quando non c’è stato il ritrovamento di uno scooter, parcheggiato poco lontano dal ristorante “Bracconiere”, laddove poi il successivo sentiero boschivo è percorribile soltanto in maniera pedonale.

Inutile girarci intorno, il mezzo a due ruote parcheggiato in quella posizione ha subito rimandato a funesti presagi. A quel punto le ricerche si sono concentrate in quell’area, ma come è noto ai conoscitori della stessa si tratta di una zona impervia e praticamente irraggiungibile in alcuni punti, soprattutto laddove si considerano alcuni dirupi e strapiombi. Lungo il tratto percorribile, carabinieri e polizia non hanno rinvenuto nulla e così intorno alle 10 del mattino sui cieli dell’isola è arrivato un elicottero della polizia di Stato cui è toccata la triste scoperta. Dall’alto, in uno strapiombo profondo circa 100 metri, veniva avvistato il corpo di Antonio Patalano, che non dava segni di vita. Ma l’incubo, purtroppo, non era ancora finito. Era impossibile recuperare il corpo via terra, assolutamente impensabile potersi calare in quello strapiombo, e anche la polizia con l’elicottero non aveva gli strumenti validi. E così da Pontecagnano veniva richiesto l’invio di un nuovo elicottero dei vigili del fuoco che una volta giunto a destinazione, tra non poche difficoltà, riusciva a recuperare la salma di Antonio Patalano. Dopo che, evidentemente, era arrivata l’autorizzazione del sostituto procuratore di turno. Ovviamente i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso. Il corpo è stato poi trasportato presso l’eliporto di Casamicciola prima che lo stesso venisse trasferito presso l’istituto di Medicina Legale del Secondo Policlinico di Napoli, dove sarà effettuato l’esame autoptico. Ripetiamo, non sembrano esserci subbi sul suicidio, ma in ogni caso bisognerà appurare se non ci sono segni di colluttazione o se Patalano non avesse assunto sostanze stupefacenti o psicotrope: elementi che possiamo escludere a priori, conoscendo il docente, ma che fanno parte dell’attività rituale quando si verificano fatti del genere.

La notizia ha lasciato assolutamente increduli e sbigottiti tanti, tantissimi cittadini isolani. I messaggi di cordoglio sui canali social si sono letteralmente sprecati, tra gli altri quelli provenienti da Lacco Ameno e firmati da Giacomo Pascale e Domenico De Siano. E poi anche amici d’infanzia, colleghi di lavoro, ex compagni di scuola. Tutti a ricordare il sorriso di Antonio, la sua straordinaria vitalità e simpatia, nessuno capace di darsi una spiegazione del perché di un gesto del genere. Sconvolta anche la comunità scolastica dell’Istituto Alberghiero “V. Telese”: abbiamo raccolto alcune testimonianze e la risposta è stata unanime, nessuno aveva percepito in Antonio atteggiamenti o cambiamenti d’umore che potessero lasciare presagire un così tragico epilogo della sua esistenza. Tra l’altro, pare che il professore avesse chiesto al dirigente scolastico di poter entrare come “progettista” in un’attività scolastica. Un impegno questo che sarebbe durato più di qualche mese e che certamente non è l’idea che balena in testa appena pochi giorni fa a un uomo che sta meditando di farla finita. Nel pomeriggio di ieri gli agenti del commissariato di polizia di Ischia, diretti dal vicequestore Maria Antonietta Ferrara, hanno anche ascoltato diverse persone in commissariato e provato magari a comprendere cosa possa aver indotto Antonio Patalano a togliersi la vita. In un’ennesima giornata triste per la nostra isola, costretta a piangere un suo figlio e messa di fronte ad una serie di interrogativi destinati presumibilmente a rimanere senza risposta.

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