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CRONACA

Via Terone Vatoliere, discarica di Barano

Il borgo, parte integrante dei sentieri del Club Alpino Italiano, rimane in preda al degrado

A pochi giorni dalla rimozione di rifiuti speciali dal bosco del Vatoliere effettuata dai volontari della Laai, Lega animali&ambiente delle isole del Golfo, nuovi rifiuti speciali sono stati abbandonati nel borgo che – con cognizione di causa – può essere considerato uno dei più degradati del comune di Barano e dell’intera isola d’Ischia.

Eppure il borgo del Terone è parte integrante di uno dei sentieri ufficiali del Cai – Club Alpino Italiano (Sentiero dei Sospiri – Sentiero Cai 504), meta di passaggio di escursionisti che anche in autunno si muovono alla ricerca degli scorci di pregio presenti nel comune di Barano.

E che dire dell’antico e pregevole Santuario di Montevergine, veicolo di sovvenzionamenti destinati agli esercenti del comune di Barano grazie alle risorse post Covid stanziate per le città Santuario.

Più di un beneficiario dovrebbe muoversi in pellegrinaggio verso la collina, ringraziare la Madonna dello Schiappone per l’aiuto e via facendo raccogliere l’immondizia lasciata da una chiassosa porzione di concittadini che poco ha a cuore il benessere del proprio territorio. E’ inconcepibile che si possano ottenere fondi grazie a un bellissimo Santuario e che nei suoi dintorni vengano tollerate chiazze di degrado sconfortanti.

«I nostri concittadini sono degli incivili – commenta chi rispetta la consegna dei rifiuti negli orari prestabiliti – servono le telecamere per risolvere il problema». La soluzione c’è. Munire di occhi quelle porzioni di territorio troppo difficili da preservare dalle attività di chi non ha a cuore il bene comune.

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Nell’ottobre del 2020 l’amministrazione di Barano ha approvato lo studio di fattibilità tecnica ed economica denominato «Realizzazione di un impianto di videosorveglianza urbana per il Comune di Barano d’Ischia». Nella delibera si fece presente all’attenzione del Ministero dell’Interno – che potrebbe finanziare buona parte del progetto – l’assenza di un sistema di telecamere funzionante atto a monitorare il territorio e contrastare così il degrado diffuso. Una carenza ormai divenuta insostenibile e che richiede una accelerazione per la sua realizzazione.

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